sabato 7 Febbraio 2026
Home Blog Pagina 1292

UE condanna Italia per livelli inquinamento atmosferico

0

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha nuovamente condannato l’Italia per il livello di inquinamento atmosferico, accogliendo un ricorso della Commissione europea riguardante il mancato rispetto del valore limite fissato per il biossido d’azoto nell’aria, definito “sistematico e continuativo”. L’Italia sarebbe anche stata bacchettata per non aver preso misure adeguate al fine di garantire il rispetto di tale limite, in particolare in metropoli quali Torino, Brescia, Milano, Bergamo, Genova, Roma e Firenze.

Domenica 15 maggio

0

4.30 – 18enne uccide 10 persone in un supermercato a Buffalo. L’FBI indaga sul “crimine d’odio razziale e estremismo”.

7.00 – In Libano iniziano le elezioni parlamentari, le prime dal 2018.

8.00 – In Italia è l’Overshoot day, giorno in cui il nostro paese esaurisce le risorse a disposizione per l’anno corrente.

9.30 – Il presidente indonesiano Joko Widodo incontra l’ad di Tesla Elon Musk per discutere di possibili investimenti.

12.00 – Migliaia di tunisini protestano contro il presidente Kais Saied chiedendo il ritorno all’ordine democratico.

12.10 – Coldiretti lancia l’allarme carestia in 53 paesi in seguito alla crisi in Ucraina.

13.00 – La Finlandia chiederà ufficialmente di entrare nella NATO. Lo annunciano il presidente e il primo ministro.

15.30 – NATO, Stoltenberg: «L’Ucraina può vincere la guerra. La Russia non sta raggiungendo gli obiettivi prefissati».

18.00 – Anche la Svezia verso l’adesione ufficiale alla NATO. Ad annunciarlo è Magdalena Andersson, primo ministro del paese.

Tunisia, proteste contro il presidente Saied

0

Migliaia di tunisini hanno protestato oggi contro il presidente Kais Saied, chiedendo il ritorno al normale ordine democratico. Dalla scorsa estate, momento del suo insediamento, Saied ha condotto un particolare processo di accentramento del potere, sciogliendo il Parlamento e iniziando a governare per decreto, con l’obiettivo di sostituire l’attuale costituzione attraverso un referendum. «È diventato chiaro che il popolo sostiene un ritorno al percorso democratico», ha detto Samira Chaouachi, vice leader del parlamento sciolto lo scorso marzo.

Meta sta già ridimensionando il suo impegno sul metaverso

1

Nell’ottobre del 2021, Mark Zuckerberg aveva annunciato un importante novità: Facebook è diventato Meta. Il cambio di nome ha evidenziato sin da subito l’intenzione dell’imprenditore di calcare la mano sull’istituzione del “metaverso”, ovvero sulla creazione di uno spazio digitale che ambisce a sostituirsi all’internet odierno. A pochi mesi di distanza, il futuristico entusiasmo dimostrato dall’eccentrico capo d’impresa sembra essersi però grandemente ridimensionato.

Stando ad alcune indiscrezioni raccolte da Reuters, il CFO di Meta Andrew Bosworth avrebbe infatti rivelato ai dipendenti di Reality Labs, punta di diamante della Big Tech nel settore della realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR), l’abbandono temporaneo di alcuni dei progetti che avevano in mano. In altre parole, l’azienda ha «rimandato» a data da definirsi alcune idee che banalmente non può più permettersi di sostenere.

Stando ai dati fiscali pubblicati da Meta lo scorso febbraio, l’investimento dell’azienda nel metaverso ha raggiunto nel 2021 un costo di circa 10 miliardi di dollari. Una simile “perdita” non sarebbe di per sé anomala, rientra nei finanziamenti per le strategie aziendali del futuro, tuttavia un simile onere finanziario si sta scontrando con una realtà sgradita a Zuckerberg: il pubblico non è particolarmente interessato al metaverso, anche perché le aziende non hanno ancora fornito una definizione precisa e univoca di cosa sia.

Dai discorsi promozionali che sono stati fatti risulta chiaro che le Big Tech avrebbero un interesse diretto a impostare i nuovi servizi, tuttavia non è chiaro come questi mondi digitali potrebbero migliorare la vita della gente comune. Non solo, il metaverso previsto da Meta si appoggia a costosi visori di realtà virtuale e realtà aumentata, cosa che a sua volta va a restringere enormemente il bacino di potenziali clienti a cui può attingere il social.

