giovedì 25 Luglio 2024

Il Canada ha deciso di vietare l’esportazione di armi verso Israele

Lunedì 18 marzo il Parlamento canadese ha approvato una mozione non vincolante relativa al conflitto di Gaza che invita il governo a “cessare l’ulteriore autorizzazione e il trasferimento delle esportazioni di armi verso Israele”. La mozione, presentata dal Nuovo Partito Democratico (NPD) che sostiene il governo di minoranza di Justin Trudeau, è stata accolta con una maggioranza di 204 voti favorevoli e 117 contrari, raccogliendo il sostegno dei liberali, del Bloc Québécois e dei Verdi. A partire dal 7 ottobre 2023, il Canada, un esportatore minore di armi verso Israele, aveva autorizzato nuovi permessi di trasferimenti di armi a Tel Aviv per un valore di almeno 28,5 milioni di dollari canadesi (21 milioni di dollari). Tuttavia, il governo di Ottawa a partire dallo scorso 8 gennaio ha sospeso tutte le esportazioni di armi verso Israele, in quanto non sarebbe in grado di garantire che esse vengano utilizzate in conformità con la legge canadese: “Il Canada ha uno dei regimi di permessi di esportazione più rigorosi al mondo. Non esistono permessi aperti per l’esportazione di merci letali verso Israele”, si legge in una nota della ministra degli Esteri Malanie Joly. La legge canadese vieta l’esportazione di armi, qualora ci sia la possibilità che queste vengano usate in “una grave violazione del diritto umanitario internazionale” o in “gravi atti di violenza contro donne e bambini”. La legge, inoltre, chiede di valutare se le armi “contribuirebbero alla pace e alla sicurezza o le minerebbero”.

La titolare degli Esteri ha precisato che i permessi approvati prima dell’8 gennaio rimarranno in vigore, mentre il blocco resterà finché il governo canadese non potrà garantire che le armi vengano usate conformemente alla legge nazionale. La decisione dell’esecutivo canadese è giunta in un momento di forte pressione su Israele per un cessate il fuoco, mentre diminuisce il sostegno internazionale verso Tel Aviv: anche la ministra degli Esteri australiana Penny Wong ha recentemente affermato che il primo ministro Benjamin Netanyahu sta danneggiando Israele con il suo approccio alla guerra a Gaza e ha esortato il Paese a cambiare rotta per non perdere ancora più sostegno internazionale. Lo stesso governo Trudeau pare essere diventato più critico nei confronti della condotta militare israeliana, a causa dei massacri di civili. Nonostante ciò, l’approvazione della mozione ha comportato divisioni all’interno del caucus del Partito Liberale di Trudeau: tre dei suoi deputati hanno votato contro la mozione e uno di loro ha detto che stava riflettendo sul suo futuro all’interno del partito. “È una questione che suscita forti emozioni in tutto il paese e che si riflette nelle nostre discussioni”, ha affermato il capogruppo Steve MacKinnon.

Inizialmente, la mozione prevedeva anche il sostegno per un cessate il fuoco immediato (a cui si aggiungeva un appello al disarmo di Hamas) e il riconoscimento dello Stato di Palestina. Successivamente però questi punti sono stati eliminati e la mozione definitiva invita “solo” il governo canadese a lavorare “verso la creazione dello Stato di Palestina”. All’inizio di questo mese, attivisti filopalestinesi e per i diritti umani hanno intentato una causa al governo di Ottawa per impedire l’esportazione di beni e tecnologia militare a Israele, facendo leva sulla rigida legge canadese sull’esportazione di armi. Probabilmente anche grazie a tali pressioni, dunque, il governo ha preso un provvedimento che indica un parziale allontanamento dalla strategia sionista e dal governo israeliano il quale, non a caso, ha subito esternato il suo disappunto: “È deplorevole che il governo canadese stia facendo un passo che mina il diritto di Israele all’autodifesa contro i terroristi di Hamas”, ha commentato sul suo profilo X il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz. “La storia giudicherà duramente l’attuale azione del Canada”, ha aggiunto sottolineando che “Israele continuerà a combattere finché Hamas non sarà distrutto e tutti gli ostaggi saranno riportati a casa”. Di avviso opposto è, invece, il senatore socialista americano Bernie Sanders: “il parlamento canadese ha votato per fermare la vendita di armi a Israele: hanno assolutamente ragione a farlo”, ha scritto sulla medesima piattaforma social, citando la “catastrofe umanitaria a Gaza”.

Come evidenzia anche il giornale israeliano Haaretz, l’importanza della mozione canadese sta nel fatto che essa indica l’allontanamento dell’opinione pubblica mondiale da Israele e sottolinea la crescente critica verso le azioni dello Stato ebraico a Gaza.

[di Giorgia Audiello]

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