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Afghanistan: sesto capoluogo provinciale conquistato dai talebani

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In Afghanistan, i talebani hanno conquistato Aibak, la città capoluogo della provincia del Samangan. A riferirlo è stato il vice governatore della provincia in questione, Sefatullah Samangani, il quale ha dichiarato: «i talebani hanno catturato la città di Aibak e ne hanno il controllo completo». Si tratta del sesto capoluogo provinciale conquistato da questi ultimi in 4 giorni.

Primo weekend di Green Pass: in tutta Italia il caos è totale

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In Italia, come è ormai noto, dal 6 agosto il Green Pass è divenuto obbligatorio per poter svolgere diversi tipi di attività. Il debutto del lasciapassare sanitario, però, non è stato di certo impeccabile, ed in vari settori sono arrivate le critiche da parte delle relative associazioni di categoria per i disagi verificatisi a causa di tale strumento.

In tal senso, l’Associazione Guide Turistiche Abilitate (AGTA) ha pubblicato un comunicato stampa con cui sono state segnalate le difficoltà emerse nel primo giorno di applicazione del Green Pass per entrare nei siti culturali. «A Roma, la fila per il Colosseo è stata di circa 45 minuti nella prima parte della mattinata, ma è diventata di un’ora e mezza per quelli che si sono messi in fila alle 11.30, mentre alle 13:00 non era più calcolabile perché lunga 350 metri, su due corsie. E si noti che al Colosseo si può entrare solo con prenotazione, che è ad orario e che ha un suo costo in più oltre al biglietto». Nonostante ciò, dunque, i visitatori sono entrati «a tutt’altro orario da quello preventivato». Ovviamente vi sono state alcune eccezioni: ad esempio ai Musei Vaticani le persone con prenotazione «hanno fatto in tutto 10 minuti di fila». Tuttavia non si è appunto trattato della norma, infatti anche al Pantheon i visitatori hanno dovuto fare i conti con una «fila di 40-45 minuti», così come a Pompei nelle prime ore della mattina.

Ma quali sono state, nello specifico, le difficoltà connesse all’uso del Green Pass? La risposta a questa domanda è stata fornita da Isabella Ruggiero, presidente dell’AGTA, la quale ha elencato i motivi alla base di queste perdite di tempo, ossia la «assoluta insufficienza del personale preposto», la frequenza di «intoppi tecnici» nonché la pretesa delle persone di «entrare anche senza Green Pass». In molti «non sapevano che servisse anche per i monumenti», e ciò secondo Ruggiero è dovuto ad una campagna di informazione non impeccabile. Ad ogni modo, però, il problema principale non è tanto quello delle lunghe attese per i monumenti più importanti, ma quello dei gravi danni per i siti minori. «Al Colosseo oggi vedete le file, ma quasi nessuno di voi si accorgerà di quando chiuderanno singole sezioni e altri monumenti meno famosi».

Anche nel settore della ristorazione sono emersi problemi legati a tale strumento: Giancarlo Banchieri, il Presidente di Fiepet (associazione che riunisce ristoranti, bar ed altre imprese della somministrazione aderenti a Confesercenti), ha affermato che il Green Pass «si sta rivelando un disastro». Innanzitutto a causa dei «malfunzionamenti dell’app deputata a scansionare il certificato», per la quale bisogna avere «uno o più smartphone dedicati di ultima generazione o quasi». In più poiché «in questa situazione di incertezza i tavoli rimangono vuoti», in quanto le persone «preferiscono evitare complicazioni e scelgono di consumare solo all’aperto». Perciò, «la speranza è che la situazione si normalizzi presto, perché non sarebbe sostenibile proseguire in questo modo».

Da menzionare poi anche il settore scolastico: Udir, un sindacato dei dirigenti scolastici, ritiene infatti che l’obbligo del Green Pass per tutto il personale (che entrerà in vigore dal primo settembre) «non risolva assolutamente i problemi della sicurezza nelle scuole ma crei moltissimi problemi ai capi di istituto che si troveranno da soli ad affrontare una situazione molto complessa». Infine, critiche al lasciapassare sono arrivate anche dalle associazioni del settore turistico, le quali hanno emesso un comunicato in cui si legge che «numerose sono state le disdette di pacchetti per la norma sulla ristorazione al chiuso e per musei e luoghi della cultura».

Detto ciò, questa situazione è stata resa ancora più difficile nella Provincia autonoma di Trento, dove è stata imposta, tramite la circolare D337/2021 del Dipartimento Salute e Politiche sociali, l’obbligatorietà della certificazione verde anche per i senza tetto, che non potranno accedere alle mense pubbliche o alle strutture dove dormono senza di essa. Ciò, come sottolineato dal TGR Trento, potrebbe rendere impossibile la vita a qualche centinaio di senza dimora, che non avendo la residenza non potranno chiedere di essere vaccinati e, quindi, non potranno avere la certificazione. E per quanto riguarda i tamponi,  c’è da considerare che essi hanno un costo che queste persone non possono permettersi.

