mercoledì 28 Settembre 2022

Finlandia, tre giornalisti a processo per aver rivelato documenti segreti

La Finlandia ha processato tre giornalisti del più grande quotidiano del Paese, l’Helsingin Sanomat, con l’accusa di aver rivelato segreti della difesa nazionale, per una presunta pubblicazione di documenti classificati in un rapporto del 2017. Il rapporto, intitolato “Il luogo più segreto della Finlandia” e ormai rimosso dal sito web del giornale su richiesta del pubblico ministero, si è concentrato sulle attività del Finnish Intelligence Research Center, un’agenzia di intelligence militare. Avrebbe rivelato la posizione approssimativa ed i compiti di un’unità di intelligence delle forze di difesa, in un momento in cui il parlamento stava discutendo per espandere i propri poteri e per monitorare i dati privati nelle reti digitali.

Il pubblico ministero sostiene che l’articolo del quotidiano in questione, conteneva informazioni dannose, la cui pubblicazione era contro la legge. Tuttavia, il caporedattore dell’Helsingin Sanomat, Kaius Niemi, le cui accuse sono cadute per mancanza di prove, ha negato qualsiasi illecito: «Possiamo mostrare per ogni frase pubblicata che le informazioni potrebbero essere trovate su Internet o nei libri prima della pubblicazione del nostro articolo. Le informazioni pubbliche non possono essere classificate». Stando a quanto riportato dall’emittente finlandese MTV, i giornalisti Tuomo Pietilaina, Laura Halmi, e l’allora direttore del giornale, Kalle Silfverberg, rischiano da 18 a 48 mesi di carcere. Giovedì nessuno di loro era presente alla sessione preparatoria presso il tribunale distrettuale di Helsinki, ma dovrebbero testimoniare alla fine di novembre.

Il caso è senza precedenti in un paese, la Finlandia, che da anni occupa le prime posizioni della classifica globale sulla libertà di stampa pubblicata annualmente da Reporter Senza Frontiere. È bene notare, tuttavia, come in quest’ultimo anno il Paese sia scivolato in quinta posizione. Anche Hanne Aho, presidente del sindacato dei giornalisti finlandesi, in alcune dichiarazioni rilasciate a Reuters ha detto che «È del tutto eccezionale che i giornalisti finlandesi siano accusati di alto tradimento». Secondo la legge finlandese, infatti, è consuetudine nominare gli imputati in un procedimento penale solo se sono condannati.

Mentre crimini e criminali restano impuniti e assolti, proseguono gli episodi di censura in cui viene impedito ai giornalisti di fare informazione. Quello dei giornalisti del Helsingin Sanomat, rappresenta un raro caso (in Finlandia) di mancata libertà di stampa che mostra delle somiglianze – seppur con conseguenze decisamente inferiori – all’emblematica questione Assange, molto cara a noi de L’Indipendente. Per il fondatore di WikiLeaks il rischio è quello di essere estradato negli Stati Uniti e condannato a morte con 175 anni di carcere per aver rivelato i crimini e i criminali delle guerre in Afghanistan e in Iraq degli Stati Uniti. Per i giornalisti finlandesi le conseguenze sono decisamente meno gravi, ma il caso resta a testimoniare un clima non buono attorno al giornalismo d’inchiesta anche in Paesi storicamente considerati poco inclini alla repressione della libertà d’informazione.

[di Iris Paganessi]

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