giovedì 26 Maggio 2022

Demansionati e lontani dagli studenti: i prof non vaccinati riammessi a scuola da paria

Nonostante il fatto che fino al 15 giugno resterà in vigore l’obbligo vaccinale per il personale scolastico, a partire dal primo aprile i professori non vaccinati potranno rientrare a scuola: lo faranno però da paria, dato che gli verrà comunque impedito di entrare nelle classi per svolgere la propria professione. È quanto si evince dal recente decreto-legge relativo al superamento delle misure di contrasto al Covid, il quale, considerando l’adempimento dell’obbligo vaccinale condizione necessaria per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni, prevede infatti che il dirigente scolastico dovrà “utilizzare il docente inadempiente in attività di supporto all’istituzione scolastica”. Per rifarsi però a tale modus operandi  – che, di fatto, impone una disparità di trattamento tra i docenti vaccinati e quelli non vaccinati – lo Stato metterà a disposizione una notevole quantità di denaro. Il decreto, in tal senso, stanzia quasi 30 milioni di euro per far fronte alla sostituzione dei docenti non vaccinati: al loro posto infatti dovranno essere assunti nuovi docenti – dal primo aprile e fino al termine delle lezioni dell’anno scolastico 2021/2022 – mediante un contratto a tempo determinato, che si risolverebbe automaticamente nel momento in cui i soggetti sostituiti riacquistassero il diritto di svolgere l’attività didattica adempiendo all’obbligo vaccinale.

Dunque, il governo ha deciso di reintegrare gli insegnanti alle condizioni sopracitate ed allo stesso tempo di spendere quasi 30 milioni di euro per assumere temporaneamente altri docenti: una scelta che appare alquanto irrazionale oltre che non basata sulle evidenze scientifiche. Infatti, secondo quanto emerso da alcuni studi, anche i vaccinati possono contagiare e contagiarsi. A ciò si aggiunga che i professori non vaccinati dovranno sottoporsi al tampone, dimostrando di essere negativi al virus, per andare a lavoro, ma che nonostante questo non potranno essere a contatto con gli studenti a differenza degli insegnanti vaccinati. Alla base del provvedimento del governo, che tra l’altro costerà soldi pubblici, vi è quindi un vero e proprio nonsenso scientifico.

Non si possono non citare, poi, le parole del sottosegretario all’istruzione Rossano Sasso, che ha contestato fortemente questo modus operandi giudicandola di fatto illegittima. «Un docente viene sospeso quando compie un illecito penale o disciplinare, ma la mancata vaccinazione non rientra in nessuno dei due casi» – ha affermato Sasso durante il programma “The Breakfast Club” su Radio Capital – aggiungendo altresì che «se ripresi in servizio i docenti non possono essere demansionati» e che «bisognerebbe mantenere almeno un minimo di serietà». «Non possiamo pagare due volte per lo stesso servizio» ha inoltre dichiarato il sottosegretario in riferimento ai quasi 30 milioni di euro necessari per sostituire i docenti non vaccinati, specificando che tra l’altro si avrebbe a che fare con «numeri risicati» essendo «circa 3500» gli insegnanti non vaccinati.

Detto ciò, c’è tuttavia anche chi non contesta la disparità di trattamento bensì il fatto che i docenti non vaccinati vengano riammessi a scuola. Il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, ha in tal senso dichiarato che sia «molto difficile, a scuola, stabilire quali siano le mansioni non a contatto con i ragazzi» dato che «gli stessi impiegati di segreteria e i bidelli entrano a contatto con gli alunni», ed è per questo che ai non vaccinati verrebbe «pagato lo stipendio per non lavorare, dando mansioni sostanzialmente inesistenti». Insomma, vi sono anche critiche contro i docenti non vaccinati nonostante essi, dopo essere stati allontanati dalla scuola per mesi, verranno riammessi sostanzialmente da paria in quanto privati del diritto ad insegnare.

[di Raffaele De Luca]

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7 Commenti

  1. La scuola italiana é un luogo pessimo sia per gli studenti seri sia per gli insegnanti seri. Appartengono a queste categorie pochissimi e quindi resterà il luogo inutile che é diventata. L’Università credo si stia avviando a fare la stessa indecorosa fine.

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