giovedì 2 Febbraio 2023

I dieci articoli più importanti pubblicati su L’Indipendente nel 2022

Leggendo i principali quotidiani spesso si ha l’impressione che fare informazione non sia nulla di più che una gigantesca operazione di copia-incolla. Frequentemente le notizie vengono appiattite su posizioni comuni, senza che nessuno si prenda la briga di interrogarsi davvero su cosa stia accadendo e analizzare i fatti. Su L’Indipendente cerchiamo di fare un lavoro differente, senza rincorrere la pubblicazione veloce alla ricerca dei click, ma prendendoci il tempo necessario per analizzare, fare ricerche, andare oltre le verità di comodo. In questo modo durante l’anno appena trascorso abbiamo fatto luce su molte delle notizie più rilevanti, pubblicato inchieste che sui media mainstream non trovano spazio e cercato di portare all’attenzione dell’opinione pubblica storie e battaglie che meritano di essere conosciute. Di seguito, vi proponiamo 10 tra i nostri lavori giornalistici che riteniamo più rilevanti tra quelli pubblicati nel 2022.

Obbligo vaccinale, tra politica e scienza

Con il decreto legge n.1 del 7 gennaio 2022 il governo italiano imponeva l’obbligo vaccinale a tutti i cittadini che avessero compiuto 50 anni di età. La strategia di contenimento della pandemia italiana si confermava come del tutto incentrata sulla campagna vaccinale e sulle restrizioni e gli obblighi che ne sono conseguiti, ma quanto era davvero basata su criteri scientifici? Con questo approfondimento abbiamo provato a dipanare la questione, riportando dati e studi scientifici al riguardo.

Obbligo vaccinale: si può parlare di misura dettata dalla scienza?

Il vaiolo delle scimmie e la nuova corsa ai vaccini

Non avevamo fatto in tempo ad arrivare alla fine dell’emergenza legata alla pandemia da Covid-19 che sui giornali di mezzo mondo rimbalzava già un nuovo allarme: quello per il vaiolo delle scimmie. I contagiati godevano tutti di buona salute e le stesse istituzioni avevano rassicurato sul fatto che la situazione non fosse allarmante, in quanto il virus è noto da decenni e non ha mai provocato epidemie diffuse. Tuttavia l’OMS riunì immediatamente un “meeting di emergenza” e in diversi Paesi iniziò la corsa ai vaccini, mentre i quotidiani italiani lanciarono da subito una campagna di terrorismo mediatico, nonostante in Italia non vi fossero morti. Partendo da dati oggettivi, abbiamo cercato di fare un po’ il punto della situazione, per capire se l’emergenza fosse fondata o meno.

Arrivano i primi casi di vaiolo delle scimmie: in Europa già si ordinano i vaccini

La battaglia per la liberazione di Julian Assange

Assange perde la battaglia per la sua liberazione: il Regno Unito ordina la sua estradizione negli Stati Uniti, dove rischia fino a 175 anni di carcere in una prigione di massima sicurezza. La sua vicenda non è stata trattata con particolare attenzione dai media principali – anzi, in alcuni casi non è stata trattata affatto -, ma riguarda tutti noi molto da vicino, perché va a incidere sulla libertà di informazione, un diritto fondamentale di tutti noi.

La Corte di Londra emette l’ordine di estradizione negli USA per Julian Assange

I battaglioni neonazisti ucraini e la mistificazione del mainstream

Immediatamente dopo lo scoppio della guerra russo-ucraina è stato evidente come l’informazione mainstream fosse appiattita acriticamente su di un unico punto di vista, volto a glorificare l’impresa della resistenza ucraina e criminalizzare la Russia per partito preso. Così anche i gruppi neonazisti presenti in Ucraina, la cui esistenza è nota almeno dal 2014, sono stati ridipinti in chiave nazionalista o patriottica. Grazie a quest’inchiesta esclusiva, basata su fonti verificabili, siamo riusciti a ricostruire una rete strutturata che collega il battaglione Azov e altri simili a centinaia di fazioni alleate neonaziste e neofasciste in tutto il mondo.

