domenica 29 Gennaio 2023

Più stato sociale colpendo banche e patrimoni: la manovra controcorrente della Spagna

La Spagna ha approvato, con 145 voti favorevoli su 263 e nessun astenuto, la Legge di Bilancio per il 2023 la quale, prevedendo la spesa sociale più alta di sempre per il Paese (ben 274 miliardi di euro, anche grazie ai fondi del PNRR, dei quali la Spagna è la principale destinataria dopo l’Italia), introduce misure volte a mitigare l’effetto dell’inflazione, causata dalla guerra in Ucraina, sulle fasce più vulnerabili della società. Come? Tassando banche, compagnie energetiche e grandi patrimoni, permettendo così una più equa redistribuzione della ricchezza a fronte della crisi in corso. Una soluzione che all’Italia sembra ancora non piacere ma che dimostra come, pur sottostando ai parametri di austerità imposti da Bruxelles, una certa volontà politica possa permettere di muoversi in una direzione che non comporti necessariamente il taglio dei servizi.

Via libera, dunque, a misure a sostegno di categorie che vanno dai giovani ai pensionati, passando per l’aumento degli aiuti alle madri con figli piccoli, alla lotta alla violenza di genere e comprendendo anche la sanità. A costituire una prima, netta differenza con la manovra in discussione nel nostro Parlamento in questi giorni, è l’ampliamento dell’ingreso minimo vital, il corrispondente del reddito di cittadinanza italiano – da noi progressivamente smantellato – che aumenta dell’8,5% e andrà a beneficiare 1,2 milioni di persone. Anche le pensioni verranno aumentate proporzionalmente con l’aumento dell’IPC, l’Indice dei prezzi al consumo, il quale misura l’impatto dell’inflazione. Ad aumentare è anche l’IPREM, l’indice utilizzato per l’allocazione di aiuti e sussidi in base al reddito, che cresce del 3,6%, così come i fondi destinati ai giovani, che sfiorano così i 13 miliardi di euro (+13,1%). Tra le misure previste per questa categoria, spunta il bonus da 250 euro destinato all’affitto per i soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni con reddito basso, funzionale a favorirne l’emancipazione. A coloro che compiranno 18 anni nel 2023 sarà poi concesso un bonus cultura da 400 euro – altra misura drasticamente rivista in Italia. Verranno poi aumentati di 400 milioni (raggiungendo la cifra di 2,5 miliardi di euro) i fondi destinati alle borse di studio.

Le misure previste dal governo spagnolo inoltre intervengono in settori che in Italia sembrano essere passati del tutto in secondo piano, ovvero la lotta alla violenza di genere, per la quale sono stati investiti 260 milioni, e l’aiuto al sistema dell’accoglienza dei migranti, che prevede un investimento di 143 milioni di euro, 82 in più rispetto al 2022. Un ulteriore aumento del 6,7% è inoltre previsto a favore del sistema sanitario nazionale – mentre nel nostro Paese i sindacati del settore lamentano l’introduzione, con la nuova Legge di Bilancio, di misure fortemente a sfavore della sanità pubblica. Verrà inoltre ampliato l’aiuto di 100 euro alle madri con figli da zero a tre anni e saranno stanziati 620 milioni per le persone non autosufficienti. A concludere il tutto vi è la decisione di prorogare per tutto il 2023 la gratuità dei treni suburbani e a media distanza, misura introdotta già a settembre di quest’anno.

Come è possibile ottenere tutto ciò? Grazie alla tassazione straordinaria imposta alle banche e alle compagnie energetiche per il 2023 e il 2024 – ma che potrebbe essere resa permanente -, con le quali il governo conta di raccogliere 10 miliardi, e con la patrimoniale, che verrà applicata in maniera progressiva sulle fortune superiori ai tre milioni di euro. La tassazione su banche e compagnie energetiche era stata annunciata a fronte dell’aumento dei tassi d’interesse e del costo delle materie prime e verrà applicata sulle entrate – non sugli utili, come ipotizzato in una prima fase.

Nonostante quindi in Italia il vincolo europeo sia stato indicato come giustificazione per muoversi lungo un’asse «prudente e realista», che tenga conto di «cosa sia giusto fare» – portando così alla reintroduzione di strumenti di precarizzazione quali i voucher per prestazioni lavorative occasionali, che erano stati abrogati nel 2017 -, il caso spagnolo ha dimostrato come a parità di condizioni la volontà politica sia determinante nel compiere scelte radicalmente differenti. E se è vero che la manovra (che è stata votata dall’intera coalizione di governo e dagli alleati esterni) è stata pensata anche nell’ottica del ritorno alle urne del prossimo autunno, nelle quali Sanchez punta alla rielezione, la popolazione spagnola potrebbe così finalmente avere margine di respiro nonostante la crisi internazionale in corso.

[di Valeria Casolaro]

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4 Commenti

    • Si dice “lotta alla violenza SULLE DONNE”, non “lotta alla violenza di genere”, perché il problema degli uomini picchiati da donne è praticamente inesistente e comunque non se lo fila nessuno.

      Smettiamo di usare i termini falsamente politically correct dell’Agenda 2030, che servono solo a favorire la folle ideologia gender (tra l’altro in ultima analisi particolarmente a discapito proprio delle donne, in vari ambiti, dal lavorativo allo sportivo).

  1. Pedrito la sa lunga! Possiamo criticare all’infinito l’orientamento politico, ma sulla gestione dei conti e del denaro, sembra stia facendo un gran lavoro e molto sensato. Ne vedremo delle belle in campagna elettorale con Vox e PP. Peccato che non esista più il centro. Ciudadanos è praticamente morto. Prepariamo i pop corn 😎🍿

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