venerdì 9 Dicembre 2022

Tenere le scuole aperte non influisce sulla curva pandemica, lo dimostra una ricerca

L’apertura delle scuole non influisce sulla diffusione dei contagi. È quanto emerge da uno studio, condotto da un gruppo di medici, epidemiologi, biologi e statistici, che ha analizzato i dati di ben 7,3 milioni di studenti e 770 mila insegnati, coprendo il 97% delle scuole italiane. La ricerca, pubblicata ieri dal Corriere della Sera, si è basata sui dati del ministero dell’Istruzione, di aziende sanitarie e Protezione civile ed ha dimostrato che non vi è nessun nesso di causalità tra l’aumento dei contagi e le lezioni in presenza. Tra i firmatari dello studio c’è Sara Gandini, epidemiologa e biostatistica dello Ieo (Istituto Europeo di Oncologia) di Milano, la quale ha spiegato come la diffusione del contagio, avutasi tra ottobre e novembre, non sia stata una conseguenza dell’apertura delle scuole e la Dad non abbia influito sugli indici Kd e Rt. “Ad esempio a Roma le scuole aprono 10 giorni prima di Napoli ma la curva si innalza 12 giorni dopo Napoli, e così per moltissime altre città”, ha dichiarato l’esperta. Inoltre, solo l’1% degli studenti è risultato positivo al tampone e, in più, l’epidemiologa ha affermato che “i giovani contagiano il 50% in meno rispetto agli adulti” e che “questo si conferma anche con la variante inglese”. Per tutti questi motivi i ragazzi non possono essere etichettati come “responsabili o motore della curva”, ha aggiunto.

Fino ad oggi, però, in Italia le classi sono rimaste chiuse molto più a lungo rispetto agli altri Paesi europei e, mediamente, quest’anno gli alunni delle superiori sono andati a scuola solo per 30 giorni in tutto. Ma, come sottolineato dall’esperta, la didattica dovrebbe svolgersi in presenza per limitare i danni irreversibili sul benessere psicofisico dei ragazzi e delle loro famiglie.

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Correlati

Grazie per aver già letto

10 dei nostri articoli questo mese.

Chiudendo questo pop up potrai continuare la lettura.
Sappi però che abbiamo bisogno di te,
per continuare a fare un giornalismo libero e imparziale.

Clicca qui e  scopri i nostri piani di abbonamento e supporta
Un’informazione – finalmente – senza padroni.

ABBONATI / SOSTIENI