Guida inefficiente ai concerti gratis per l’estate

Nel settembre 2025, Michael Rapino, amministratore delegato di Live Nation, ha detto che i biglietti dei concerti dovrebbero costare di più. Non era una provocazione. Era un obiettivo.

Non è bastato un aumento medio del 146% in vent’anni. Non bastano i pacchetti VIP a 400 euro. Non basta il dynamic pricing che fa schizzare i prezzi dei concerti manco fossero futures del petrolio. Secondo Rapino, un nome una garanzia, c’è ancora margine. Si può fare ancora peggio.

L’esempio da seguire, ha detto sempre il capo di Live Nation, è quello degli eventi sportivi. Se un posto a bordo campo per una partita dei New York Knicks può costare migliaia di dollari, allora pagare la metà per un concerto non dovrebbe turbare nessuno. Il ragionamento, in fondo, è lineare. Se l’intrattenimento diventa status sociale, il prezzo smette di misurare un’esperienza e comincia a certificare un privilegio. Il problema è che questo criterio finisce per somigliare sempre più a una selezione all’ingresso e, soprattutto porta agli estremi il principio tossico per cui la musica vale di più se diventa un bene esclusivo. Da qui la retorica del posto premium, dell’accesso prioritario, dell’esperienza differenziata. La visione della musica come linguaggio popolare finisce così parcheggiata in corsia VIP, con laccetto al collo e drink tiepido compreso nel pacchetto.

Nel frattempo, per chi non avesse voglia di accendere un mutuo per vedere il proprio artista preferito da una distanza compatibile con l’anatomia umana, resta una specie in via di estinzione ma che ancora, nonostante tutto, lotta orgogliosamente per sopravvivere: il festival gratuito. In Italia esiste ancora una geografia alternativa del live fatta di piazze, parchi, spiagge, periferie, arene improvvisate e amministrazioni locali che, almeno per qualche sera, considerano la musica un bene pubblico e non un asset da spremere fino all’ultima commissione.

Ecco quindi una veloce panoramica dei festival dove andare a sentire qualche bel concerto senza dover controllare prima il limite della carta di credito.

Beaches Brew 9-11 giugno, Marina di Ravenna

Uno dei rari festival italiani che negli anni si è costruito una reputazione vera sulla musica da scoprire. Non sui grandi nomi messi in cartellone per inerzia. D’altronde lo spazio non lo permetterebbe: siamo, a tutti gli effetti, in uno stabilimento balneare, con un palco ricavato tra il bar e le cabine coi lettini. Anche quest’anno si guarda molto alla scena internazionale, con artisti che arrivano da tutto il mondo come Fulu Miziki, Joshua Idehen, M(h)aol, The Zawose Queens e Julián Mayorga. Se nessuno di questi nomi vi dice niente è assolutamente normale. Anche quando suonarono su quello stesso palco i Big Thief o i King Gizzard and the Lizard Wizard nessuno sapeva chi fossero. C’è sempre molto da scoprire. Il consiglio è lasciarsi trasportare senza stare troppo a guardare il cartellone. Con i piedi nella sabbia e il mare lì davanti, anche l’ennesimo “festival experience” suona un po’ meno come una brochure immobiliare.

Lars Rock Fest 10-12 luglio, Chiusi

Il Lars Rock Fest è il complemento ideale del Beaches Brew. Meno centrato sulla sola scoperta e più disposto a chiamare anche nomi già importanti della galassia indie e alternative. Quest’anno c’è Geordie Greep, ex leader dei Black Midi, ci sono i Cardinals, ma soprattutto ci sono i Deerhoof, che chiudono la prima giornata. Da più di vent’anni la band di Greg Saunier e Satomi Matsuzaki continua a fare musica tenendo insieme rumore e gioco, precisione e caos con un’ostinazione quasi commovente. Averli al Lars significa portare in un festival gratuito un gruppo che non è solo un piccolo oggetto di culto, ma uno di quei rari nomi capaci di ricordare quanto il rock più irregolare, intelligente e felicemente storto possa ancora suonare vivo.

Apolide Drops 17 maggio – 23 ottobre, Piemonte

All’inizio era Apolide Festival. Tre giorni di concerti alla vecchia maniera, location fissa, diversi palchi, centinaia di artisti, campeggio esterno. Poi l’aumento, guarda un po’, dei costi ha costretto a cambiare formato. È nato così Apolide Drops: concerti distribuiti lungo tutta l’estate, in mezzo alle montagne, con location spesso raggiungibili solo a piedi. L’accesso, anche se gratuito, è a numero chiuso e bisogna prenotare. Nel caso vi venisse voglia di farvi una passeggiata nel bosco insieme ai Ministri.

Italian Party 24-25 luglio, Umbertide

È la festa dell’etichetta indipendente To Lose La Track, diventata negli anni un punto di riferimento per gli appassionati della scena post-hardcore italiana. Suonano le band dell’etichetta ma spesso anche ospiti da fuori. Quest’anno Crash of Rhinos dal Regno Unito e Totorro dalla Francia, insieme a Fine Before You Came e Stegosauro. Non esiste alcun tipo di divisione tra musicisti e pubblico. Tanto che la domenica si pranza tutti insieme.

Arci Roma Incontra il Mondo 6-21 giugno, Roma

È la festa annuale dei circoli Arci di Roma, che si traduce in un cartellone abbastanza ampio da coprire territori musicali molto diversi. Sei serate di concerti all’Arena Rino Gaetano del Parco delle Valli. Serve, manco a dirlo, la tessera Arci.Si parte con Selton e Giulia Mei, si passa per Bandabardò e Frankie Hi-Nrg Mc, si arriva a Sarafine e 47 Soul. La data del 17 giugno che vale un appunto a parte, con 99 Posse e Asian Dub Foundation nella stessa serata. Due progetti che hanno costruito, su sponde geografiche diverse, la stessa idea di musica come strumento politico prima che estetico. Metterli insieme nel 2026, gratis, in un parco pubblico, ha qualcosa di anacronistico nel senso migliore del termine.

Altri festival gratuiti in ordine sparso

Questi sono solo alcuni dei posti dove nessuno vi chiederà di scegliere tra il posto in piedi con vista parziale e il pacchetto premium con accesso anticipato al merchandise. Ancora in Italia ci sono tante persone che, in barba a ogni cautela finanziaria, decidono di sbattersi perchè la musica dal vivo possa essera ancora alla portata di tutti. Suonare e ascoltare musica insieme, gratis, in un parco o su una spiaggia o nel centro storico di una città piccola è in fondo una cosa semplice. Chissà perché, ultimamente, sembra un atto di resistenza.

Michael Rapino probabilmente la chiamerebbe inefficienza. Noi la chiamiamo estate.

Questa è Ipertraccia. Rubrica domenicale che parla di musica. Se vi piace consigliatela ai vostri amici. Se non vi piace consigliatela ai vostri nemici. Se volete scriverci fatelo a musica@lindipendente.online

Avatar photo

Fulvio Zappatore

Nato a Cesena nel 1984, muove i primi passi nel giornalismo scrivendo articoli per la stampa locale. Dopo la laurea in Storia contemporanea diventa professionista e inizia a dedicarsi anche al giornalismo televisivo. Per L’Indipendente scrive di musica ed è corrispondente dall’Emilia-Romagna.

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Ti è piaciuto questo articolo? Pensi sia importante che notizie e informazioni come queste vengano pubblicate e lette da sempre più persone? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. Grazie.

Articoli correlati

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Articoli nella stessa categoria