venerdì 7 Ottobre 2022

Ciò che era emergenziale diventerà ordinario: Draghi tratteggia il green pass del futuro

Mentre tutti sono stati catapultati sul fronte ucraino, ci sono manovre che sulla scia dell’emergenza Covid-19 si stanno compiendo e che andranno ad incidere profondamente sull’assetto sociale e antropologico del nostro Paese. La “guerra al virus” è mediaticamente sparita mentre si protraggono gli strascichi di misure restrittive che hanno diviso il paese tra chi è cittadino di prima classe e chi di seconda. Il Primo Ministro italiano, già manager Goldman Sachs e banchiere centrale d’Europa, Mario Draghi, durante la conferenza stampa in occasione della presentazione del Decreto riaperture, ha candidamente espresso quella che sarà la nuova normalità: ciò che era emergenziale diventerà ordinario. Il Ministro dell’innovazione tecnologica e della transizione digitale, Vittorio Colao, già CEO di Vodafone e nel Consiglio di amministrazione di Verizon, Unilever e General Atlantic, in audizione alla Commissione Affari costituzionali della Camera, ha invece prospettato il prossimo futuro digitale italiano. Le due esternazioni prese assieme danno il quadro del futuro imminente che ci aspetta.

Alla conferenza stampa in questione, Mario Draghi, con a fianco il Ministro della Salute Roberto Speranza, rispondendo alle domande del giornalista de Il Messaggero, Marco Conti, spiega che la struttura emergenziale sarà tramutata in struttura ordinaria. Infatti, cambiata la missione del generale Figliuolo e messo da parte il Comitato Tecnico Scientifico, l’apparato di sicurezza, controllo e gestione adottato durante l’emergenza pandemica rimarrà per sempre. In altre parole, una volta smussati gli angoli e gli spigoli (Figliuolo e il CTS) con la fine dello “stato di emergenza” tutto il resto sarà la nuova normalità. Il Primo Ministro Draghi risponde: «Uno degli scopi del provvedimento di oggi è proprio quello di non smantellare tutta la struttura esistente, anche perché noi siamo consapevoli del fatto che un’altra pandemia potrebbe rivelarsi importante anche tra qualche tempo, quindi vogliamo costruire una struttura permanente di preparazione a reagire a questi fenomeni; impegno che abbiamo preso in sede nazionale e internazionale». Poi Draghi aggiunge: «Gradualmente questa struttura perde i caratteri di emergenza e acquista quello di ordinarietà». Insomma, sebbene finisca il tempo emergenziale, gli strumenti dell’emergenza non saranno eliminati ma solamente messi nel cassetto. Evidentemente, a questo risponde il fatto che il Green Pass non venga abolito e cancellato ma solo sospeso, ovvero non più richiesto al momento, data la proroga di validità del medesimo strumento fino ad un totale di 3 anni.

Se alle parole di Draghi uniamo quelle pronunciate dal Ministro Colao, il quadro diviene più chiaro. Durante l’audizione alla Commissione Affari costituzionali della Camera, in cui il Ministro ha esposto i progressi del PNRR per quanto attiene al proprio ministero, Colao ha fatto affermazioni che fanno il paio con quelle pronunciate da Draghi. La disamina del Ministro è molto lunga e articolata ed espone i quattro pilastri su cui si basa l’azione del suo ministero per quanto concerne lo stato di avanzamento del PNRR, per cui dispone di circa 20 miliardi di euro. Il primo pilastro è la struttura della rete internet e la connessione veloce; in altre parole, stiamo parlando di rete 5G. Il secondo pilastro, quello di cui andremo a parlare, è quello della digitalizzazione dei servizi pubblici. Gli altri due pilastri che formano l’azione globale del ministero guidato da Colao riguardano le competenze e l’imprenditoria innovativa oltre che quelle spaziali, che entrambe hanno carattere interministeriale.

