venerdì 12 Agosto 2022

Gas e nucleare nella tassonomia verde Ue, la strada è segnata

Come previsto, l’Unione europea è prossima a riconoscere il gas naturale e l’energia nucleare come fonti ‘pulite’ finanziabili in quanto utili alla transizione. Dopo varie indiscrezioni, la conferma verrebbe da una bozza circolata in Commissione Ue. Come ha segnalato Bloomberg, il testo prevede infatti l’inserimento delle due fonti energetiche nella tassonomia ‘verde’ dell’Ue a certe condizioni. Tuttavia, se confermata, sarà applicabile anche a strutture che potranno iniziare a essere costruite nel 2045. Come nel caso dei progetti nucleari ammissibili agli investimenti privati, purché prevedano piani per la gestione delle scorie radioattive e la disattivazione. Saranno accolti anche i progetti di gas con autorizzazioni rilasciate fino al 2030, a condizione che emettano meno di 270 g CO₂e/kWh. Immediata e dura l’opposizione di chi da subito si è detto contrario alla misura ma, nei fatti, la strada appare già segnata. Tra le principali reazioni di dissenso, a livello politico, degne di nota le severe accuse di greenwashing da parte del Ministro dell’economia tedesco e leader dei Verdi, Robert Habeck. Ciononostante, il governo Scholz non chiederà modifiche sostanziali alla bozza di Bruxelles e si asterrà nell’imminente voto al Consiglio sulla classificazione europea delle fonti sostenibili.

Nel complesso, sulla questione – rende noto il The Guardian – l’europarlamento resta diviso, anche se non esattamente a metà. Il fronte del No, alla luce della ritirata della Germania, può contare solo su Austria, Spagna e Lussemburgo. L’Italia, invece, resta in una sorta di posizione di silenzio assenso, sebbene la recente politica ambientale di Roberto Cingolani lasci intendere una propensione all’accogliere la bozza così com’è. Concretamente, allo stato attuale – come ha annunciato la ministra federale austriaca per il Clima, l’ambiente e l’energia, Leonore Gewessler – solo l’Austria appare determinata a fare ricorso. Vien da sé che, ormai, la decisione, salvo particolari colpi di scena, è quantomeno ad un passo dall’essere presa: il gas fossile sarà riconosciuto dall’Ue come fonte energetica di transizione e l’atomo come energia ‘verde’.

Il tutto poi senza un confronto aperto e senza la partecipazione attiva al processo decisionale di tutti i soggetti interessati. «Dopo la diffusione, in via riservata, del piano che classificherebbe gli investimenti su gas e nucleare come “sostenibili”, «la Commissione Ue – ha denunciato il Wwf European Policy Officenon terrà una consultazione pubblica sul tema, nonostante lo abbia fatto tre volte per il capitolo che riguardava le energie rinnovabili». Senza mezzi termini, poi, il parere della direttrice dell’Eu programme di Greenpeace, Magda Stoczkiewicz, secondo la quale la nuova tassonomia della Commissione diverrebbe una licenza per il greenwashing. «Le aziende inquinanti – ha dichiarato – saranno liete di avere il sigillo di approvazione dell’Ue per attirare denaro e continuare a distruggere il pianeta bruciando gas fossili e producendo rifiuti radioattivi. La promozione di queste forme di energia tossiche e costose per i decenni a venire rappresenta una minaccia reale per la transizione energetica dell’Europa. La Commissione ha dimostrato uno scioccante disprezzo per la crisi climatica, la natura e i cittadini europei».

[di Simone Valeri]

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