“Giovani violentati” e “neonati rapiti”: le nuove accuse sullo Zorro Ranch di Epstein

«Un uomo ha raccontato di aver incontrato Epstein, di essere stato portato al ranch, drogato, e di aver assistito a scene terribili». Così la deputata democratica Melanie Stansbury, intervistata da 60 Minutes Australia, ha riacceso i riflettori sull’orrore nascosto nello Zorro Ranch di Jeffrey Epstein, nel New Mexico, riportando la testimonianza di un uomo che accerterebbe la presenza di giovani ragazzi, spesso vulnerabili, che sarebbero stati «drogati e violentati». Un dossier ripreso dal New York Post riporta accuse agghiaccianti di violenze sistematiche, esperimenti medici e, persino, «neonati strappati alle madri».

Non è chiaro come Stansbury sia venuta a conoscenza dei dettagli dei presunti abusi, ma le sue dichiarazioni si inseriscono in una rete sempre più fitta di testimonianze sullo Zorro Ranch, un complesso di oltre 3.000 ettari a circa 48 chilometri da Santa Fe, che è stato per anni uno dei luoghi simbolo dell’universo Epstein, sebbene meno esposto mediaticamente rispetto alla townhouse di Manhattan o all’isola privata nelle Isole Vergini, Little Saint James. «Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell erano degli abusatori seriali, dei veri e propri super predatori, e questo era semplicemente il modo in cui vivevano», ha spiegato la deputata. Secondo Stansbury le segnalazioni rientrerebbero in un modello coerente «allo schema di altri abusi», in particolare il «traffico di donne». «Ci sono sicuramente centinaia di denunce di donne che hanno vissuto esperienze davvero traumatiche», ha ricordato. «Quindi, credo che siamo davvero determinati ad arrivare alla verità su ciò che è accaduto in New Mexico e in quella proprietà». Intanto, le autorità del New Mexico hanno avviato accertamenti su possibili corpi sepolti nelle colline attorno allo Zorro Ranch. Una email del 2019, inviata al conduttore radiofonico Eddy Aragon da un presunto ex dipendente sosteneva che due giovani erano state sepolte nelle colline circostanti su ordine del finanziere e di «Signora G», verosimilmente Ghislaine Maxwell. Chiedeva un bitcoin in cambio di sette video che avrebbero mostrato Epstein fare sesso con minorenni. Aragon non trattò e inoltrò immediatamente la mail all’FBI. A oltre sei anni dai fatti, il Dipartimento di Giustizia del New Mexico ha annunciato di aver aperto un’indagine sull’accusa.

«Chiunque stia insabbiando la verità, ha fatto di tutto per assicurarsi che rimanga tale», ha rilanciato una delle accusatrici di Epstein, Chauntae Davies, fotografata mentre faceva un massaggio alle spalle all’ex presidente Bill Clinton, che però è scettica sul fatto che «la verità verrà mai completamente a galla». Proprio Davies ha riportato storie di ragazze che si svegliavano allo Zorro Ranch con i medici che le fissavano con “sguardo lascivo” dopo aver subito procedure mediche sconosciute. Ancora più disturbanti sono le ricostruzioni che parlano di donne che sarebbero state costrette a partorire e i «neonati sottratti immediatamente alle madri».

A ciò si aggiunge un filone parallelo emerso da documenti e segnalazioni riaperti con il rilascio degli Epstein Files del 30 gennaio 2026. Alcune ricostruzioni collegano queste vicende alle ossessioni eugenetiche di Epstein e alla sua idea di «diffondere il proprio DNA» attraverso gravidanze forzate nel ranch. Proprio lo Zorro Ranch sarebbe stato progettato dal finanziere per ospitare un laboratorio in cui giovani donne selezionate sarebbero state inseminate con il suo sperma e avrebbero dato alla luce i “suoi” bambini. In una occasione, durante una cena organizzata nella residenza di Epstein nell’Upper East Side di Manhattan, Jaron Lanier, pioniere e teorico della realtà virtuale, ha raccontato di aver avuto una conversazione che lo aveva profondamente colpito: tra gli invitati, una scienziata che lavorava per la NASA gli avrebbe spiegato che Epstein coltivava il progetto di mettere incinte contemporaneamente svariate donne all’interno dello Zorro Ranch. Durante la conversazione, questa ricercatrice avrebbe illustrato come il finanziere immaginasse una sorta di “fucina di bambini” con il suo codice genetico, ritenuto dallo stesso Epstein “superiore”. Un’ipotesi che si intreccia con i progetti finanziati da Epstein nel campo della clonazione umana e alle denunce sui neonati sottratti e delinea un quadro ancora più oscuro, facendo dello Zorro Ranch il possibile epicentro di un sistema ben più macabro e stratificato di quanto ipotizzato finora.

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Enrica Perucchietti

Laureata con lode in Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Collabora con diverse testate e canali di informazione indipendente. È autrice di numerosi saggi di successo. Per L’Indipendente cura la rubrica Anti fakenews.

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