Il tema che qui riteniamo importante riguarda la digitalizzazione dei servizi pubblici. Lo strumento fondamentale per l’attuazione di questo è l’identità digitale che permetterà di accedere ad ogni servizio pubblico. L’intenzione del ministero, dice Colao, è quella di estendere l’identità digitale chiamata SPID anche ai minorenni, per poter usufruire dei servizi scolastici. L’identità digitale servirà per accedere ad ogni cosa e sarà implementata sempre di più il pagamento con valuta elettronica grazie allo strumento chiamato IDpay. Dove tutto questo voglia andare a parare lo capiamo perfettamente dalle parole pronunciate dal Ministro Colao: «Il grande tema è l’interoperabilità delle piattaforme digitali abilitanti che è molto importante per ampliare i servizi ma anche per renderne la fruizione semplice attraverso il così detto principio del One’s only, cioè il principio in cui il cittadino una sola volta deve mettere le proprie informazioni dentro il sistema e poi è lo Stato da solo che lo va a cercare e lo vede». E qui arriviamo al punto dolente. Colao aggiunge: «Questo è molto importante perché ci sono degli esempi recenti di grande benefico che abbiamo avuto da questo: il Green Pass è un grande esempio di interoperabilità, e che tra l’altro adesso sta facendo venire a mente tante altre possibili applicazioni meno drammatiche e meno di emergenza in cui si potrebbe creare un sistema che permette in maniera istantanea di conoscere lo “stato”, il “diritto”, di attivazione o di fruizione di un servizio».

Dunque, il Green Pass, strumento di discriminazione che istituisce cittadini di prima e di seconda classe, che non viene eliminato ma solo messo nel cassetto, viene considerato come strumento innovativo e come guida per il futuro sociale e pubblico di questo Paese. Un’identità digitale a cui tutte le nostre informazioni verranno collegate, quelle sanitarie, fiscali, economiche, giuridiche etc., permetterà – oppure no – di accedere ai servizi pubblici, dietro pagamento elettronico da effettuare con IDpay direttamente collegato all’identità digitale stessa. A questo punto, le possibilità che si tracciano sono molteplici. Cosa accadrà se un cittadino non avrà pagato una multa, o se il suo stato vaccinale non sarà ritenuto idoneo, o se in qualche altro modo avrà contravvenuto la norma? In fondo, come spiega lo stesso Colao, una volta che le informazioni ci sono si tratta solo di metterle insieme e, in base a quelle, decidere se il cittadino possa o meno accedere ad un servizio pubblico e/o ad un suo diritto. Oltre a questo c’è anche un serio pericolo di sicurezza dei dati e di rischio collegato a potenziali malfunzionamenti o manomissioni del sistema di gestione e controllo che potrebbero negare l’accesso anche a coloro che sarebbero in regola con le disposizioni del momento; per questo motivo sarà infatti istituita l’Agenzia Nazionale di Cybersecurity e l’istituzione del Polo Strategico Nazionale (PSN). Eppure lo stesso Colao conferma che buona parte dei nostri dati vagheranno nel Cloud commerciale, ovvero quello gestito e controllato dalle aziende private.

Qualcuno chiama tutto questo utopia e progresso, altri distopia e controllo. Quel che sembra certo è che se la retorica che si accompagna a tutto questo rimane Occidentale, il sistema sociale sembra subire una metamorfosi cinese. L’idea della cittadinanza a punti, del credito sociale, sembra pervadere sempre di più le menti italiane. Piccolo esempio pratico di questa mentalità cinese di Draghi & Co., accaduto in questi giorni, arriva dal Comune di Fidenza. Il piccolo Comune, che si trova nella Provincia di Parma, con l’adozione del sistema a punti per chi abita nelle case popolari sembra essere entrato nella provincia di Shanghai.

[di Michele Manfrin]

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24 Commenti

  1. Premesso che sono fermamente convinto che non ci siano al momento soluzioni migliori per la convivenza comune di quelle in uso nei paesi “occidentali” (pur con le loro differenze), Con otto miliardi di esseri umani da controllare non c’è spazio per la democrazia. In fondo, anche dove ci hanno insegnato che questa meravigliosa e perfetta(?) forma di convivenza si è sviluppata, era valida solo per i ceti benestanti della polis. La società ellenica si basava comunque sulla schiavitù come risorsa fondamentale per il mantenimento della democrazia e del benessere. La storia si ripete sempre perché crediamo di essere migliori di chi ci ha preceduto ed ha sbagliato.

  2. E noi siamo un paese democratico???????
    Stiamo parlando seriamente?????
    No signori miei, qua redini vanno tirate e con FORZA. Se non diamo forza ad un cambiamento totale a questo baciato sistema politico la morte gi inedita è assicurata. Questi stronzi che ci governano ce li siamo meritati e con lode. I buffoni dei Renzi, dei Calenda e compagnia, sono stati applauditi, coccolati anche dopo le minchiate infinite che hanno fatto. Sempre convinto che ci meritiamo quello che abbiamo……..

