A 21 anni, il ciclista ed esploratore italiano Dario Franchi ha completato una traversata dell’Africa in bicicletta di oltre 22.000 chilometri, attraversando 20 Paesi in 383 giorni. Il viaggio si è concluso ufficialmente nel marzo 2025 a Cape Agulhas, in Sudafrica, dopo oltre un anno di attraversamento continuo di deserti, foreste tropicali e alcune delle aree geopoliticamente più complesse della costa ovest del continente. Il progetto è iniziato il 10 ottobre 2022, quando Franchi è partito da Firenze insieme all’amico d’infanzia e scalatore Oliver Kaspar, in sella a biciclette mountain bike di seconda mano, con risorse limitate e l’ambizione condivisa di attraversare l’Africa da nord a sud. Quello che inizialmente era un sogno adolescenziale è diventato progressivamente una spedizione strutturata, anche se il primo tentativo si è interrotto dopo circa 9.000 chilometri in Guinea-Conakry a causa di instabilità, difficoltà logistiche e vincoli economici. «Ho dedicato gli ultimi tre anni della mia vita completamente a questo sogno. È nato tutto da due ragazzini di 18 anni che, invece di ascoltare le lezioni a scuola, si mettevano all’ultimo banco a sognare scalate e viaggi impossibili», spiega Franchi ripensando alle origini del progetto.
Dopo il rientro in Italia, Franchi ha lavorato e si è preparato per un secondo tentativo, riorganizzando la logistica e la pianificazione prima di ripartire nell’agosto 2024. Questa volta ha ripreso il viaggio da solo, dal Senegal, con la determinazione di completare l’intera traversata in autonomia.
Il momento di svolta psicologico dell’intera spedizione, ha raccontato, è arrivato solo dopo aver attraversato il confine tra Nigeria e Camerun, identificando in quel passaggio la trasformazione dal dubbio alla consapevolezza di poter arrivare fino in fondo.
Il corridoio dell’Africa occidentale, infatti, uno dei percorsi ciclistici più difficili al mondo, segnato da frontiere instabili, territori remoti, difficoltà nei visti e rischi per la sicurezza. Durante il viaggio, Franchi ha affrontato diverse situazioni critiche, tra cui una sparatoria a Conakry, un episodio di malaria in Guinea e incontri con bande armate in Guinea-Bissau, mentre in alcune aree della Nigeria si è spostato sotto la protezione di checkpoint militari a causa del rischio di rapimenti.

Nonostante le difficoltà, ha anche vissuto momenti che ha definito decisivi, in particolare l’attraversamento di zone montuose ad alta quota tra Nigeria e Camerun, a quasi 1.900 metri, un passaggio che ha simbolicamente segnato l’ingresso nella fase finale e più significativa della spedizione.
Il viaggio si è concluso nel marzo 2025 all’estremo sud del continente africano, dopo 383 giorni e oltre 22.000 chilometri percorsi, di cui 13.300 in solitaria. Riguardo al traguardo raggiunto, Franchi ha dichiarato che «questo non è assolutamente la fine, ma l’inizio: è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere. In fondo è la mia prima vera avventura e ho solo 21 anni… c’è ancora tempo per alzare l’asticella», ribadendo come consideri questa impresa un punto di partenza e non di arrivo.
Franchi ha inoltre spiegato di voler intraprendere un percorso professionale nella realizzazione di documentari, con l’obiettivo di raccontare esperienze di viaggio e spedizioni attraverso il linguaggio audiovisivo. «Sono solo all’inizio del mio percorso. Ho grandi sogni su cui sto già lavorando: dalla Papua Nuova Guinea all’Amazzonia, fino al freddo estremo della Kamchatka».