[di Raffaele De Luca]

Spedita una busta con tre proiettili a Papa Francesco

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I Carabinieri della Compagnia di San Donato Milanese hanno sequestrato una busta con tre cartucce indirizzata a Papa Francesco; la busta è stata trovata dal personale delle Poste al Centro di Smistamento di Peschiera Borromeo. Dalle ultime informazioni pervenute, sembra che la busta con tre proiettili a pallino di tipo Flobert, di calibro 9 millimetri, provenga dalla Francia. Difficile da leggere la scritta a penna della busta indirizzata a «Il Papa – Città del Vaticano – piazza S. Pietro in Roma». Sono ora in corso le indagini da parte del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Milano.

Il Ministero dell’Istruzione si prepara a sostituire gli insegnanti non vaccinati

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Il Ministero dell’Istruzione ha allestito il piano che prevede la sostituzione degli insegnanti non ancora in possesso del Green Pass. Poiché la certificazione verde sarà obbligatoria, i docenti non vaccinati non potranno accedere nelle scuole. L’obbligo del Green Pass per il personale scolastico scatterà dal prossimo 1 settembre. Secondo le ultime stime dei sindacati, sono circa cinquantamila gli insegnanti che hanno preso la scelta di non vaccinarsi. Non avere il Green Pass è poi considerato assenza ingiustificata; a decorrere dal quinto giorno di assenza, i docenti senza certificazione verde non avranno diritto ad alcuna retribuzione e il rapporto lavorativo verrà sospeso. Questo ciò che emerge dal decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Nell’ultimo decreto legge pubblicato viene anche specificato che, nel caso in cui si verificasse l’assenza dei docenti a causa del mancato possesso del Green Pass, è autorizzata la spesa di 358 milioni di euro. Il nuovo decreto legge prevede dunque un corposo fondo stanziato col fine di retribuire i supplenti decisi a ricoprire i posti lasciati vuoti dagli insegnati non vaccinati. Nel considerare la cifra di 358 milioni di euro, la previsione mensile del guadagno ammonta a circa 2.350/2.400 euro. Il Ministero dell’Istruzione avrà in mano il monitoraggio delle giornate di assenza del personale scolastico. L’esito del suddetto monitoraggio sarà poi riferito al MEF – Ragioneria dello Stato, così da «Adottare misure compensative di bilancio per la copertura di eventuali ulteriori oneri derivanti dalla sostituzione del personale». Le misure adottate e esplicate nell’ultimo decreto legge sono da considerarsi valide fino al 31 dicembre 2021, ovvero la data in cui – per ora – è stato previsto l’ uscire dell’Italia dall’emergenza sanitaria.

Nel frattempo i docenti ancora convinti a non vaccinarsi, premono i sindacati purché possano tutelare i loro diritti e i loro posti di lavoro. La delusione provata dalla categoria degli insegnanti nei confronti dei propri sindacati – a loro dire rimasti lontani da loro e dalla tutela dei loro diritti – ha generato un vero e proprio domino di disdetta dai sindacati. Così, tra i docenti sono iniziate a circolare le giuste procedure da attuare nel momento in cui si vuole abbandonare il proprio sindacato. Per riuscire ad avere nuovamente iscritti e appoggio, i sindacati dovranno assicurare, a chi fa parte del personale scolastico e ha scelto di non ottenere il Green Pass, dei concreti cambiamenti. Ciò che chiedono gli insegnanti intenti a non farsi vaccinare, è di riaprire le scuole con ogni misura possibile ma senza un severo controllo reputato assolutamente irrispettoso per la privacy di ognuno.

[di Francesca Naima]

Torino, lo scrittore Marco Boba sottoposto a sorveglianza speciale

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Il 7 agosto 2021 si è confermato positivo l’esito della richiesta di sorveglianza speciale presentata dalla Questura di Torino per lo scrittore e militante Marco Boba. Questi, ad aprile, era stato messo a processo per aver scritto un romanzo di matrice anarchica, intitolato «Io non sono come voi.» Nel recente verdetto, il libro, come anche la collaborazione dell’autore con la stazione radio anarchica Radio Blackout, non è annoverato tra i motivi per imporre la sorveglianza. A motivarla è la militanza: la presunta “pericolosità sociale” di Boba.

La condanna è di un anno e mezzo di sorveglianza speciale, con obbligo di rientro notturno e divieto di frequentare manifestazioni, pregiudicati e misurati. Quella della sorveglianza speciale è una misura che mira a colpire la quotidianità e le relazioni del condannato e che è stata frequentemente accusata di autoritarismo, di essere in aperta violazione dei diritti umani. La pericolosità sociale sarebbe infatti solo un malcelato reato di opinione. Il tribunale di Torino è inoltre conosciuto per le sue numerose richieste di sorveglianza speciale, presentate spesso per colpire attivisti NoTav e altre figure militanti si potrebbe dire recidive.

