Home Blog Pagina 1892

Le attività umane portano gli animali a una estinzione mille volte più veloce del normale

0

Le attività umane stanno portando gli animali a un’estinzione mille volte più veloce di quanto considerato normale. Una pubblicazione nel Proceedings of the National Academy of Science adotta una nuova prospettiva sul fenomeno di impoverimento del pianeta, sottolineando come l’estinzione dei mammiferi terrestri comprometta la biodiversità filogenetica e funzionale, oltre che la loro mera riduzione numerica. Due dimensioni spesso trascurate in relazione alla ricchezza della specie, come afferma Jedediah Brodie, primo autore dello studio: le conseguenze dell’estinzione di una specie sono infatti imprevedibili perché diverse sono le ripercussioni sull’intero ecosistema. Immaginiamo una ventina di animali da pascolo di cui solo due si nutrono di semi: se è un paio qualsiasi ad estinguersi, l’impatto sarà mitigato dalla presenza delle altre 18 specie; scenario opposto se scompaiono le ultime due, poiché la diversità funzionale risulterebbe gravemente compromessa. Brodie sottolinea come il declino della biodiversità filogenetica sia proporzionale all’incremento dell’attività umana: caccia e bracconaggio l’avviliscono con più violenza di quanto non farebbe un’estinzione casuale.

Descrivendo i livelli della biodiversità funzionale e filogenetica nei singoli Paesi, la ricerca mira altresì a fornire valide linee guida per la politica nazionale da adottare: Paesi come Indonesia, Argentina e Venezuela, primi per impoverimento della biodiversità, dovrebbero ad esempio dare la priorità alla creazione di aree protette e a un migliore uso del suolo, posticipando ad secondo momento l’adozione di diverse tecniche agroalimentari.

L’Italia ha individuato 67 aree per il deposito dei rifiuti nucleari

0
{"origin":"gallery","uid":"68FCD905-57F8-418D-B81B-0E02B13B081F_1609920739548","source":"other"}

Durante la notte di ieri, per la prima volta dopo 6 anni, è stato pubblicato dalla Sogin (società di Stato responsabile dello smantellamento) l’elenco delle aree italiane che potranno ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, finalmente. Si tratta di 67 zone che soddisfano 25 criteri stabiliti 5 anni fa e riportati nella CNAPI, la carta delle aree potenzialmente idonee. Secondo programma, il deposito dovrà essere avviato entro il 2025.

Ora, con il via libera del ministero dello Sviluppo economico e quello Ambientale, è ufficialmente ripartito l’iter per la consultazione pubblica che porterà a un lungo percorso per l’individuazione dell’area in cui verrà realizzato il deposito nazionale. Quest’ultimo, inizialmente, dovrà contenere 78.000 metri cubi di rifiuti a bassa e media intensità e successivamente anche 17.000 metri cubi ad alta attività (per massimo 50 anni). Il Deposito, affiancato da un parco tecnologico, dovrà garantire l’isolamento dei rifiuti radioattivi per più di 300 anni. L’investimento previsto è di 1,5 miliardi di euro sul Comune che darà la disponibilità, ma per ora i ‘no’ si moltiplicano.

Al momento, l’Italia, paga Francia ed Inghilterra per smaltire le scorie nucleari che nel corso degli anni sono state inviate all’estero. Tuttavia, entro il 2025 ne è previsto il rientro e per allora dovrà essere completato il Deposito. L’Italia avrebbe dovuto recepire le direttive nel 2013 e notificare i piani nazionali entro il 2015 (direttiva 2011/70 Euratom).

Un’enorme vagina in cemento armato sta dividendo l’opinione pubblica brasiliana

0

Un’enorme vagina in cemento armato sullo sfondo di un brillante color scarlatto, creata scavando trenta metri quadrati sul crinale di una collina: l’ultima fatica della scultrice visiva Juliana Notari ha risvegliato l’attenzione del mondo artistico e non, ponendosi al centro di una polemica che ha spaccato in due l’opinione pubblica brasiliana. Situata all’interno di un parco d’arte naturale ai tempi appartenente ad uno zuccherificio, la vulva ricoperta di resina è stata interamente ideata e dipinta dall’artista, che ha lavorato per 11 mesi a Pernambuco, uno degli Stati più dinamici dal punto di vista culturale. La statua vuole essere una provocazione che metta “in discussione il rapporto tra natura e cultura nella nostra società occidentale fallocentrica e antropocentrica”: nel mirino quindi i temi della violenza e del genere, tematiche di grande attualità per via della frequenza con cui si ripresentano. Il dibattito ha diviso l’opinione brasiliana nella tribuna dei social tra favorevoli e contrari: al vespaio di polemiche sollevato dalla destra si contrappongono così le lodi dei fan di Notari, tra cui il fumettista trans Coutinho ed il regista Filho.

