Per millenni, il destino delle civiltà è rimasto custodito nel palmo di una mano: un pugno di semi, salvati di stagione in stagione, capaci di adattarsi al mutare dei venti, del suolo, dell’acqua e del sole. Era un patto di fiducia tra l’uomo e la natura, un “codice sorgente” libero e condiviso che ha garantito la sopravvivenza della nostra specie. Oggi, però, quel gesto millenario è diventato un atto di frontiera, una forma di resistenza silenziosa contro un sistema che ha deciso di trasformare il cibo, e la vita nel suo insieme, in una proprietà privata.
Quello che un tempo veniva celebrato ...
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