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venerdì 24 Settembre 2021

Un teschio scoperto in Cina suggerisce l’esistenza di un’antica specie umana sconosciuta

Si chiama “Uomo Drago” e potrebbe essere l’antenato più prossimo dell’uomo mai scoperto prima. Le ricerche sono in corso e stanno analizzando un teschio scoperto in Cina quasi un secolo fa, il quale potrebbe appartenere a una specie imparentata con l’homo sapiens, ma rimasta sconosciuta fino ad oggi. Una scoperta che potrebbe rimettere in discussione la storia evolutiva dell’Homo Sapiens.

Il fossile è stato trovato per caso, nel 1933, da un operaio che stava lavorando nel cantiere di un ponte vicino alla città di Harbin. Nonostante l’uomo avesse capito subito si trattasse di qualcosa di scientificamente rilevante, non ha chiamato le autorità giapponesi che all’epoca occupavano la Cina nord-orientale, ma lo ha nascosto in un pozzo, mantenendo il segreto per decenni. Solo prima di morire, nel 2018, l’operaio ha raccontato del teschio ritrovato anni e anni fa ai propri familiari, indicando loro dove trovarlo. Una volta recuperato, la famiglia ha donato il fossile ad un’università di Shijiazhuang, nella provincia dell’Hebei, dando la possibilità ai ricercatori di iniziare le analisi per la ricostruzione della sua storia.

Secondo quanto emerso, il teschio era di un uomo adulto con un cervello molto grande, arcate sopracciliari marcate e occhi incavati, appartenente ad una specie sconosciuta di ominidi vissuta tra i 146mila e i 309mila anni fa, un periodo in cui coesistevano altri nostri antenati, come l’Homo erectus, l’Homo naledi nel Sudafrica o l’Homo floresiensis in Indonesia. Allo stesso periodo risalgono anche i fossili più antichi finora ritrovati di Homo sapiens. L’Homo longi (Uomo Drago) – soprannominato così in ricordo del luogo del ritrovamento nei pressi del “Fiume del drago nero” (Amur) -, sarebbe stato alto e con caratteristiche facciali simili a quelle della nostra specie. Secondo i ricercatori, sarebbe lui e non il Neanderthal – nel periodo di convivenza con l’Homo sapiens ci furono diversi incroci, tanto che parte del materiale genetico degli umani moderni risale proprio all’Homo neanderthalensis – a essere la specie più vicina alla nostra prima della loro estinzione. Il dibattito è aperto.

[di Eugenia Greco]

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