Continua la mobilitazione degli abitanti pugliesi contro il maxi resort di lusso che minaccia un’area naturale a Ostuni, in località Mogale. Il progetto porta più firme imprenditoriali, tra cui quella di Bill Gates e di Omnam Investment Group, un fondo di investimenti israeliano. In centinaia hanno dato vita a un presidio pacifico sui terreni coinvolti, promosso da una rete di realtà ambientaliste e associazioni vicine alla causa palestinese. L’estrattivismo del territorio e la collaborazione con società israeliane sono le direttrici principali della protesta, che nei prossimi giorni si sposterà a Bari per chiedere conto alla giunta regionale dell’appoggio al maxi resort di lusso. Pochi giorni fa il governo Meloni, dopo una prima autorizzazione ZES, ha infatti deciso di scaricare la questione alla Regione Puglia, guidata da Antonio Decaro.
«Parole e musica per fermare la colonizzazione delle coste e gli investimenti di Israele». Così è stato annunciato l’ultimo presidio in località Mogale, promosso dal Comitato di Brindisi per la Palestina e da altre sigle locali. In centinaia hanno partecipato alla serata, arricchita da interventi e musica popolare. «La resistenza contro l’ingiustizia unisce i popoli, da Brindisi a Gaza. La Puglia non si gira dall’altra parte. No alle speculazioni del business israeliano sul nostro territorio», ha dichiarato il comitato. Da remoto sono intervenuti Tony La Piccirella, tra i volti più noti della Global Sumud Flotilla, e una delegazione del Movimento dei Fenicotteri, che in Albania sta conducendo da quasi due mesi una lotta serrata contro un altro resort di lusso, promosso da una fitta rete di interessi internazionali. Si passa da Jared Kushner, consigliere nonché genero del presidente USA Donald Trump, a Israele.
A Ostuni, affacciata sull’Albania, lo schema è simile. Il maxi progetto da 9 ettari — sui quali realizzare 49 edifici, 150 camere, ristoranti, bar e piscine — è sostenuto da un rete internazionale che vede in prima linea la società israeliana Omnam Investment Group in collaborazione con la catena alberghiera Four Seasons, di cui Bill Gates è il principale azionista.
Al di là dell’opposizione agli interessi israeliani, i comitati denunciano l’impatto ambientale del progetto in una zona che ospita specie protette e habitat naturali. Secondo il parere della Soprintendenza, questi ultimi rischiano «alterazioni irreversibili». I cittadini contestano inoltre il consumo di suolo e quello idrico, nonché il potenziale inquinamento luminoso. Sulla base di questi rischi, e di fronte agli scontri istituzionali, le associazioni hanno fatto ricorso al TAR, sostenendo l’illegittimità della costruzione del resort. Nel frattempo il governo Meloni, dopo una prima autorizzazione nell’ambito della Zona Economica Speciale (ZES), ha scaricato la questione alla Regione Puglia, che deciderà in base alla Valutazione di impatto ambientale (VIA), di propria competenza.