In tal senso, l’azienda tecnologica sta facendo il possibile per modificare le abitudini dei consumatori e prevede nel prossimo futuro la commercializzazione di caschi VR adatti a diverse fasce di prezzo medio-alte. Il timore dei finanziatori è però che un simile impegno sia debole e tardivo. Al posto di concentrarsi sui servizi tradizionali o di sfruttare la tecnologia in uso per progettarne di inediti, Meta si appoggia a un piano di sviluppo che necessita la diffusione di uno strumento che i più considerano superfluo, inutile e costoso.

La claudicante situazione del metaverso ha contribuito al tracollo in Borsa della Big Tech, in più Zuckerberg ha annunciato che nel 2022 i Reality Labs assumeranno un numero minore di dipendenti rispetto a quelli selezionati l’anno precedente. Tutto suggerisce che la crescita del settore, pur non essendosi arrestata, stia incappando in un forte rallentamento e in altrettanta diffidenza. Ora come ora, il sogno di Meta non sembra essere un sogno condiviso dall’utente medio.

[di Walter Ferri]

NATO, la Finlandia chiederà ufficialmente di entrare

0

La Finlandia chiederà ufficialmente di entrare nella NATO. Lo hanno annunciato in una conferenza stampa a Helsinki il presidente Sauli Niinisto e il primo ministro Sanna Marin. La richiesta dovrebbe essere presentata martedì, giorno in cui è attesa dal parlamento la ratifica della decisione delle alte cariche del paese. «È un giorno storico, una nuova era si apre», ha detto il presidente in conferenza stampa, incalzato dalle parole del primo ministro: «La minaccia nucleare è seria. Essere nella NATO rafforzerà la nostra sicurezza».

Cure Covid: tutto quello che sappiamo a due anni dall’inizio della pandemia

5

Un tema legato al Covid-19 che nei due anni pandemici non è mai stato affrontato in maniera approfondita da parte dei media è senza dubbio quello delle cure domiciliari precoci: infatti, mentre durante l'emergenza sanitaria la stampa nazionale presentava i vaccini come l'unica soluzione, in Italia diversi medici si occupavano di curare i pazienti fin dai primi sintomi. In tal senso non si può non citare il "Comitato Cure Domiciliari Covid", un gruppo di medici che, non seguendo alla lettera le indicazioni governative, è riuscito ad aiutare svariati pazienti. Dall'inizio della pandemia infatti ...

Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati.
Scegli l'abbonamento che preferisci 
(al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo.

Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra.

ABBONATI / SOSTIENI

L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni.
Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso.

Buffalo, Usa: sparatoria provoca 10 morti

0

In un supermercato a Buffalo (Stati Uniti) una sparatoria ha provocato 10 vittime in un quartiere a maggioranza afroamericana. Ad aprire il fuoco, sparando almeno settanta colpi, è stato Payton Gendron, uno studente di diciotto anni che nelle ore precedenti alla strage aveva pubblicato online un manifesto suprematista di oltre 100 pagine in cui si affermava “la necessità di cambiare i tassi di natalità dei bianchi, calati negli ultimi anni”. Così Payton Gendron si è presentato prima nel parcheggio e poi all’interno del supermercato imbracciando un AR-15 e colpendo 13 persone. Il tutto mentre era in diretta streaming su Twitch. La polizia e l’FBI indagano per il reato di “crimine d’odio razziale e estremismo”.

Sabato 14 maggio

0

7.00 – Colloqui tra Ucraina e Russia per evacuare i combattenti asserragliati nell’acciaieria di Mariupol.

8.00 – India, grave incendio in un palazzo di Delhi: almeno 27 i morti.

8.40 – La Corte d’Appello di Brescia ordina la riapertura del processo per la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974.

10.00 – Georgia: le autorità della regione indipendentista dell’Ossezia del Sud annunciano che il 17 luglio terranno un referendum l’annessione alla Russia.

11.00 – L’India vieta ogni esportazione di grano per proteggere la sicurezza alimentare a causa dell’aumento dei prezzi.

14.00 – Dopo lo scandalo provocato dalle immagini dell’aggressione al corteo funebre palestinese, la polizia israeliana annuncia un’indagine interna.

15.50 – Kiev annuncia di aver lanciato una controffensiva vicino alla città russa di Izium, nell’Ucraina orientale.

