Negli ultimi dieci anni l’India ha fatto progressi enormi nella lotta alla povertà

Un nuovo rapporto della Banca Mondiale evidenzia un significativo calo della povertà estrema in India nel corso dell’ultimo decennio. Tra il 2012 e il 2023 la percentuale della popolazione che vive con meno di 2,15 dollari al giorno è scesa dal 16,2% al 2,3%, una diminuzione che ha permesso a circa 171 milioni di persone di uscire da questa condizione. Il miglioramento è stato particolarmente evidente nelle aree rurali, tradizionalmente più a rischio. Qui, il tasso di povertà estrema è passato dal 18,4% al 2,8%. Anche le zone urbane hanno comunque registrato un calo netto, dal 10,7% all’1,1%. Numeri che hanno portato il divario tra povertà rurale e urbana quasi ad annullarsi, riducendosi da 7,7 a 1,7 punti percentuali.

Adottando una soglia più alta, pari a 3,65 dollari al giorno, la quota di persone considerate povere è diminuita dal 61,8% al 28,1%, con circa 378 milioni di individui che hanno migliorato la propria condizione economica. Anche in questo caso, la riduzione è stata significativa sia nelle aree rurali, dove la povertà è scesa dal 69% al 32,5%, sia nelle aree urbane, dove si è passati dal 43,5% al 17,2%.

Cinque stati indiani, Uttar Pradesh, Maharashtra, Bihar, Bengala Occidentale e Madhya Pradesh, hanno avuto un ruolo centrale nella trasformazione. Nel 2011-12, queste regioni rappresentavano il 65% della popolazione in povertà estrema nel paese e hanno contribuito per due terzi alla riduzione complessiva registrata fino al 2022-23. 

La Banca Mondiale sottolinea che la povertà in India non si misura solo con il reddito. L’Indice di Povertà Multidimensionale (MPI) considera anche fattori come l’accesso all’istruzione, all’acqua potabile, all’elettricità e ai servizi igienici. Secondo questi parametri, la povertà multidimensionale è calata dal 53,8% nel 2005-06 al 16,4% nel periodo 2019-21, con una stima aggiornata al 15,5% per il 2022-23.

Sul fronte occupazionale, a partire dal 2021-22 l’India ha visto una crescita dell’occupazione superiore all’incremento della popolazione in età lavorativa. Sono aumentati i posti di lavoro femminili e la disoccupazione nelle aree urbane è scesa al 6,6% nel primo trimestre del 2024-25, il livello più basso da diversi anni. Si osserva inoltre un movimento di lavoratori maschi dalle zone rurali a quelle urbane e una crescita dell’occupazione femminile in agricoltura.

Rimangono tuttavia sfide rilevanti: la disoccupazione giovanile è al 13,3%, toccando il 29% tra i laureati. Solo il 23% dei posti di lavoro retribuiti fuori dall’agricoltura è regolare, mentre l’occupazione agricola resta per lo più priva di contratti. Persiste il divario di genere, con 234 milioni di uomini in più rispetto alle donne che hanno un impiego retribuito.

Con le nuove soglie di povertà basate sulle Parità di Potere d’Acquisto (PPP) aggiornate nel 2021, la soglia di povertà estrema per l’India sarà fissata a 3 dollari al giorno, con una stima rivista del tasso di povertà al 5,3% per il 2022-23.

La sfida ora è consolidare i risultati ottenuti, affrontare le disuguaglianze persistenti e garantire una crescita inclusiva che offra opportunità a tutte e tutti.

[di Gloria Ferrari]

Avatar photo

Gloria Ferrari

Laureata in Culture e Letterature del mondo moderno a Torino. Scrive di diritti umani e ambiente per diverse testate giornalistiche italiane. Collabora con L’Indipendente dal 2021.

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Ti è piaciuto questo articolo? Pensi sia importante che notizie e informazioni come queste vengano pubblicate e lette da sempre più persone? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. Grazie.

Articoli correlati

4 Commenti

  1. Tra l’altro stanno sperimentando da almeno tre anni l’eliminazione del contante , tanto che sono in vendita Smart Phone a prezzi stracciati per attivare il circuito con un’app anche per i meno abbienti . Ho notizie da chi vive a Delhi per lavoro che anche gli ambulanti in strada non accettano più il contante . Altro che salvezza si stanno invischiando nella tecnocrazia prima degli altri come cavie .

  2. Pur avendo diverse riserve anch’io su quanto scritto nell’articolo, non sono sicuro che lei abbia ben compreso questa parte: come può il passare dai 2,15 dollari al giorno ai 3,65 rappresentare uno scarto dell’1,5%?
    Inoltre la soglia di 3,65 dollari al giorno, se ho capito bene, è puramente arbitraria, scelta per la statistica.

  3. “Adottando una soglia più alta, pari a 3,65 dollari al giorno, la quota di persone considerate povere è diminuita dal 61,8% al 28,1%” MA STIAMO SCHERZANDO? QUALCUNO HA CALCOLATO IL TASSO DI INFLAZIONE MEDIO DAL 2012 AL 2023 PRIMA DI SCRIVERE QUESTA BAGGIANATA? vE LO DICO IO: È STATO DEL 7.32. MENTRE LA VARIAZIONE PERCENTUALE DEI SALARI DAL 2.15 A 3.65 È SOLO DEL 1.5%

    DOVE CAZZO È IL MIGLIORAMENTO??? È SOLO MARKETING CHE VI BEVETE COME DEI BABBEI.

    • Pur avendo diverse riserve anch’io su quanto scritto nell’articolo, non sono sicuro che lei abbia ben compreso questa parte: come può il passare dai 2,15 dollari al giorno ai 3,65 rappresentare uno scarto solo dell’1,5%?
      Inoltre la soglia di 3,65 dollari al giorno, se ho capito bene, è scelta puramente arbitraria, per la statistica.

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Articoli nella stessa categoria