Hanno continuato a bruciare per tutta la notte i boschi dell’Andalusia intorno ad Almería, localita turistica del sud della Spagna. Il rogo, divampato lo scorso giovedì 9 luglio nei pressi del Comune di Los Gallardos, ha causato la morte di 12 persone, mentre altre 8 risultano ferite e 23 disperse. Il governo andaluso ha decretato tre giorni di lutto, mentre, secondo l’Agenzia Statale di Metereologia della Spagna (AEMET), il livello di allerta per possibili incendi nel Paese rimane molto alto anche nei prossimi giorni.
Secondo quanto riferito dai quotidiani locali, alcune delle persone decedute nell’incendio avrebbero cercato di fuggire a bordo delle loro macchine attraverso una strada forestale, vicino al Comune di Bédar, un cammino senza via d’uscita che si è trasformato in una trappola mortale. I loro mezzi, quattro auto e una moto, sono stati ritrovati carbonizzati nella zona, una volta spente le fiamme. Secondo Antonio Sanz, consigliere della presidenza e vicepresidente della giunta andalusa, potrebbe trattarsi per la maggior parte (se non per intero) di turisti stranieri, probabilmente provenienti dal Regno Unito e dal Belgio.
La causa dell’incendio resta ancora sconosciuta, anche se la Guardia Civile starebbe indagando sulla possibilità che a far partire il tutto sia stata la caduta di un cavo elettrico all’interno di un’abitazione abbandonata. Tuttavia, Red Eléctrica, gestore statale della rete elettrica spagnola, ha confermato che il cavo non appartiene alla sua rete e lo stesso avrebbe fatto la compagnia privata Endesa. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, ha assicurato che sono stati dispiegati «tutti i mezzi materiali e umani del Governo di Spagna» e ha portato le proprie condoglianze ai famigliari delle vittime. «Siamo di fronte a uno degli incendi più rapidi e complessi degli ultimi anni» ha dichiarato Juan Manuel Moreno, presidente della giunta andalusa, che ha spiegato come al momento le autorità stiano cercando di circoscrivere il rogo e, successivamente, di cercare di controllarlo. L’esito dipenderà in maniera determinante dalle «condizioni meteorologiche» delle prossime ore.
Una polemica è nata dal fatto che non si è attivato il sistema ES-Alert che, analogamente all’IT-Alert per l’Italia, dovrebbe inviare ai cellulari presenti in una determinata area un messaggio di allerta in caso di calamità imminente – incendi, alluvioni e così via. «La capacità di trasmissione dell’ES-Alert dipende dalle antenne» ha dichiarato Sanz in un’intervista, «se il livello di estensione di queste antenne fosse più ampio avremmo evacuato tutta la regione», ma si tratta di un sistema che funziona «nelle città o nelle zone perfettamente circoscritte». Non esistono, invece, le capacità tecniche per diffondere con efficacia un messaggio di questo tipo in un paesino così piccolo (come quello di Los Gallarados), dove c’è un problema «gravissimo» di copertura telefonica, ha spiegato. Quanto è successo in questo caso, invece, sarebbe che è stato il sindaco del paese a dire ai vicini di evacuare.
Un messaggio di solidarietà è arrivato anche dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen: «Tutta la nostra solidarietà alla Spagna e ai valorosi pompieri e soccorritori che stanno affrontando questa emergenza. Stiamo seguendo da vicino la situazione in Spagna e in altri paesi colpiti. Siamo in contatto con le autorità competenti» ha dichiarato.




