L’Italia continua a fornire supporto logistico alla guerra statunitense all’Iran

Sullo sfondo delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, in Italia si riaccende il dibattito sull’uso delle basi del Belpaese da parte di Washington. Le opposizioni chiedono chiarimenti sul coinvolgimento italiano nel conflitto, segnalando 12 cacciabombardieri F-16 decollati da Aviano verso «il teatro di guerra» e due aerocisterne partite da Sigonella, dove sono ripresi anche i voli di ricognizione. La denuncia arriva dai capigruppo M5S delle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera, che spiegano che il governo Meloni ha il dovere di negare l’uso delle proprie basi a sostegno di una guerra contraria «al diritto internazionale e all’interesse nazionale». La questione era già emersa nei primi mesi di guerra, mentre a inizio luglio, il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva rivelato che i voli partiti dalle basi italiane, per operazioni non cinetiche legate alla guerra statunitense all’Iran, erano stati 518, confermando i numeri del Segretario generale della NATO, Mark Rutte, le cui dichiarazioni avevano innescato tensioni diplomatiche.

La richiesta di chiarimenti è stata avanzata dai capigruppo del Movimento 5 Stelle nelle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, Alessandra Maiorino, Francesco Silvestri e Arnaldo Lomuti. I parlamentari parlano di «12 cacciabombardieri F-16 decollati da Aviano verso il teatro di guerra con il supporto di due aerocisterne KC-135 partite da Sigonella, da dove sono ripresi anche i voli di ricognizione dei droni MQ-4C Triton». Le dichiarazioni del Movimento sono arrivate alla vigilia dell’audizione dei ministri della Difesa Guido Crosetto e degli Esteri Antonio Tajani, che ieri hanno riferito a Montecitorio sugli esiti del G7 di Ankara. Inizialmente il tema dell’utilizzo delle basi italiane da parte delle forze statunitensi si preannunciava uno dei principali argomenti del confronto parlamentare; dopo gli interventi dei ministri, tuttavia, visto il poco tempo a disposizione, il dibattito è stato rinviato.

Dalla ripresa dei bombardamenti statunitensi contro l’Iran, nelle basi italiane hanno continuato a operare velivoli delle forze armate statunitensi. I dati dei siti di monitoraggio del traffico aereo, come AirNav e Flightradar, mostrano che negli ultimi giorni dalle basi di Aviano e Sigonella sono effettivamente decollati aerei dell’Aeronautica e della Marina statunitensi; non è tuttavia possibile stabilire con certezza se tali mezzi siano stati impiegati a sostegno delle operazioni militari contro l’Iran. È tuttavia possibile che l’Italia ospiterà altri mezzi statunitensi: un elemento a favore di questa ipotesi è arrivato da un funzionario statunitense, che ha dichiarato alla CNN che Washington intende rafforzare la propria presenza in Asia Occidentale inviando ulteriori caccia F-16 e F-35 nelle basi europee. Considerata la posizione strategica dell’Italia nel Mediterraneo, non si può escludere che parte di questi velivoli transiti o venga rischierata proprio nelle installazioni militari italiane.

Sebbene non sia ancora chiaro in quale misura l’Italia stia fornendo supporto alle operazioni militari statunitensi riprese undici giorni fa, è noto che nei primi mesi del conflitto il Paese abbia rappresentato uno dei principali snodi logistici delle operazioni a stelle e strisce. La questione era emersa già a marzo, quando i dati dei siti di monitoraggio del traffico aereo mostravano un’intensa attività di velivoli statunitensi nelle basi italiane. Alla fine del mese, di fronte alle contestazioni delle opposizioni, il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva escluso che l’Italia avesse autorizzato l’impiego delle proprie basi per le cosiddette «operazioni cinetiche», ossia le missioni direttamente offensive, lasciando tuttavia intendere che fosse in corso un sostegno di natura logistica. La vicenda aveva alimentato anche uno scontro con il presidente statunitense Donald Trump, che aveva criticato la decisione del governo Meloni di non consentire l’utilizzo delle basi italiane come piattaforme di decollo per i bombardamenti contro l’Iran. Successivamente, il segretario generale della NATO Mark Rutte aveva dichiarato che «500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione» contro l’Iran, suscitando tensioni diplomatiche. Il governo aveva poi precisato che si trattava di voli destinati ad attività logistiche e tecniche, e non a operazioni offensive.

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.

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