lunedì 15 Agosto 2022

In Sardegna i cittadini hanno salvato i pini marittimi, attraverso l’arte

In Sardegna stavano per essere abbattuti ben cinquanta pini marittimi, presenti da oltre sessanta anni e con una lunga prospettiva di vita (di circa altri 250 anni). A salvarli, è stata l’originale idea di un artista sardo pronto a combattere per i diritti della natura senza armi, ma con l’arte. Il 28 giugno 2022 è stato così inaugurato il MACCAB, Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto dedicato ai Bambini, in cui le opere d’arte presenti, sono gli alberi.

È accaduto a Torregrande, località marittima in provincia di Oristano dov’è in atto un progetto per il rifacimento del lungomare. Peccato però che l’effettiva realizzazione del piano per rinnovare il lungomare di Torregrande abbia anche previsto l’abbattimento di cinquanta pini marittimi. Alla notizia che gli alberi sarebbero stati uccisi, i cittadini hanno reagito com’è recentemente accaduto in Francia e hanno costituito un comitato per chiedere al Comune di rivedere il progetto. Al comitato a difesa dei pini hanno aderito anche l’agronomo Carlo Poddi, l’ex assessora regionale e vicepresidente nazionale di Confagricoltura Elisabetta Falchi, la responsabile del WWF Oristano Franca Patta e l’artista padre dell’iniziativa che ha infine salvato la vita ai pini marittimi, Salvatore Garau.

Se da un lato urbanisti e architetti proponevano l‘abbattimento degli alberi giustificandone l’urgenza per problemi causati dalle radici, come il dissesto dei marciapiedi ma anche possibili danni alle case private, dall’altra c’è stato chi ha reputato più importante la libera espressione della natura piuttosto che la difesa di elementi artificiali umani, che per primi hanno invaso i luoghi della Terra. Salvatore Garau si è inoltre fatto portavoce del comitato esplicando quanto ad oggi, la “giustificazione” delle radici invadenti sia infondata vista l’esistenza di tecniche che permetterebbero di limitare il danno senza attaccare la natura. C’è poi l’importanza degli alberi per l’ombra, essenziale in località tanto calde e ancora di più come luogo in cui tante specie di uccelli hanno nidificato.

Danneggiare il paesaggio, privare specie di uccelli dei loro nidi piuttosto che salvaguardarli, abbattere pini quando non ce n’è alcun reale motivo solo per rinnovare il lungomare, è stata subito riconosciuta come una manovra insensata e che ha stimolato una reazione, pacifica ed efficace.

Così è stata l‘arte a cambiare le sorti dei pini di Torregrande, espressione creativa che a quanto pare non solo emula la natura ma alle volte, può anche salvarla. A Salvatore Garau è venuto in mente di rendere i pini intoccabili, in quanto opere d’arte. L’artista nato a Santa Giusta (Oristano) ha letteralmente fondato un museo a cielo aperto in cui sono ospitate vere e proprie opere d’arte viventi: proprio quegli alberi il cui destino, senza l’intervento dell’artista, sarebbe stato ben diverso.

Il museo battezzato appunto MACCAB si occupa di salvaguardare gli alberi presenti sul lungomare di Torregrande. Garau ha dapprima dato a un gruppo di 37 alberi un titolo, certificandoli come sculture viventi di arte contemporanea. Presto anche i restanti 13 alberi saranno intitolati dall’artista, e non solo. Durante i prossimi mesi tra i pini del lungomare verranno installate 40 opere di artisti proveniente da tutto il mondo, dedicate alla natura e ai bambini.

[di Francesca Naima]

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