giovedì 18 Agosto 2022

I bambini che indossano le mascherine inalano troppa anidride carbonica [ricerca ritirata]

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: Lo studio sul quale si basava l’articolo è stato ritirato successivamente alla pubblicazione della notizia su L’Indipendete. Il ritiro è avvenuto in data 16 luglio 2021 in quanto “Dopo la pubblicazione, sono state sollevate numerose questioni scientifiche […] gli autori non hanno fornito prove sufficientemente convincenti per risolvere questi problemi, come determinato dalla valutazione editoriale e da un’ulteriore revisione scientifica. Date le preoccupazioni fondamentali sulla metodologia di studio, l’incertezza sulla validità dei risultati e delle conclusioni e le potenziali implicazioni per la salute pubblica, gli editori hanno ritirato questa lettera di ricerca”. Pertanto il contenuto della ricerca da noi riassunto in seguito va considerato privo di valore scientifico confermato.


Da uno studio recentemente pubblicato da JAMA Pediatrics, una rivista medica peer-reviewed che si occupa di pediatria, si apprende che l’utilizzo delle mascherine nei confronti dei bambini generi effetti negativi sulla loro salute. Dalla ricerca infatti è emerso che, indossando le mascherine, aumenti la quantità di anidride carbonica inspirata e che essa raggiunga livelli superiori ai limiti indicati.

Nello specifico lo studio, effettuato da ricercatori tedeschi, è stato condotto nei confronti di 45 bambini di età compresa tra 6 e 17 anni ed ha avuto ad oggetto due tipi di mascherine che hanno prodotto risultati simili. A tal proposito, all’interno di un ambiente controllato sono state misurate medie tra 13.120 e 13.910 ppm (parti per milione) di anidride carbonica nell’aria inalata tramite mascherine chirurgiche e filtranti FFP2: si tratta di livelli 6 volte maggiori rispetto a «quanto già ritenuto inaccettabile dall’Ufficio federale dell’ambiente tedesco». Secondo quest’ultimo, infatti, un contenuto normale di anidride carbonica all’aperto è di circa  400 ppm, mentre 2000 ppm costituiscono il limite al chiuso, e tutto ciò che va oltre questo livello è considerato inaccettabile.

Detto ciò, anche il bambino a cui è stato rilevato il livello di anidride carbonica più basso ha comunque superato di 3 volte il limite massimo indicato per i luoghi al chiuso. Inoltre, dallo studio è emerso che gli individui più piccoli avevano i valori più alti, ed in tal senso ad un bambino di 7 anni è stata rilevata una concentrazione di anidride carbonica di 25.000 ppm. In più, ciò che maggiormente preoccupa è il fatto che tali livelli di anidride carbonica siano stati registrati dopo 3 minuti di misurazione. I bambini, però, nelle scuole «indossano tali mascherine per una media di 270 minuti».

Infine, i ricercatori aggiungono anche che «la maggior parte delle lamentele riportate dai bambini può essere intesa come conseguenza di elevati livelli di anidride carbonica nell’aria inalata». Inoltre, ricordano che anche un altro studio è arrivato alla conclusione che ci siano ampie prove circa gli effetti negativi dell’uso di tali mascherine. Dunque, alla luce di ciò gli studiosi suggeriscono ai “decisori” di prendere in considerazione «le prove concrete prodotte da queste misurazioni sperimentali», le quali «suggeriscono che i bambini non dovrebbero essere costretti ad indossare le mascherine». E a tal proposito sottolineano che la decisione presa da parte di molti governi, ossia quella di renderle obbligatorie nelle scuole, si fondi su basi deboli.

[di Raffaele De Luca]

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