sabato 1 Ottobre 2022

Speciale elezioni, l’identikit dei partiti: Italia Sovrana e Popolare

A dieci giorni dalle elezioni, i partiti stanno concentrando le ultime forze rimaste per convincere gli indecisi (ben il 41% degli elettori secondo i sondaggi) e raccogliere quanti più consensi possibili. È ciò che sta facendo anche Italia Sovrana e Popolare, l’alleanza politica che racchiude al suo interno partiti provenienti da esperienze e posizioni ideologiche molto diverse tra loro. Di seguito, il suo programma.

Carta d’identità: Italia Sovrana e Popolare

Capo politico: Giovanna Colone

Orientamento politico: collocazione trasversale

Ultima legislatura: opposizione; 13 senatori

Coalizione: la lista “Italia Sovrana e Popolare” comprende al suo interno il Partito Comunista, Patria Socialista, Riconquistare l’Italia, Ancora Italia e Azione civile.

Slogan e programma

“Unica alternativa al totalitarismo liberista, guerrafondaio e sanitario”

Giovani e istruzione

  • Richiesta di un referendum per abolire il numero chiuso alle facoltà universitarie.
  • Investimenti sulla qualità della formazione scolastica.
  • Abrogazione del dl 36 “che, approvato questa primavera, verrà ora gradualmente applicato aprendo scenari inquietanti per il futuro dei docenti e della scuola pubblica”.
  • Cancellazione della riforma renziana della “buona scuola”.
  • Adeguamento della spesa pubblica italiana per l’istruzione almeno alla media europea.
  • Investimenti nell’edilizia scolastica, ampliamento e modernizzazione degli spazi scolastici a disposizione.
  • No al sostegno alla scuola paritaria: “Sanità, scuola, trasporti, assieme ai settori strategici come infrastrutture ed energia, devono essere pubblici”.

Economia e lavoro

  • Azzeramento di tutta la legislazione relativa alla precarizzazione e agli attacchi al lavoro autonomo.
  • Salario netto minimo a 1200 euro.
  • Abrogazione della Legge Fornero.
  • “Ripristino di una tassazione seriamente progressiva che, sulle persone fisiche, ricalchi l’imposta delineata dalla riforma del 1971 con 32 scaglioni di reddito”.
  • “Socialità per invalidi con assegno minimo a 1000 euro”.
  • No alla direttiva Bolkestein.
  • Mantenimento del reddito di cittadinanza.
  • Tasse alle multinazionali alla stessa stregua delle attività italiane dei settori corrispondenti.
  • Piano straordinario per le case popolari.
  • No al tetto massimo sul contante.

Diritti

  • “Contrari al fatto che i lavoratori immigrati siano usati come “esercito industriale di riserva” da parte della grande imprenditoria per abbassare i diritti complessivi di tutti i lavoratori”.
  • Sospensione del processo di introduzione dell’identità digitale europea per valutarne gli aspetti operativi e legali.
  • Nessun riferimento alla legge sul suicidio assistito, sui diritti della comunità lgbt, sulla legalizzazione della cannabis o sullo Ius Scholae/Soli.

Beni comuni

  • Transizione energetica e uso delle rinnovabili.
  • Incentivi economici rivolti alle piccole e medie imprese per l’acquisto di pannelli solari, mini eolico e macchinari per produzione di biometano.
  • No agli allevamenti intensivi.
  • Riconversione massiccia all’agricoltura biologica.
  • Moltiplicazione sul territorio di spazi liberi di incontro e confronto, spazi da mettere gratuitamente a disposizione della cittadinanza.

Politica estera

  • Italia fuori da NATO, Unione Europea, Euro e Organizzazione mondiale della Sanità (OMS).
  • “Stop all’invio di armi al regime ucraino e basta guerra e sanzioni alla Russia”.
  • “Archiviare la stagione dell’unipolarismo atlantista per approdare ad un mondo multipolare fondato sulla solidarietà e sovranità di stati affratellati internazionalmente”.
  • Italia in posizione di neutralità ed equidistanza geopolitica, con un comparto militare dimensionato sulla difesa e deterrenza nazionale.
  • “Seria regolamentazione dei flussi migratori, che ne subordini la portata all’effettiva capacità di assorbimento e integrazione del Paese”.

Politiche sanitarie

  • No al green pass e all’obbligo vaccinale.
  • “Ristrutturazione generale della sanità pubblica e fine di ogni privatizzazione in questo settore”.
  • Insediamento di una commissione d’inchiesta parlamentare sulle scelte dei governi durante l’emergenza pandemica.
  • Attivazione di piani di medicina territoriale e di prossimità.

Riforme costituzionali proposte

Riforma del CSM con l’obiettivo di superare il fenomeno delle correnti giudiziarie.

Considerazioni

“Chiediamo che tutte le proposte onerose presenti in questo programma vengano finanziate da un profondo e articolato intervento sui profitti delle multinazionali operanti sul territorio nazionale”, si legge all’interno del programma elettorale di Italia Sovrana e Popolare. Una misura difficile, soprattutto considerando che la quasi totalità delle forze politiche è intenzionata a continuare l’Agenda Draghi, quella che ha eliminato dal disegno di legge “Bollette” la tassa agli extraprofitti delle multinazionali energetiche, una su tutte ENI. Quello di Italia Sovrana e Popolare rimane ad ogni modo uno dei pochi programmi elettorali dove esiste un barlume di progetto per la copertura finanziaria delle promesse elettorali. Se i programmi di molti partiti si limitano a promettere interventi che hanno un costo senza prevedere di aumentare le entrate, ISP è chiara su questo: l’intenzione è quella di fornire sostegno economico a lavoratori, famiglie e piccole imprese in difficoltà andando a tassare maggiormente i grandi capitali e le aziende multinazionali. Un‘opera poderosa di redistribuzione della ricchezza con la quale drenare ricchezze laddove si sono accumulate negli ultimi anni per redistribuirle verso i ceti popolari.

Il programma di Italia Sovrana e Popolare glissa totalmente sulla questione dei diritti civili, sulla legge sul fine vita (eutanasia), sulle norme per il diritto alla cittadinanza, nonché su altre questioni come legalizzazione della cannabis e coppie di fatto. Una mancanza che probabilmente è figlia anche di visioni diverse provenienti dalle culture politiche di provenienze dei movimenti che hanno dato vita alla lista, che mette insieme comunisti (storicamente progressisti sui temi sociali) e altri indirizzi maggiormente conservatori.

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