Un giovane si siede al tavolo accanto al nostro e appoggia il mitra al suo fianco. «Questa società è profondamente militarista», mi dice Ariela seguendo il mio sguardo sorpreso. Siamo a Gerusalemme, a bere una birra in un bar, in uno dei quartieri a maggioranza ebraica di questa città divisa che Israele sta cercando di prendersi pezzo per pezzo. «Imperialismo, razzismo, suprematismo e militarismo. Forse sono queste le quattro parole con cui sintetizzerei gran parte della società israeliana». Ariela ha 25 anni; israeliana, ebrea, si definisce antisionista. «Io sono cresciuta in una famiglia di ...
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