lunedì 3 Ottobre 2022

Petrolio in mare, in California le compagnie fossili finiscono sotto inchiesta

Amplify Energy Corp (AMPY.N), compagnia petrolifera texana “famosa” per un recente disastro ecologico (la fuoriuscita di petrolio nella Contea di Orange, avvenuta il 1 ottobre 2021), è ora sotto accusa. La Amplify Enrgy Corp – e le sue sussidiarie Beta Operating Co LLC e San Pedro Bay Pipeline Co – avrebbero scaricato illegalmente petrolio, ignorando più volte il sistema di allarme dell’oleodotto, come riportato da Reuters. In questo modo, lo scorrimento di petrolio sarebbe andato avanti “indisturbato”, visto che l’oleodotto è rimasto danneggiato per diverse ore. Tempo sufficiente per fare depositare petrolio greggio sulle spiagge della California meridionale e fare chiudere quasi immediatamente la State Beach ma anche la famosa Huntington Beach. Le successive indagini hanno mostrato il preoccupante diffondersi di una chiazza nera in un’area di 34 chilometri quadrati; non ci è voluto molto purché si parlasse di catastrofe ambientale, con la quasi immediata morte di pesci, uccelli impantanati nel petrolio e zone umide contaminate.

Come informa Reuters, è stata la Gran Jury, (una particolare giuria chiamata per determinare se si abbiano sufficienti prove per iniziare un processo) a muoversi per indagare sulla società, dalla giuria accusata di non essere intervenuta nel momento in cui otto allarmi (per un lasso di tempo di 13 ore e più) si sono attivati. Inoltre, l’oleodotto – dopo i primi cinque allarmi – sarebbe stato chiuso e riavviato tutte e cinque le volte.  Amplify, in sua difesa, ha invece precisato di avere effettivamente indagato sull’oleodotto. Il problema, a loro dire, sarebbe relativo a una “disattenzione” da parte dell’equipaggio, non cosciente del malfunzionamento del sistema di rilevamento delle perdite. In una nota viene specificato come il sistema di rilevamento stesse “segnalando erroneamente una potenziale perdita sulla piattaforma in cui nessuna perdita poteva essere rilevata dal personale della piattaforma e dove non si stava effettivamente verificando alcuna perdita”.

Rimane comunque un’indagine aperta e che interessa particolarmente il Dipartimento di Giustizia, vista la gravità del fatto: si stima che circa 25.000 galloni di petrolio greggio (quasi 95 mila litri) siano stati scaricati da un punto a circa 75 km a ovest di Huntington Beach, da una crepa nell’oleodotto di 40 cm, come sottolinea l’accusa. Tra l’altro, un rapporto dell’Associated Press ha già dimostrato la negligenza delle società sotto accusa, visto che a loro dire non è partita alcuna indagine per fin troppe ore. Il primo allarme di rottura del gasdotto è suonato alle 16:10 del 1 ottobre, ma la perdita è stata notata solo la mattina successiva, nonostante le segnalazioni dei cittadini a terra, i quali hanno allarmato i servizi di emergenza visto il palese odore di greggio, mentre una nave da carico ancorata  denunciava una strana lucentezza sull’acqua prima del tramonto.

[di Francesca Naima]

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Correlati

Grazie per aver già letto

10 dei nostri articoli questo mese.

Chiudendo questo pop up potrai continuare la lettura.
Sappi però che abbiamo bisogno di te,
per continuare a fare un giornalismo libero e imparziale.

Clicca qui e  scopri i nostri piani di abbonamento e supporta
Un’informazione – finalmente – senza padroni.

ABBONATI / SOSTIENI