fbpx
giovedì 21 Ottobre 2021

Secondo una ricerca le alghe possono abbattere le emissioni degli allevamenti bovini

Le alghe possono abbattere il metano rilasciato dai bovini. Lo dimostra una ricerca effettuata dall’Università della California, la quale ha notato come i classici mangimi – quali paglia, fieno, legumi e cerali – stimolino la formazione di gas intestinali negli animali a causa dell’effetto di fermentazione. Nel mondo vivono all’incirca un miliardo e mezzo di bovini i quali producono dai 200 ai 500 litri di metano, un gas serra molto più potente della CO2, anche se viene immesso nell’atmosfera in misura minore.

Con l’introduzione delle alghe nel mangime le emissioni potrebbero essere ridotte fino all’82%. Per questo motivo, i ricercatori hanno deciso di provare a modificare la dieta di 21 bovini con l’introduzione di 80 grammi di alghe nel foraggio, per un periodo di cinque mesi. Hanno quindi monitorato le variazioni di peso e le emissioni di metano degli animali, appurando come questi abbiano guadagnato tanto peso quanto i bovini esclusi dallo studio. Inoltre, dopo aver effettuato un test di valutazione del gusto, i ricercatori non hanno rilevato differenze nel sapore della carne o del latte derivati dagli animali. L’unico problema è che non tutte le alghe garantiscono lo stesso effetto nei bovini. Quella più efficace è l’Asparagopsis taxiformis, la quale purtroppo non è presente in grandi quantità. Per questa ragione, il team di scienziati si è messo alla ricerca di un modo per coltivarla e aumentarne la produzione.

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiano né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di “The Week” prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Correlati