A Palmoli, nel bosco abruzzese, una coppia anglo-australiana cresceva i tre figli lontano da tutto. Nel settembre 2024, dopo un intervento dei carabinieri per un’intossicazione da funghi, i servizi sociali aprono un percorso che a novembre 2025 porta il Tribunale dei Minorenni dell’Aquila a sospendere la responsabilità genitoriale. I bambini vengono trasferiti in una casa famiglia a Vasto. Nei mesi successivi, in piena campagna per il referendum sulla giustizia, il caso della “famiglia nel bosco” diventa politico. Meloni interviene pubblicamente. Nordio dispone un’ispezione ministeriale. La pr...
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Quei giudici fanno carriera sulla pelle della Famiglia del bosco.
Erroneo equiparare la percentuale di famiglie rom a cui i minori vengono sottratte al resto della popolazione: giusto sarebbe invece chiedersi quali valori i rom diano ai loro figli, quale rispetto per la comunita’ italiana stanziale venga loro insegnato, riguardo poi il vivere nei campi e’ una cosa che molti di loro vogliono, e dove hanno abitazioni regolari autocostruite (vedi in Romania) e’ loro norma non costruire impianti fognari e gettare la spazzatura senza utilizzare i cassonetti e men che meno differenziarla: quindi andiamoci piano con il doverci sentire noi responsabili.
Condivido.
Il commercio dei bambini succede in tutte le dittature. Basta solo ricordare i tempi di Videla in Argentina. Il sorpruso contro la famiglia nel bosco e’ tra i più odiosi. La motivazione reale e’ la non accettazione da perte della famiglia della struttura ideologica e costrittiva dello Stato. Sarebbe una ragione per insorgere. In effetti lo Stato attraverso i suoi apparati burocratici impone la sua visione per perpetuarsi come struttura di potere.
di tutte le storie di abusi nell’esercizio delle proprie funzioni, quelle che riguardano bambini sono di gran lunga le più oscene, disgustose, criminali, malvagie.