martedì 16 Agosto 2022

No, l’Unione Europea non ha vietato i tatuaggi a colori

Da ieri è circolata la notizia, ripresa da più media, di una prossima “fine” dei tatuaggi a colori. Si parlava dell’indignazione dei tattoo artist per la nuova scelta dell’Unione Europea, reputata assai restrittiva e ingiusta. Ciò che è inizialmente emerso, facendo il giro del web e dei quotidiani, è stato il completo addio al colore utilizzato per i tatuaggi, ufficialmente in vigore dal 4 gennaio 2022. Solo il bianco e il nero si sarebbero salvati, vista l’assenza in essi dell’isopropanolo, citavano quotidiani anche molto seguiti quali il Corriere, seguito da Fanpage ma anche dal sito di Sky Tg24. Si citava addirittura il punto 75, allegato 12, del regolamento ufficiale dell’Unione Europea che si occupa di proteggere e migliorare la salute (il cosiddetto REACH). Nemmeno ventiquattrore dopo, anche le testate che in primis hanno informato in maniera erronea i lettori, si sono affrettate per correggere i contenuti dei propri articoli, coscienti di avere dato una notizia errata e piena di fraintendimenti. Nessuna delle testate sopraelencate ha però provvisto a pubblicare una rettifica, come previsto dalla deontologia.

Cosa cambia, allora, dal 4 gennaio 2022? Ci saranno limitazioni nell’uso di oltre 4 000 sostanze chimiche pericolose negli inchiostri per tatuaggi e nel trucco permanente. Verranno dunque introdotti dei “Limiti massimi di concentrazione per singole sostanze o gruppi di sostanze chimiche” quali “Particolari sostanze coloranti azoiche, ammine aromatiche cancerogene, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli e metanolo”. Se le nuove norme stabilite dalla Commissione europea e dagli Stati membri dell’UE entreranno in vigore nei paesi UE/SEE dalla data sopracitata, per il caso particolare dei Pigment Blue 15:3 e Pigment Green 7, è previsto un periodo di transizione di 24 mesi, a partire dal 4 gennaio 2023.

Questo è quel che emerge andando direttamente a verificare sul sito ufficiale dell’ECHA (European Chemical Agency) sotto la voce “Inchiostri per tatuaggi e trucchi permanenti“. Nella sezione “Cosa ha fatto l’UE per proteggere i propri cittadini?” viene specificato come le suddette nuove norme non prevedano alcun divieto nell’uso degli inchiostri colorati per i tatuaggi, ma stabiliscano l’entrata in vigore di regole e restrizioni nate dagli ultimi studi e verifiche. Ciò che viene dichiarato è che, vista e considerata la miscela di varie sostanze chimiche contenuta negli inchiostri per tatuaggi e nel trucco permanente, è necessario porre una maggiore attenzione. Tali sostanze infatti non si “fermano” alla cute ma possono entrare nell’organismo; se dunque sono presenti sostanze chimiche nocive, sia con il tatuaggio che con la rimozione dello stesso, esse possono diffondersi nell’organismo, causando potenziali danni alla salute, tanto nell’immediato quanto a lungo termine.

Ecco allora come dal 2015 abbiano preso il via indagini e ulteriori esami per delle sostanze chimiche potenzialmente pericolose ma utilizzate negli inchiostri per tatuaggi e nel trucco permanente. Uno studio approfondito specialmente per le “Sostanze chimiche cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione (CMR); sensibilizzanti, irritanti e corrosive per la pelle; corrosive per gli occhi o che provocano lesioni oculari; metalli e altre sostanze incluse nella risoluzione del Consiglio d’Europa sui requisiti e criteri per la sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente”. Nel 2017 è stata mossa la proposta di restrizione, poi sottoposta alla valutazione del comitato per la valutazione dei rischi (RAC) e del comitato per l’analisi socioeconomica (SEAC). Nel 2019, si è arrivati a un parere consolidato del SEAC, poi trasmesso alla Commissione europea. Il risultato degli svariati esami e delle consultazioni è che non possono esserci alternative più sicure e tecnicamente adeguate per due soli coloranti: il Pigment Blue 15:3 e il Pigment Green 7. Ecco spiegato il suggerimento del periodo di transizione di 12 mesi, cosicché possa esserci il tempo necessario per adeguarli.

Il processo burocratico di sostegno delle nuove restrizioni ha preso il via ufficiale nel 2020, quando queste hanno ottenuto il sostegno degli Stati membri dell’UE e sono poi state adottate dalla Commissione europea. Quella che entrerà ufficialmente in vigore dall’anno prossimo, è la prima vera legislazione specifica a livello europeo di questo tipo, nonostante ci fossero legislazioni similari negli Stati membri. L’obiettivo è quello di ridurre sensibilmente “Reazioni allergiche croniche e altre reazioni cutanee di tipo infiammatorio dovute a inchiostri per tatuaggi e trucco permanente”. Si prevede anche la diminuzione di conseguenze ben più gravi, “Tumori o danni al DNA o al sistema riproduttivo potenzialmente causati dalle sostanze chimiche usate negli inchiostri”.

[di Francesca Naima].

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