I fedelissimi del presidente Bolsonaro hanno risposto con commenti osceni e volgari all’accusa dell’artista, mettendo in evidenza un clima generale di intolleranza che non è nuovo al Brasile. Ciononostante il Paese continua a collezionare iniziative dirompenti, non per ultime alcune mostre satiriche sulla religione.

Scoperta proteina chiave per la diagnosi precoce del tumore al seno

0
[Improvision Data]..ImageName=Snapshot of DCISzstack.lsm.TimeStampMicroSeconds=3513095946263669.TimeStamp=15:59:06.263 on 28 Apr 2015.ChannelName=.ChannelNo=1.TimepointName=1.TimepointNo=1.ZPlane=1.BlackPoint=0.WhitePoint=255.WhiteColour=255,255,255.XCalibrationMicrons=1.YCalibrationMicrons=1.ZCalibrationMicrons=1.TotalChannels=1.TotalTimepoints=1.TotalZPlanes=1.Software=Volocity 6.3.0.SampleUUID=3d001e18-f893-495e-bc67-740a0d08b6e3.

Scoperta in Italia una proteina chiave per diagnosticare precocemente la forma più aggressiva di tumore al seno: il carcinoma triplo negativo. Lo studio, pubblicato sulla rivista iScience, è stato condotto dai ricercatori dell’Università Federico II in collaborazione con l’Istituto Nazionale dei Tumori (Ircs). La ricerca ha dimostrato che la proteina Prune-1 è sovra-espressa in circa il 50% delle cellule tumorali delle donne con questa patologia. E che la sua espressione sarebbe correlata alla presenza di macrofagi di tipo M2, connessi a un rischio più elevato di sviluppare metastasi. “Nei topi – spiegano i ricercatori – una piccola molecola sarebbe inoltre in grado di inibire la conversione dei macrofagi verso il fenotipo M2 e di ridurre così il processo metastatico al polmone”.

Il carcinoma mammario triplo negativo rappresenta il 20% dei tumori al seno. A causa di minori opzioni terapeutiche, la prognosi è ancora infausta. Il tasso di recidiva entro 5 anni dalla diagnosi è infatti molto elevato. Per aumentare la sopravvivenza, la prevenzione ad oggi resta la migliore arma a disposizione. Grazie ai risultati ottenuti in questo studio si cercherà di sviluppare quindi un nuovo strumento diagnostico. Lo scopo sarà comprendere quali tumori hanno maggiore probabilità di sviluppare metastasi nei polmoni o in aree più distanti in funzione dell’espressione della proteina identificata. “Occorreranno circa 1-2 anni di validazione – precisano i ricercatori – per dimostrare la sua efficacia nella diagnosi clinica”.

Bolzano, frana di sassi abbatte un albergo

0

Una frana di sassi si è abbattuta intorno alla 15 ai pendii del Monte Tondo (Bolzano), colpendo l’albergo Eberle. La struttura, parzialmente crollata, era vuota al momento dell’impatto. Le prime informazioni escluderebbero la presenza di vittime, sebbene un dipendente risulti ancora disperso.

Arabia Saudita e Qatar tornano alleati in chiave anti iraniana

0

L’Arabia Saudita e il Qatar, riconciliatisi dopo più di tre anni di crisi, “hanno oggi il bisogno urgente di unire i loro sforzi per fare fronte alle sfide che ci circondano, in particolare le minacce poste dal programma nucleare e dai missili balistici del regime iraniano”. Lo ha dichiarato oggi il principe ereditario saudita Muhammad bin Salman ad al Ula, città nord-occidentale saudita, dove è in corso il vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo, a cui partecipano i leader dei sei Paesi membri dell’organizzazione guidata da Riad.

Pakistan, uomini armati hanno fatto una strage tra i minatori

0

11 minatori di carbone, membri della comunità sciita Hazara, sono stati rapiti e uccisi domenica 3 gennaio nella città di Machh, nella provincia pakistana del Balochistan, dal gruppo terrorista ISIS. Gli uomini dopo essere stati rapiti, sono stati portati in una zona isolata tra le montagne, nelle vicinanze della miniera. Fonti contrastanti suggeriscono che i minatori siano stati legati e colpiti o che gli abbiano tagliato la gola. Tuttavia, un video diventato virale sui social, mostra tre corpi fuori da una stanza: alcuni dei minatori potrebbero essere stati uccisi fuori dal loro ostello. Sei minatori sono morti sul colpo e altri cinque gravemente feriti, sono morti durante il viaggio verso l’ospedale.