17.00 – La città di Londra vara un piano per reintrodurre reintrodurre uccelli e castori nei parchi urbani.

 

Israele: polizia apre inchiesta su incidenti ai funerali della giornalista uccisa

0

In seguito alla protesta internazionale sviluppatasi a causa delle immagini che mostrano le cariche degli agenti di polizia durante i funerali, svoltisi a Gerusalemme, della giornalista palestinese Shireen Abu Akleh recentemente uccisa dai proiettili israeliani, la polizia israeliana ha reso noto che aprirà un’inchiesta. “Il commissario di polizia israeliano, in coordinamento con il ministro della pubblica sicurezza, ha ordinato un’indagine sull’incidente”, ha infatti comunicato la polizia, aggiungendo che “i risultati dell’indagine saranno presentati al commissario nei prossimi giorni”.

La lotta dei cittadini di Kabwe contro la devastazione causata dall’estrazione di piombo

2

In Sudafrica i gruppi per la difesa dei diritti umani sono intervenuti per aiutare donne e bambini a portare avanti una storica class action contro il gigante dell’estrazione mineraria Anglo American per l’avvelenamento da piombo conseguente all’estrazione nella zona di Kabwe, in Zambia. Le attività estrattive hanno infatti causato gravi danni alla salute del 95% dei bambini di Kabwe. A 30 anni di distanza dalla chiusura del sito, inoltre, il terreno non è stato ancora bonificato, prolungando così gli effetti dell’intossicazione da piombo.

La class action era stata intentata nell’ottobre 2020 da avvocati zambiani insieme ad alcuni residenti della zona nella quale si trovava la miniera di piombo di Kabwe. L’accusa lanciata contro il colosso minerario Anglo American South Africa Ltd era di non aver adottato misure adatte a prevenire l’avvelenamento da piombo e tutelare i residenti locali durante il periodo di attività della miniera, tra il 1925 e il 1974. La miniera di piombo di Kabwe era infatti una delle più grandi al mondo ed era situata nei pressi di villaggi che contano circa 230 mila abitanti. Ad oggi, un rapporto delle Nazioni Unite stima che circa il 95% dei bambini di Kabwe soffra di elevati livelli di piombo nel sangue. Le conseguenze sulla salute possono essere di gravità estrema, potendo causare deficit neurologici e cognitivi permanenti, oltre a danni a reni, fegato e stomaco, anemia, perdita dell’udito, convulsioni, coma e morte.

Secondo le accuse di coloro che hanno aderito alla class action, Anglo American avrebbe svolto un ruolo chiave nel controllo, nella gestione, nella supervisione e nella consulenza sugli aspetti tecnici e di sicurezza della miniera, senza tuttavia garantire un adeguato livello di protezione per la comunità. Kabwe è quindi divenuta una “zona di sacrificio”, ovvero una di quelle aree nelle quali le comunità locali subiscono un’esposizione estrema a sostanze chimiche tossiche parallelamente alla compromissione dei loro diritti, in particolare quello alla salute, il tutto per favorire la crescita economica di qualche agente esterno. A lungo Kabwe è stato definito uno dei luoghi più inquinati al mondo: ad oggi, a quasi 30 anni di distanza dalla chiusura della miniera, i terreni non sono ancora stati bonificati, permettendo così che la polvere di piombo continui a disperdersi nelle comunità vicine.

Nel maggio di quest’anno Amnesty International e il Southern Africa Litigation Centre (SALC) sono intervenuti in supporto della popolazione zambiana, fornendo analisi sugli standard internazionali dei diritti umani e sulle protezioni costituzionali del Sudafrica, affinché la Corte di Johannesburg possa valutare come procedere. Nel caso in cui la Corte dovesse decidere di certificare questa azione collettiva, donne e bambini potrebbero testimoniare in tribunale, creando così un importante precedente per la regolazione della condotta delle grandi aziende al di là dei confini nazionali e per l’accesso alla tutela dei diritti delle comunità locali.

“Questa class action ha il potenziale per colmare un’enorme lacuna in termini di responsabilità e creare un potente precedente per la responsabilità delle aziende. Questo caso è un’opportunità per il Sudafrica di inviare un segnale forte alle multinazionali che i loro obblighi di non violare i diritti umani non finiscono al confine del Paese” ha dichiarato il dr. Atilla Kisla, del SALC.

[di Valeria Casolaro]