venerdì 20 Maggio 2022

Terapia CAR-T: una speranza concreta contro la leucemia

La speranza di prendere il controllo e sconfiggere la leucemia si fa sempre più concreta: due pazienti che si sottoposero a una cura sperimentale più di dieci anni fa, oggi non presentano alcuna traccia del tumore. La cura, attuata nel 2010 negli Stati Uniti quando ancora era alle prime fasi di sperimentazione, è la CAR-T therapy che riuscì a mandare in remissione la leucemia linfatica cronica dei due soggetti. Oggi gli esperti hanno constatato che la cura è ancora funzionante, nonostante non sia stato fatto nulla nel lungo lasso di tempo trascorso. Si tratta di una scoperta medica importantissima, che alimenta la speranza di aver trovato finalmente il modo di sconfiggere questa forma tumorale.

Ma come funziona la terapia? La CAR-T therapy vede il “rafforzamento” in laboratorio di particolari globuli bianchi, i linfociti T, al fine di rendere il sistema immunitario capace di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali. Nello specifico, i globuli vengono prelevati dal sangue del paziente e indotti a esprimere sulla loro superficie il recettore CAR, non esistente in natura, per permettere loro – una volta reintrodotti nel soggetto – di individuare le cellule maligne. Gli esperti hanno appurato che tali linfociti sono ancora in circolo e attivi nei due pazienti sottopostisi alla terapia dieci anni fa, e che di conseguenza, con questo tipo di cellule è possibile ottenere lunghe remissioni, senza la necessità di ricorrere a ulteriori interventi, come il trapianto delle cellule staminali.

La leucemia linfatica cronica, di cui si diagnosticano più o meno 3mila nuovi casi annui in Italia, è un tumore del sangue considerato inguaribile ma che oggi è possibile tenere sotto controllo. Quando però la malattia avanza, si rendono necessari trattamenti che, seppur generalmente efficaci, in una piccola percentuale di malati non sempre riescono ad arrestarne la progressione. Per tale motivo la scoperta fatta sulla terapia CAR-T è molto importante. Questa, se nel 2010 era in sperimentazione, oggi può essere indicata come terapia specifica per il trattamento di alcuni tumori ematologici, quali diversi tipi di linfomi, leucemie e il mieloma multiplo.

[di Eugenia Greco]

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1 commento

  1. Questa terapia, nel 2010, fece sognare (studiavo in università) per le ottime mire che poteva portare ed i risvolti futuri sui pazienti, che sarebbero stati sfortunatamente colpiti, ma che si sarebbero potuti curare e guarire. All’epoca parlare di ingegneria genetica per modellare determinate cellule, era spaventoso ma allo stesso tempo entusiasmante. Ognuno di noi studenti fantasticava sulle molteplici possibilità che la biologia molecolare e la genetica, al servizio della medicina, poteva dare, ovvero una nuovissima frontiera tutta da scoprire, ma che allo stesso tempo, poteva rivelarsi un arma a doppio taglio, se, nella mani sbagliate. Ora sappiamo che dopo 12 anni, quegli intenti sono stati utili nel servire il popolo, nello specifico, dare sollievo e speranza, al malato…. Sono molto contento di ciò… spero si possa scoprire ancora molto, ma deve essere messo a disposizione di tutti

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