  3. Ci sono un paio di fattori da prendere in considerazione, il governo Draghi che non arriverà a novembre e la disobbedienza civile che è stata sottovalutata anche dall’informazione, in pieno lockdawn negli ultimi mesi nella stragrande maggioranza degli accessi commerciali piccoli erano senza greenpass, mentre “ufficialmente” era d’obbligo.

  4. Ovviamente di certo non c’è niente, non è il caso, secondo me, di allarmarsi, ma neanche di abbassare la guardia perché questi sono capaci di tutto. Sono molto contento di essermi abbonato a questo giornale, che avrà i suoi difetti, ma rispetto agli allineati…. non c’è confronto!

  5. Non riesco a capire queste critiche, l’articolo mi sembra semplicemente chiarisca quali siano le possibili conseguenze, ben chiarendo che si tratta dell’opinione di chi scrive, cosa che le altre testate non fanno, anzi presentano le proprie teorie come dati di fatto. Poi che le conseguenze non ci piacciano e per qualcuno risultino allarmistiche, è una questione di sensibilità personale. Resta il fatto che il green pass che ci è stato presentato come straordinario per l’emergenza, non sparirà e questo mi basta per arrabbiarmi con chi ci governa e non con chi ci apre gli occhi con ipotesi non così poi remote.

  6. Sono lecite consentite critiche, considerazioni opposte alla testata ma a mio parere in questo articolo non vi è volontà di creare inutili allarmismi (come fanno ampiamente tutte le testate giornalistiche).
    Si è riportato una serie di dichiarazioni reali, nelle quali molto candidamente viene detto la natura ordinaria che il governo intende mantenere.
    Sono fatti.
    Poi che possa avvenire da parte della popolazione un rigurgito di rispetto per sé stessi e per i valori di libertà , sarà solo buona cosa e tutto potrebbe implodere.
    Ma al lato pratico, questa situazione si va a consolidare.
    STA’ A NOI SCEGLIERE SE O MENO ACCETTARE.

  7. gentili lettori, critici in merito al contenuto ed alle problematiche citate nell’articolo, rendetevi conto che proprio il vostro dissenso conferma che in questo giornale c’è spazio per l’espressione di un pensiero. Pratica che sembra essere diventata molto rara in TV, nei canali di informazione sponsorizzati e nell’ambiente scientifico industriale. BRAVI

  8. Il titolo è fuorviante e il tono dell’articolo è inutilmente allarmistico: quello che succederà in futuro sono solo ipotesi, e vengono citate solo dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano (come centinaia di dichiarazioni totalmente fasulle di questi ultimi 24 mesi) e che servono solo alla stampa a dare spazio (e importanza) a questi disperati che non sanno più come portare avanti la baracca. Questa gente inoltre neanche sappiamo quanto resisterà lì a dettar legge.
    Non voglio difendere nel modo più assoluto chi sta al governo, voglio solo dire che se vi ci mettete anche voi con questo approccio (come fa gran parte della controinformazione) difficilmente rinnoverò l’abbonamento, considerando che tra l’altro nell’ultimo mese avete iniziato a farlo anche in altri articoli.

    • Non è un problema, per lei c’è sempre “La Repubblica”, “Il Corriere della Sera”, “La Stampa” … un sacco di informazione che le dirà che tutto va bene, che Putin è il nuovo Fuhrer, che le case farmaceutiche lavorano per il nostro bene, che Zelensky è un eroe europeo, che Draghi è il miglior politico mai avuto dall’Italia …etc etc

    • Sono d’accordo con lei. E’ un articolo davvero pieno di congetture e illazioni basate su poche frasi che niente dicono oltre “teniamo lo strumento in piedi, non si sa mai dovesse servire di nuovo”.
      Sono rimasto sorpreso, mi sembra un taglio non all’altezza di questa rispettabilissima testata.

