giovedì 19 Maggio 2022

Energia, l’Italia sblocca la realizzazione di sei parchi eolici

Il Consiglio dei ministri ha recentemente sbloccato la realizzazione ed il potenziamento di sei parchi eolici localizzati in Puglia, Sardegna e Basilicata: a renderlo noto è stato proprio l’esecutivo, il quale tramite un comunicato stampa ha fatto sapere che questi ultimi assicureranno una potenza pari a 418 Megawatt. Nello specifico, si tratta di quattro nuovi progetti di impianti eolici dislocati in provincia di Foggia (nel Comune di Castelluccio dei Sauri, nei Comuni di Cerignola e Orta Nuova, nel Comune di Sant’Agata di Puglia e nel Comune di Troia) a cui si affianca il potenziamento del parco eolico “Nulvi Ploaghe” situato in provincia di Sassari nonché la proroga del parco eolico “Corona Prima” in provincia di Matera. Questi sei parchi eolici “si aggiungono ai due sbloccati lo scorso 18 febbraio, per una potenza di 65,5 Megawatt”, ha sottolineato il Consiglio dei ministri, il quale ha altresì precisato che “a partire dalla fine del 2021 sono stati sbloccati impianti di energia per una potenza totale di 1.407,3 Megawatt (1,407 Gigawatt) da fonti rinnovabili”.

All’Italia resta tuttavia della strada da fare, basta considerare che dovrebbe installare impianti di energie rinnovabili capaci di produrre complessivamente 80 Gigawatt entro il 2030 per essere in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione, dunque circa 10 Gigawatt all’anno nei prossimi otto anni. Un obiettivo il cui raggiungimento a quanto pare non può essere dato per scontato, dato anche che – come rivelato da un rapporto curato da Elemens e Public Affairs Advisors nell’ambito dell’iniziativa volta ad approfondire l’evoluzione e le barriere delle fonti di energia rinnovabile nelle regioni italiane “R.E.gions 2030” – la maggior parte dei progetti eolici risulta ancora intrappolata negli uffici pubblici, in attesa dei necessari permessi.

È in tale contesto dunque che va collocato il via libera ai sei parchi eolici, che con ogni probabilità sono stati urgentemente sbloccati in virtù della attuale crisi energetica legata alla guerra in Ucraina. Come sottolineato dall’associazione ambientalista Legambiente, però, l’Italia potrebbe fare meglio, raccogliendo immediatamente la proposta lanciata da Elettricità Futura – la principale associazione delle imprese che operano nel settore elettrico italiano – di “autorizzare entro l’estate nuovi 60 Gigawatt di rinnovabili da realizzare nei prossimi 3 anni”. Ciò, infatti, permetterebbe di “ridurre i costi in bolletta del 30%” nonché di diminuire “il fabbisogno di gas russo al 7%”, una quantità per la quale sarebbe “facile trovare soluzioni alternative”.

L’invito dell’associazione ambientalista è inoltre quello di non agire così come è stato fatto negli ultimi anni, dato che le rinnovabili “dal 2013 hanno registrato un brusco rallentamento dovuto alla riduzione degli incentivi, portando le installazioni di eolico e solare a meno di 1 Gigawatt l’anno contro i 5,9 Gigawatt installati nel triennio 2010-2013″. Secondo Legambiente, infatti, “se in questi anni lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile (solare ed eolico) fosse andato avanti con lo stesso incremento annuale medio registrato in quel triennio, oggi l’Italia avrebbe potuto ridurre i consumi di gas metano di 20 miliardi di metri cubi l’anno, diminuendo le importazioni di gas dalla Russia del 70%”.

[di Raffaele De Luca]

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