Questo è il primo grande attacco ai membri della comunità Hazara dall’aprile dello scorso anno. Il gruppo ISIS ha rivendicato l’attacco attraverso la sua agenzia di stampa Amaq tramite il suo canale di comunicazione Telegram. Storicamente, gli Hazara sono sempre stati presi di mira dai militanti talebani e dello Stato islamico, oltre che da altri gruppi estremisti sunniti. Dopo l’attacco, i membri della minoranza Hazara a Quetta hanno bloccato la tangenziale occidentale in segno di protesta e dato fuoco alle gomme. Il primo ministro pakistano Imran Khan ha twittato: “Le famiglie delle vittime non saranno abbandonate dal governo. Abbiamo chiesto alla polizia di frontiera di utilizzare tutte le risorse necessarie per arrestare questi assassini e assicurarli alla giustizia“.

L’era del carbone sembra finalmente al capolinea

0
{"origin":"gallery","uid":"68FCD905-57F8-418D-B81B-0E02B13B081F_1609838338837","source":"other"}

L’era del carbone sembra esser giunta al capolinea finalmente. Il presidente cinese Xi Jinping ha dichiarato che la Cina ridurrà a zero le emissioni nette di anidride carbonica entro il 2060. Con Joe Biden gli Stati Uniti rientreranno negli obbiettivi stabiliti dall’accordo di Parigi sul clima. Sui mercati finanziari le aziende che producono energia pulita sono di gran moda e questo mese Tesla farà il suo ingresso nell’indice s&p 500 (indice di borsa USA) come uno dei titoli di maggior peso.

Negli Stati Uniti e in Europa il consumo di carbone, la principale fonte di gas serra, è crollata del 34% dal 2009. Secondo le previsioni dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), l’uso globale di carbone non supererà più i livelli pre-covid. Ciononostante rappresenta tutt’ora il 27% dell’energia usata per alimentare qualsiasi cosa. A differenza del gas naturale e del petrolio però, si tratta di anidride carbonica concentrata ed è perciò responsabile del 39% delle emissioni annue di CO2 provenienti da combustibili fossili.

Il carbone si è sviluppato durante la rivoluzione industriale. Nella parte ricca del mondo, il suo impiego ha raggiunto il culmine negli anni trenta. Poi, con la diffusione di combustibili meno inquinanti, il suo consumo è calato fino al crollo odierno in occidente. Nel Regno Unito, ad esempio, le ultime centrali elettriche alimentate a carbone potrebbero chiudere con molta probabilità entro il 2022.

Nucleare: Iran, raggiunto il 20% di uranio arricchito

0

L’Iran ha prodotto il 20% di uranio arricchito in 12 ore. Lo ha annunciato Behrouz Kamalvandi,  il portavoce dell’Organizzazione per l’energia atomica iraniana di Teheran. Sulla base della nuova  legge del Parlamento sull’azione strategica per revocare le sanzioni e proteggere gli interessi del popolo iraniano, l’Organizzazione per l’energia atomica iraniana (Aeoi) è obbligata ad aumentare le riserve di uranio arricchito del 20% a 120 Kg entro la fine dell’anno. 

I lavoratori Google hanno fondato un sindacato, è il primo nella Silicon Valley

0

Un gruppo di 225 lavoratori di Google ha fondato un sindacato, ed è la prima volta che accade in una industria della Silicon Valley. L’unione si chiama Alphabet Workers Uninon – dal nome dalla società madre di Google, Alphabet, e si tratta di un sindacato di minoranza che almeno per ora rappresenta una piccola parte degli oltre 260 mila dipendenti di Google, includendo  i lavoratori full-time e temporanei, i fornitori e gli appaltatori, i quali costituiscono la maggioranza della forza lavoro del colosso tecnologico. Sebbene non sarà in grado di negoziare un contratto, potrà utilizzare tattiche alternative – come le campagne di pressione pubblica – per fare in modo che Google modifichi le sue politiche.

Si tratta di un evento inedito nell’industria tecnologica americana, settore che da sempre cerca di resistere ai tentativi dei lavoratori di trovare una qualsiasi forma di organizzazione sindacale. In passato la stessa Google era stata accusata di aver interrogato illegalmente diversi lavoratori e di averli licenziati per aver protestato contro le politiche aziendali e aver tentato di organizzare un sindacato. Ma l’impegno dei lavoratori al fine di trovare una forma sindacale, e le numerose richieste dei dipendenti Google di rivalutare le politiche aziendali per quanto concerne retribuzione, molestie ed eticità, hanno accelerato la nascita dell’organizzazione, che ha come obiettivo dichiarato quello di dare struttura e longevità all’attivismo dentro Google.