Si tratta di una misura di natura preventiva, nata in Italia durante il fascismo e usata frequentemente verso militanti di lunga data. «La refrattarietà a piegare la testa, è prova di pericolosità sociale. Non è sufficiente scontare le proprie condanne, ma è anche necessario abiurare la propria identità, la propria appartenenza, e dimostrare di avere assorbito un’altra ideologia, che ci vuole silenti, laboriosi, onesti e rassegnati» si legge sul gruppo Facebook che sostiene Boba. Boba è propria una di queste figure: militante da quando aveva appena 15 anni, anarchico, coinvolto nelle attività presso lo spazio occupato El Paso, collaboratore per la stazione radio Blackout, voce dei cittadini anarchici di Torino, è in tutto e per tutto un refrattario.

Insomma, ad essere punita dalla sorveglianza speciale non è un’azione di tipo criminale, ma un’attitudine, un comportamento. Stando al Codice penale (articolo 203), infatti, la pericolosità sociale si applica a persone che possono anche non essere imputabili di uno specifico reato, ma che è “probabile” commettano reati in futuro.

Che il tribunale torinese non sia riuscito ad usare il romanzo di Boba come prova della sua presunta pericolosità sociale è un fatto positivo: come ha dichiarato la casa editrice Eris Edizioni, commentare sui libri di finzione spetta alla critica letteraria e non ai tribunali. Dall’altro lato però il tribunale è riuscito ancora una volta a condannare una persona solo ed esclusivamente in base alla sua attitudine personale, incline al non accettare le ingiustizie.

[di Anita Ishaq]

L’allarme dell’Ipcc: concentrazione di CO2 più alta degli ultimi 2 milioni di anni

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L’Ipcc (gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) ha lanciato l’allarme: è essenziale limitare il più possibile – e da subito – le emissioni di gas serra per evitare disastri irreversibili. Dagli ultimi dati raccolti nel 2019, le concentrazioni atmosferiche di CO2 erano infatti le più alte degli ultimi 2 milioni di anni. La concentrazione nell’atmosfera di metano e biossido di azoto – i principali gas serra – è stato dimostrato essere la più elevata degli ultimi 800.000 anni. La temperatura della terra si è alzata a dismisura in tempi preoccupanti, il livello del mare è cresciuto con una velocità mai verificatosi negli ultimi 3000 anni. Questi parte dei dati che emergono dal primo dei tre volumi del Sesto rapporto di valutazione dell’Ipcc, approvato dai paesi dell’Onu e che sarà pubblicato nel 2022.

New York: si è dimessa Melissa DeRosa, braccio destro di Andrew Cuomo

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Melissa DeRosa ha deciso di dimettersi dopo che, dal rapporto in cui la procuratrice Letitia James accusa Andrew Cuomo di molestie sessuali, è emerso il diretto coinvolgimento della donna. Il braccio destro del Governatore dello Stato di New York avrebbe aiutato quest’ultimo a coprire i casi di molestie sessuali. Non solo, Melissa DeRosa è anche indagata per il caso emerso qualche tempo fa – e su cui le autorità federali e statali stanno indagando – relativo ai dati sui decessi per Covid-19. Andrew Cuomo sembra infatti avere nascosto il numero dei decessi reali causati dal virus nelle case di riposo dello Stato di New York; anche la più stretta collaboratrice di Cuomo, sarebbe coinvolta.

Afghanistan: i talebani conquistano anche Kunduz

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Prosegue senza sosta l’offensiva dei talebani in Afghanistan, nelle ultime ore è caduta sotto il controllo delle milizie islamiche anche Kunduz, città chiave nel nord del Paese. La notizia, data dai talebani stessi, è stata confermata da un giornalista di France Presse presente sul posto. Intanto violenti combattimenti infuriano anche in un’altra città del nord, Shar-e-pul.

Due contratti sui vaccini Pfizer sono stati rivelati

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Nelle ultime settimane sono stati divulgati due testi completi dei contratti stipulati dall'azienda Pfizer per la vendita dei vaccini anti-Covid rispettivamente con Brasile ed Albania. Due testi quasi in fotocopia. Il primo, quello con il Brasile, certamente vero e privo di modifiche in quanto consultabile direttamente all'interno del Sistema Informativo Elettronico (SEI) del Ministero della Salute brasiliano: un documento che doveva rimanere riservato ma per accedere al quale sono state rivelate le chiavi di accesso. Qualche dubbio in più su quello con l'Albania (diffuso già a gennaio da una ...

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Incendi in Grecia: oltre mille evacuati

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Oltre mille persone sono state evacuate nella notte dall’isola di Evia, sul mare Egeo, a causa di gravi incendi. Secondo quanto riportato dai media greci la situazione è drammatica presso il villaggio di Ellinika, nel nord dell’isola, il quale è completamente circondato dalla fiamme ed ancora abitato da decine di residenti. Tutta la Grecia è avvolta dalle fiamme, con 154 incendi attivi nel paese.