venerdì 19 Luglio 2024

Pisa, approvata la nuova base militare: annunciata la protesta nazionale

A Pisa, alla fine, la base militare si farà. Lunedì, infatti, il progetto ha ottenuto l’ok dei sindaci membri del Comitato del Parco di San Rossore, dove la struttura dovrebbe sorgere, ma il via libera è arrivato grazie al voto favorevole soltanto di 2 dei 7 componenti – i primi cittadini di Pisa e Viareggio –, poiché due amministratori si sono astenuti e altri tre non hanno nemmeno preso parte alla riunione. E ora le sigle ambientaliste e pacifiste promettono battaglia, annunciando una mobilitazione per il mese prossimo.

La scelta di realizzare una base militare all’interno del Parco, attraverso l’utilizzo dei fondi del PNRR, era stata presa nel 2022 dall’Esecutivo guidato da Mario Draghi con un decreto legge datato 14 gennaio 2022. La struttura ospiterà il quartier generale del gruppo interventi speciali (GIS), del reggimento carabinieri paracadutisti Tuscania e del nucleo cinofili dell’Arma. Gran parte della base militare verrà costruita all’interno dell’area Cisam a San Piero a Grado, nel cuore del Parco, che copre una zona boschiva di circa 480 ettari. Nel 2021, quando il progetto fu proposto, la Regione aveva chiesto al parco un parere in merito all’edificazione delle aree da presentare al Comipar, l’ente chiamato a decidere in materia di infrastrutture militari. All’interno di questo documento erano state enumerate le diverse criticità del progetto, tra cui spiccavano l’eccessivo consumo di suolo in una “zona agricola di consumo ambientale” e l’elevata pericolosità alluvionale, con il concreto rischio di smottamenti, nonché gli “irreversibili” danni causati al territorio.

Dopo il voto di lunedì, è scattata la protesta delle realtà politiche e associative del territorio che, da un anno e mezzo, si oppongono alla costruzione del centro di addestramento. «Il combinato disposto tra assenze politiche e astensioni con delega ha prodotto non solo un micidiale attacco al Parco ma anche un colpo forte alla democrazia», hanno affermato i componenti del Comitato permanente per la difesa di Coltano, aggiungendo che «si rischia di avviare un progetto che distruggerà un’area pregiata del parco e abbatterà un bosco di 2500 piante di alto fusto – hanno aggiunto –. Non sappiamo di preciso quali saranno i volumi costruiti, non conosciamo la consistenza dei corpi militari che vi saranno ospitati e quali operazioni vi verranno svolte».

Veementi sono anche le proteste del consigliere di opposizione pisano Ciccio Auletta: «In due su sette, con il sindaco di Pisa Michele Conti in prima fila elmetto in testa, si sono espressi esplicitamente con puro furore ideologico a difesa degli interessi della economia di guerra, a favore della realizzazione della base militare nel Parco». Ma c’è anche un’altra questione aperta: nell’ambito di una riunione avvenuta due settimane fa, il ministero della Difesa aveva infatti stabilito il perimetro del progetto definitivo, fornendo però solo quattro risicate pagine comprensive di immagini dell’area Cisam e degli edifici che sorgeranno. Auletta denuncia dunque «l’assenza di un progetto», dal momento che «nel verbale del 6 settembre (quello inerente la riunione cui ha partecipato il Ministero, ndr) tutti i rappresentanti hanno parlato di uno studio di pre-fattibilità che oggi emerge con chiarezza che non esiste».

“Come movimento no base e cittadinə dei comuni interessati abbiamo presidiato il luogo in cui la ‘comunità del parco’ si voleva riunire indisturbata, portando chiare le ragioni di un NO a questa base – e ad ogni altra base – all’interno del parco e in ogni altro luogo del territorio pisano e nazionale”, scrive invece in una nota il Movimento No Base – Né a Coltano né altrove. “L’indicazione della volontà di chi governa il nostro territorio é chiara: l’ampliamento dell’occupazione militare in virtù di una sempre più pervasiva corsa alla guerra del nostro Paese, che sta investendo ogni ambito delle nostre vite. Con questo appuntamento si riconferma la necessità di mobilitarci contro questa escalation bellica a partire proprio dal nostro territorio”. Per una manifestazione generale e nazionale contro guerra, armi e fossile, che si terrà a San Piero a Grado (PI) e in Sicilia, è già stata individuata una data: quella del prossimo 21 ottobre.

Nel frattempo, su Change.org resta attiva la petizione dal titolo Diciamo NO alla nuova base militare nel parco di San Rossore Migliarino (Pisa), che conta già oltre 102.000 firme. Nel testo dell’appello si legge che “La trasformazione in base militare di una riserva naturale, che da oltre 40 anni è riconosciuta come area protetta per decisione della Regione e dello stesso Stato, va contro la missione ‘green’ e non ha nulla a che vedere con la vocazione di ‘resilienza’, ora prontamente sacrificata a esigenze militari”. Infatti, “tutelare l’ambiente è sia un presupposto fondamentale del nostro agire civico sia una delle vocazioni della politica internazionale nella maggior parte dei paesi democratici. È anche per questo che, qualsiasi opinione possiamo avere per gli avvenimenti bellici in corso, non vogliamo che un’anacronistica svolta verso l’implementazione del settore militare (discutibile per altre ragioni) possa danneggiare irrimediabilmente una riserva naturale”.

[di Stefano Baudino]

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