    • Sono completamente d’accordo… attenzione a questo allarmismo che non ha senso, chiunque abbia vissuto in un certo modo questi ultimi 2 anni sa benissimo quali potrebbero essere le manovre ma fino ad oggi sono comunque state dette molte cose che poi non sono state applicate e solo per far in modo che le persone vivessero in questo stato di paura e allerta.. io personalmente devo vibrare alto e non farmi risucchiare dal terrorismo allarmistico gratuito.. e voi così non contribuite in questo ma a volte cadete nell’ uguaglianza degli altri titoli di giornale dove ormai è evidente che la figura più professionale sia forse dentro ad un pacchetto di patatine.

      • Vale anche in questo caso la mia considerazione riportata più in basso e che ribadisco. Credo che parlare di terrorismo allarmistico o di previsioni catastrofiche non sia appropriato. L’articolo è partito dalle evidenze della cronaca politica per lanciare un warning sui rischi che il nostro sistema democratico, già fortemente indebolito in questi ultimi due anni di pandemia, sta correndo con l’obiettivo di informare i lettori e renderli consapevoli di ciò mettendoli così in condizione di fare le riflessioni del caso ed adeguare i loro comportamenti. Purtroppo le evidenze ci sono tutte e non si può fare finta di non vederle ma, se si preferisce farlo, lo si faccia senza dare degli allarmisti agli altri che invece optano per un sano realismo

    • Anche io ho sempre più riserve su questo giornale, sto concedendo l ultimo margine di tempo per farmi un idea.
      Sembra di parlare con Greta, nell’ossessione del cambiamento climatico, ed è evidente che manchi il contraddittorio scientifico: è fede.
      E se tanto sta a cuore il tema clima, lo spazio dedicato una sola volta alla geoingegneria è servito solo per sminuire e ridicolizzare, invece che per indagare.
      Perfetto allineamento.
      In generale, le previsioni catastrofiche ci fanno sentire impotenti dove abbiamo potere, e credere potenti dove dovremmo sentirci umili.

      • Credo che l’obiettivo dell’articolo sia fare in modo che i lettori acquisiscano consapevolezza di un rischio molto grosso che stiamo correndo in Italia. Quindi non una previsione catastrofica ma un warning basato sulle evidenze relative alle scelte che definirei in modo polite “molto discutibili” compiute dall’attuale Governo ed alle relative dichiarazioni d’intenti.

    • Quello che Draghi afferma è un fatto, non una congettura. Il fatto che il Primo Ministro, non Pino del bar sotto casa, affermi che ciò che era emergenziale sarà adesso ordinarietà sembra essere di grande importanza e meritorio di essere riportato. Ciò che viene invece spiegato da Colao, sono le azioni che il suo ministero sta intraprendendo per l’implementazione degli strumenti sopracitati (identità digitale, IDpay etc.) sulla scorta del “grande successo” avuto con lo strumento del Green Pass (che non viene eliminato). Quindi, quello che il ministero guidato da Colao sta facendo è realtà, un fatto, non congetture, illazioni o ipotesi. Infine, le domande poste sono del tutto legittime visto anche il recente esempio portato dal Comune di Fidenza (altro fatto).

  9. Questo scenario lo conoscevamo ormai da tempo, si sapeva che vorrebbero arrivare al controllo della popolazione ed alla schiavitù totale. Ora bisogna vedere se il popolo lo renderà possibile. C’è una battaglia in atto, molti si stanno svegliando e, penso, tanti non accetteranno questo mondo distopico che stanno preparando. E molti stanno riscoprendo la fede, che è importantissima, perché chi non crede in nulla è più facilmente controllabile.

    • Se stiamo parlando di fede religiosa io invece credo che chi crede e ha fede (fiducia) sia già manovrabile a sufficienza senza che se ne renda minimamente conto. La logica dice che se non si crede a nulla non si crederà nemmeno a nessuno: la vedo dura controllare qualcuno in queste condizioni.

  10. Mi fa sorridere tutta la platea di indignati verso il regime cinese o nord coreano che ha descritto queste potenze come antidemocratiche, visto che ora, dopo due anni di Psico Pandemia la direttiva è ben precisa e ricalca in maniera impressionante il sistema di credito cinese. Forse era invidia e non indignazione verso la dittatura fatta di dati e controllo. Comunque la si pensi il futuro sta balzando a grandi falcate verso la perdita di libertà, servo di un controllo che assomiglia sempre di più al descritto Grande Fratello di Orwell o alla Psico Polizia, resa famosa dal film con Tom Cruise, scrittori che voleva denunciare il regime Russo, ma sono planati a descrivere il futuro occidentale.

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