martedì 23 Luglio 2024

Italia: diecimila firme in Parlamento contro gli esperimenti di “cloud seeding”

Il Comitato Nazionale Moratoria Geoingegneria ha depositato più di 10mila firme per una petizione che chiede che venga vietato qualsiasi utilizzo, tanto civile quanto militare, di qualunque tecnica di geoingegneria, citando nello specifico il cloud seeding (l’inseminazione delle nuvole) e il Solar Radiation Management (SRM), ovvero una tecnica che mira a diminuire la radiazione solare, e i suoi effetti, sulla Terra. Il Comitato ha anche indirizzato una lettera al Parlamento e al Governo affinchè venga calendarizzata al più presto la discussione in merito all’utilizzo di tecniche di geoingegneria e la conseguente moratoria di queste. Il documento prende le mosse da due risoluzioni ONU, una del 2010 e l’altra del 2016, nonché da recenti legislazioni statunitensi, sia in ambito federale che statale, così come di altri Paesi. Per quanto concerne l’inseminazione delle nuvole, sono molti gli Stati che oggi la utilizzano in maniera palese, disponendo anche di agenzie appositamente create per compiere tali operazioni: gli Emirati Arabi Uniti rappresentano il Paese che certamente ne fa un utilizzo maggiore e non nascosto. La tecnica SRM è invece, almeno ufficialmente, in via di sperimentazione e sono molte le istituzioni e organizzazioni, accademiche e non, che stanno investendo denaro in queste tecnologie.

La richiesta di moratoria sull’utilizzo di tecniche di geoingegneria è stata depositata dal Comitato Nazionale Moratoria Geoingegneria e indirizzata al Presidente del Consiglio, al Presidente della Camera dei Deputati, al Presidente del Senato e al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Con la petizione si chiede che lo Stato italiano proibisca l’utilizzo di tecniche di geoingegneristiche, come il cloud seeding e il Solar Radiation Management. La gestione della radiazione solare (SRM) è la categoria che comprende tecniche e tecnologie di geoingegneria che mirano a riflettere la radiazione solare o termica nello spazio, ovvero mitigare e ridurre l’attività del sole sulla Terra. Questo approccio geoingegneristico è sicuramente il più criticato di tutti. L’idea stessa di voler intervenire drasticamente sull’ambiente terrestre, in relazione al suo rapporto col Sole, senza minimamente intervenire sui processi umani che sarebbero la determinante del cambiamento climatico, è già di per sé fonte di numerose critiche di stampo etico-sociale, oltre alle critiche poste da quanti si interrogano sulle conseguenze ecologiche circa le sconosciute ricadute e conseguenze ambientali e sociali di una tale azione. Nel 2022 è anche nata un’organizzazione, la Solar Geoengineering Non-Use Agreement, che ha lo scopo di impegnare i governi nazionali e le Nazioni Unite a redigere e firmare un accordo che preveda il divieto di sviluppo e di utilizzo di tecnologia atta a interferire con la luce solare. Centinaia di accademici da decine di Paesi da tutto il mondo hanno sottoscritto una lettera aperta che esorta a non avventurarsi in campi troppo delicati, complessi e vasti, dato che «i rischi della geoingegneria solare sono poco compresi e non possono mai essere completamente conosciuti. Gli impatti varieranno tra le regioni e ci sono incertezze sugli effetti sui modelli meteorologici, sull’agricoltura e sulla fornitura di beni di prima necessità di cibo e acqua».

Tra le tecniche di geoingegneria, vi sono anche quelle riferite alla modificazione metereologica, la quale si riferisce a tecnologie utilizzate da terra oppure in cielo che vanno a modificare temporaneamente le condizioni metereologiche di un determinato luogo o di una regione. Molti ricercatori credono che questa tecnica abbia solo impatti locali o regionali e non duraturi, dunque per questo non sarebbe da considerarsi una forma di geoingegneria. Tuttavia, tali tecnologie sono importanti precursori delle odierne tecnologie di geoingegneria: ad esempio, vi sono sovrapposizioni con le tecnologie SRM sopradescritte per quanto concerne l’applicazione tramite aerosol aereo. Inoltre, sebbene i suoi effetti siano locali e non duraturi nel tempo, non sappiamo quali possano essere le conseguenze globali di un massiccio utilizzo di queste tecnologie, seppur utilizzate localmente.

Uno degli esempi più noti di queste tecnologie geoingegneristiche è il cloud seeding, ovvero l’inseminazione delle nuvole, che intende alterare i modelli meteorologici e di precipitazione, ma non i modelli climatici generali. La modificazione metereologica è oggi utilizzata e applicata in vari Stati del mondo, specie nei Paesi con scarsa precipitazione piovosa. Gli Emirati Arabi Uniti è uno di questi Paesi, il quale utilizza queste tecniche in maniera costante, e per cui ci sono agenzie specificatamente organizzate.

[di Michele Manfrin]

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2 Commenti

  1. Basterebbe alzare lo sguardo al cielo per qualche minuto tutti i giorni per rendersi conto che non è la normalità quello che si vede . Ma solo una minoranza dell’opinione pubblica ha mantenuto un pensiero critico e si pone delle domande .
    Grazie Manfrin per questo articolo .

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