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Variante virus GB: primo caso in Puglia

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Pier Luigi Lopalco, assessore alla Sanità pugliese, ha comunicato che nella regione è stato individuato il primo caso Covid con variante inglese. Il soggetto era rientrato a Bari lo scorso 19 dicembre da Londra. In Puglia stanno collaborando all’isolamento del caso i servizi territoriali insieme al laboratorio del Policlinico di Bari, centro di riferimento regionale e l’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata.

Brexit: raggiunto compromesso per accordo commerciale con l’Ue

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L’Unione Europea e il Regno Unito hanno trovato un compromesso sull’accordo commerciale che entrerà in vigore l’1 gennaio 2021, quando il Regno Unito completerà l’uscita dall’Unione Europea. L’accordo finalizzato garantirà alle due parti la possibilità di continuare a scambiare merci senza l’imposizione di dazi, e permetterà di proseguire la cooperazione su questioni di polizia e sicurezza. Il testo dell’accordo dovrà essere revisionato dai 27 governi dell’Unione Europea che, entro la fine dell’anno dovranno riunirsi in sede di Consiglio dell’Unione Europea e approvare il documento. Entrerà in vigore in via provvisoria finché non sarà discusso dal Parlamento Europeo entro la prima metà di gennaio del 2021.

 

 

Usa vs Iran: nuove minacce di guerra dopo attacco contro ambasciata americana in Iraq

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Domenica sera una pioggia di razzi sono atterrati nel complesso della Zona Verde di Baghdad, prendendo di mira l’ambasciata degli Stati Uniti. Tre missili sono finiti nei pressi del compound causando danni di lieve entità. Alcune testimonianze affermano che in un altro edificio è tornato in funzione il sistema antiaereo di cui è dotata l’ambasciata, il C-Ram. Sotto accusa, gruppi sciiti sostenuti dall’Iran e attivi in Iraq: il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha accusato esplicitamente “le milizie sostenute dall’Iran”.

Mercoledì, i principali funzionari della sicurezza nazionale degli Stati Uniti hanno concordato una serie di opzioni da presentare al presidente Donald Trump volte a scoraggiare qualsiasi attacco al personale militare o diplomatico statunitense in Iraq. “Qualche sano amichevole consiglio all’Iran: se un americano dovesse essere ucciso, riterrò l’Iran responsabile. Pensateci”. I tweet di Trump arrivano a pochi giorni da quando sarà passato un anno dall’uccisione, il 3 gennaio scorso, del generale iraniano Qassem Soleimani in un attacco aereo americano in Iraq. E dopo le tensioni innescate dall’uccisione in Iran lo scorso novembre dello scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh.

A ottobre, una serie di gruppi di milizie aveva annunciato di aver sospeso gli attacchi missilistici contro le forze statunitensi. Un attacco missilistico contro l’ambasciata degli Stati Uniti il ​​18 novembre è stato un chiaro segno che le milizie non avrebbero rispettato l’accordo. Ora, gli Stati Uniti, stanno valutando la possibilità di chiudere l’ambasciata a Baghdad.

Dpcm illegittimi? Lo sostiene un’ordinanza della VI sezione del Tribunale di Roma

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Un giudice ha dichiarato l’illegittimità dei Dpcm di Conte e del suo governo. È accaduto nel Tribunale di Roma, Sezione 6° Civile, nell’ordinanza n. 45986/2020 R.G. del 16 dicembre 2020, per un contenzioso civile, in cui è finito un esercizio commerciale da sfrattare per morosità (causa mancato pagamento canoni vista la chiusura per Covid). Il giudice, entrato appieno nella questione, volta a risolvere la controversia, ha enunciato la sentenza. Interrogando la legge, infatti, ha sottolineato come “i Dpcm sono in realtà atti viziati da molteplici profili di illegittimità e, come tali, caducabili. Punto quindi indiscusso è che le libertà fondamentali degli individui siano state compresse attraverso un Dpcm”.

Dal punto di vista giurisprudenziale, questi ultimi, non producono effetti reali e concreti, poiché di natura amministrativa e non normativa. Tuttavia nei fatti, comprimono i diritti costituzionali e producono effetti reali sulle persone e le loro attività, per l’azione di controllo delle Forze dell’ordine. Insomma, il giudice romano sostiene che “i Dpcm hanno imposto la compressione dei diritti fondamentali degli Italiani in palese violazione della Carta Costituzionale”. 

Precisazione: il parere espresso dal Tribunale non ha alcuna conseguenza immediata. In Italia, infatti, l’organo competente a dichiarare una legge incostituzionale è la Corte Costituzionale. Titolare, come alcuni giornali hanno fatto, che il Tribunale di Roma ha sancito che i Dpcm sono illegittimi è  inesatto.

In Etiopia sono state uccise più di 100 persone per motivi etnici

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Nel villaggio di Bekoji – nella regione occidentale di Benishangul-Gumuz in Etiopia – sono state uccise più di 100 persone. Lo ha riportato mercoledì la Commissione per i diritti umani dell’Etiopia. L’attacco sembra essere stato compiuto per motivi etnici. La regione di Benishangul-Gumuz ospita infatti diversi gruppi etnici, spesso in conflitto tra loro. Per ora nessuno ha rivendicato l’attacco. Oggi il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha detto di aver dispiegato delle forze nella regione. Nella zona colpita, la maggior parte della popolazione appartiene al gruppo etnico Gumuz. Negli ultimi anni, agricoltori e uomini d’affari della vicina regione degli Amhara hanno iniziato a trasferirsi nell’area, sostenendo che parte della terra appartenga a loro di diritto e spingendo i Gumuz a lamentarsi della sottrazione di terre fertili.

