mercoledì 7 Dicembre 2022

PeWEC: l’innovativo progetto italiano per ricavare energia dal mare

L’Italia è sulla buona strada per arrivare a produrre elettricità dalle onde del mare, grazie a un sistema innovativo e a basso costo che si candida per dare energia alle tante piccole isole del Belpaese, dove la fornitura elettrica è garantita da costose e inquinanti centrali a gasolio. L’iniziativa viene portata avanti dall’ENEA e dal Politecnico di Torino che hanno dato vita al progetto Pendulum Wave Energy Converter (PeWEC), un vero e proprio convertitore di onde marine.

L’innovativo strumento è stato testato per la prima volta a Roma nel 2016, oggi viene presentata la versione avanzata del sistema. L’apparecchio è composto da uno scafo galleggiante di forma semicircolare – da posizionare in mare aperto ormeggiandolo sul fondale -, e da un pendolo collegato all’albero di un generatore elettrico. L’oscillazione del pendolo, grazie allo sfruttamento delle onde di piccola altezza e alta frequenza, permetterebbe di produrre elettricità. PeWEC è stato sottoposto a diversi test, tra cui quello atto a verificare la sua prestazione in caso di situazioni critiche, come le tempeste. Un prototipo in scala 1:25 è stato testato presso la Vasca Navale dell’Università Federico II di Napoli, generando artificialmente onde alte ed estreme, e ha dimostrato un’ottima capacità di tenuta e di produzione elettrica. 

Altra caratteristica molto importante di questa tecnologia è la sua economicità. I ricercatori, infatti, non solo hanno sviluppato avanzati codici numerici in previsione della riproducibilità del dispositivo, ma continuano a sperimentare la riduzione dei costi con l’adozione di materiali economici e l’integrazione di pannelli fotovoltaici, anche al fine di rendere il dispositivo competitivo rispetto alle altre tecnologie rinnovabili più mature. Si stima che una decina di PeWEC potrebbe produrre energia elettrica per un paese di 3mila abilitanti. Un dato rilevante, se si considera che in Italia si contano più di 50 isole minori con una popolazione media di circa 2.500 abitanti, un consumo medio pro-capite di 6kWh/g e un costo dell’energia molto elevato. 

L’utilizzo dei “convertitori di onde” nel Mediterraneo, contribuirebbe notevolmente a contrastare l’inquinamento e i fenomeni di erosione, attraverso la riduzione della forza d’impatto delle onde che si infrangono sulla costa. Senza tralasciare il fatto che PeWEC può essere utilizzato non soltanto nella fornitura di energia elettrica per usi domestici o civili, ma anche in campo industriale (ad esempio nell’acquacoltura). Ora ENEA e Politecnico di Torino stanno lavorando alla realizzazione del progetto preliminare del PeWEC in scala 1:1 da installare lungo le coste “più movimentate” del Mediterraneo, come ad esempio quella occidentale della Sardegna e il Canale di Sicilia. Il dispositivo da 525kW sarà lungo 15 metri, largo 23 e alto 7,5, per un peso di oltre 1.000 tonnellate.

[di Eugenia Greco]

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