L’internazionale neo-nazista sogna il potere con le armi della NATO

Il depistaggio di Stato sulla morte di Paolo Borsellino

Si tratta del più grande depistaggio della storia repubblicana, ma rimarrà senza un colpevole. L’omicidio di Paolo Borsellino, dopo decenni di indagini, si conclude in un nulla di fatto, quantomeno a livello penale. Due prescrizioni e un’assoluzione per i tre poliziotti accusati di aver imbeccato il falso pentito Vincenzo Scarantino, il quale si era auto-accusato di aver fatto esplodere l’ordigno che causò la morte dei coniugi Borsellino e dei membri della loro scorta. A seguito della sentenza abbiamo ripercorso la vicenda, cercando di fare chiarezza nei fatti.

Omicidio Borsellino: il più grave depistaggio della storia non avrà colpevoli

Anche i migliori se ne vanno

Dopo le dimissioni di Mario Draghi, i principali quotidiani di informazione si sono uniti in un canto funebre tra il disperato e l’amareggiato, in lutto per la perdita di un personaggio che ha evidentemente – a loro parere – ridisegnato le sorti dell’Italia. Era la chiusura della parabola del governo dei migliori, incaricato di rimettere in piedi le finanze dell’Italia e il suo prestigio internazionale. Ma poi è andata davvero così?

Lo chiamavano “il migliore”, non lo dimenticheremo

Trattativa Stato-mafia: era nell’interesse dello Stato

Non è che la trattativa Stato-mafia non ci fu. Ma venne intavolata nel nome di un obiettivo nobile, fermare le stragi. Questo si legge nelle motivazioni della sentenza d’Appello al processo “Trattativa Stato-mafia”, che vede condannati solamente gli uomini di Cosa Nostra, mentre in primo grado erano previste pene esemplari anche per gli uomini dello Stato. La vicenda dunque si chiude su di un capitolo finale che fa molto discutere e non piace a molti tra gli esponenti di spicco dell’antimafia, che parlano di «giustificazione della collusione con i criminali».

Trattativa Stato-Mafia: tutti assolti, per i giudici operarono per il bene dello Stato

Pedemontana veneta: un gigantesco spreco di soldi pubblici

Un’opera pubblica che rischiava di costare tre volte lo Stretto di Messina e di dubbia utilità, in quanto il guadagno sul tempo di percorrenza rispetto ai percorsi già esistenti sarebbe stato di pochi minuti. Stiamo parlando della Pedemontana veneta, opera contestata da tempo tanto per l’impatto ambientale quanto per l’irragionevolezza in sé. Tanto che Laura Puppato, ex sindaca di di Montebelluna (uno dei Comuni attraversati dall’opera) ha dichiarato senza tanti giri di parole: «Neanche da ubriachi si poteva firmare una cosa del genere».

Pedemontana Veneta: 12 miliardi per 94 km di strada, pagano i cittadini

La strana teoria dell’auto-sabottaggio dei gasdotti Nordstream

Il 26 settembre delle esplosioni hanno provocato gravi danni ai gasdotti Nordstream che trasportano il gas dalla Russia all’Europa. Da subito, e per intere settimane, i principali media hanno avallato la teoria che si fosse trattato di un sabotaggio messo in atto da Mosca. Nonostante si trattasse di una “verità” senza prove e soprattutto senza un movente, visto che evidentemente alla Russia per cessare il flusso di gas verso l’Europa sarebbe bastato chiudere i rubinetti senza auto-infliggere danni milionari a una propria infrastruttura. Su L’Indipendente, al solito, abbiamo preferito aspettare e lavorare alla ricerca di una verità non di facciata, fino ad avere gli elementi in mano per svelare tutte le incongruenze della versione ufficiale e i tanti indizi che portano invece verso Washington.

Chi ha sabotato il Nord Stream? Se troppi indizi fanno una prova…

Alfredo Cospito, ovvero: come punire le idee

Finire in isolamento per le proprie idee: così si potrebbe riassumere la vicenda di Alfredo Cospito. Già in carcere perché accusato di aver piazzato alcuni ordigni presso una scuola carabinieri, Cospito è un anarchico rinchiuso in regime di 41 bis per via di alcuni scambi epistolari intrattenuti negli anni con varie realtà della galassia anarchica. La linea che divide la pericolosità effettiva di un soggetto dal processo alle idee è, tuttavia, molto sottile.

Il caso di Alfredo Cospito, l’anarchico che rischia di morire in carcere

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