L’attacco è avvenuto il giorno dopo che il primo ministro aveva visitato la regione per sollecitare la calma, in seguito ai diversi attacchi avvenuti negli ultimi mesi. L’ultimo risaliva al 14 novembre, quando uomini armati avevano preso di mira un autobus e ucciso 34 persone. Le divisioni etniche rimangono un grave problema per l’Etiopia. Ad esempio, il conflitto nella regione settentrionale del Tigré aveva alla base questioni etniche. L’Etiopia sta anche combattendo un’insurrezione nella regione di Oromia, e si trova ad affrontare minacce alla sicurezza di lunga data lungo il confine orientale da parte dei militanti islamisti somali.

 

Peggio di aerei e traghetti messi insieme: la moda è insostenibile per il clima

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Alla produzione mondiale di abbigliamento si devono 1,2 miliardi di tonnellate di gas serra all’anno; peggio dei voli internazionali e del trasporto marittimo insieme. Lo sostiene la Ellen MacArthur, la decima più grande fondazione privata degli Stati Uniti d’America. Basti pensare che ogni secondo un camion carico di vestiti viene bruciato o portato in discarica.

Di fronte a queste evidenze anche le istituzioni sono scese in campo. L’Europa, ad esempio, ha stabilito che ogni Stato membro dovrà istituire la raccolta differenziata dei rifiuti tessili dal 1° gennaio 2025. L’Italia ne ha anticipato la data al 1° gennaio 2022.

Ad oggi, nella penisola, la raccolta dei rifiuti tessili genera circa 150.000 tonnellate di CO2 all’anno, quasi il 20% in più rispetto al 2014. Inoltre, muove un giro d’affari attorno ai 200 milioni di euro. I cassonetti di raccolta sono vuotati da cooperative, che, dopo un primo controllo portano gli indumenti negli impianti di trattamento per la selezione. Qui prima di tutto si scelgono quelli riusabili (il 70% del totale), poi vengono igienizzati e separati per qualità e tipologie. Questi abiti vengono poi venduti in Italia e all’estero, soprattutto Tunisia ed Est europeo ma anche Ghana e Niger. Quello che non viene riutilizzato viene riciclato per fare stracci e strofinacci usati nelle fabbriche o per produrre nuovo tessuto. Alla fine della selezione resta una parte marginale (inferiore al 5%) che finisce in discarica o viene incenerita.

Trump ha concesso la grazia ad altre 26 persone

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Il presidente americano Donald Trump ha concesso la grazia ad altre 26 persone, suoi alleati politici. Lo ha reso noto la Casa Bianca, aggiungendo che ad altre 3 è stata commutata la pena. Tra i vari nomi Paul Manafort, responsabile della sua campagna elettorale del 2016, Roger Stobe, consigliere e amico di vecchia data, e Charles Kushner, padre del proprio genero Jared.

Chico Forti tornerà in Italia

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Enrico “Chico” Forti tornerà in Italia. Lo annuncia su Facebook il ministro degli Esteri Di Maio, che parla di un lungo e paziente lavoro diplomatico cui ha preso parte anche il Segretario di Stato Mike Pompeo.
Chico Forti, ex produttore televisivo, è detenuto da più di 20 anni in un carcere di massima sicurezza a Miami. Il 15 giugno 2000 è stato condannato all’ergastolo per omicidio premeditato, crimine di cui si è sempre professato innocente.

Sudan: ONU non rinnoverà la missione di pace in Darfur

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Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha deciso di porre fine alla missione di pace dell’organizzazione internazionale e dell’Unione africana (Unamid) nella regione sudanese, mancando di rinnovare il mandato che terminerà in Darfur il prossimo 31 dicembre. La risoluzione è stata adottata contestualmente alla decisione del Consiglio di delegare al governo di transizione del Sudan il compito di mantenere la pace e la sicurezza nel Darfur.

Il Darfur è stato teatro di un lungo conflitto iniziato nel 2003, in cui 300 mila persone hanno perso la vita.

Come le particelle di origine biologica influenzano il clima, lo studio in Nepal

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Grandi quantità di particelle originate da processi biologici influenzano il clima agendo come nuclei di condensazione delle nuvole. Lo ha dimostrato uno studio condotto dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) di Bologna. I ricercatori hanno condotto osservazioni continue per un decennio presso il Nepal Climate Observatory at Pyramid (in foto), a 5.079 m di quota. Qui è possibile, infatti, studiare la formazione del particolato lontano dalle sorgenti antropiche e capire le ripercussioni che questo ha sul clima. Nella valle himalayana – spiegano gli autori –  i gas precursori di particelle sono composti organici emessi dalla vegetazione a quote più basse. Questi, grazie a dei processi fotochimici, vengono convertiti in composti a volatilità molto bassa che mutano in nuove particelle, poi trasportate nella troposfera libera.

Finora le stime sulla composizione atmosferica del periodo preindustriale hanno sempre dovuto fare i conti con la presenza di inquinanti antropici. In questo caso, invece, il processo osservato è probabilmente immutato dal periodo preindustriale ad oggi e può rappresentare una delle principali fonti che hanno contribuito all’aerosol in alta atmosfera da sempre. “Queste osservazioni – concludono i ricercatori – sono quindi importanti per stimare meglio la concentrazione di base nel periodo preindustriale per gli aerosol in tutta la regione. L’inclusione di tali processi in modelli climatici può migliorare la comprensione del cambiamento delle condizioni atmosferiche e la previsione del clima futuro”.