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La censura preventiva per combattere le fake news: l’ultima pericolosa idea di Microsoft

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Si chiama Coalition for Content Provenance and Authenticity (C2PA), ed è un’alleanza tra alcune multinazionali high-tech per combattere le “fake news” attraverso sistemi di censura preventiva. L’iniziativa comprende Microsoft, Adobe, Arm, BBC, Intel, e Truepic, e ha tra gli obiettivi quello di «cercare di stabilire una soluzione standardizzata con l’obiettivo di combattere i contenuti fuorvianti». Nel lungo quanto vago comunicato ufficiale pubblicato sul sito di Microsoft non vi sono particolari dettagli sul funzionamento. Qualcosa in più si trova su uno dei siti ufficiali collegati all’iniziativa, dove si legge che il progetto prevede il «rilevamento dei media deliberatamente ingannevoli» attraverso l’utilizzo di algoritmi per verificare e certificare i siti che pubblicano «contenuti intenzionalmente fuorvianti». Una sorta di patente a punti dei siti di notizie giudicati affidabili, dove alcuni di questi verrebbero presumibilmente segnalati e penalizzati.

Colpisce in particolare come l’intera iniziativa, almeno da quanto riportato, non faccia alcuna menzione di confrontarsi con i poteri pubblici né delle leggi che proteggono la libertà di espressione. Grandi corporation private progettano quindi occuparsi in totale autonomia di stabilire standard globali d’informazione, senza considerare la giurisprudenza degli stati nazionali. Da notare come l’unico soggetto dei media presente nell’alleanza è la tv pubblica britannica BBC, la stessa che secondo documenti pubblicati da Anonymous pochi giorni fa avrebbe ricevuto fondi segreti dal governo inglese per screditare il governo russo.

Armenia: tentato golpe, il premier licenzia vertici esercito

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Non si placano le tensioni in Armenia dopo la guerra persa contro l’Azeirbaigian per il controllo della regione del Nagorno-Karabakh. Ora il premier Nikol Pashinyan ha licenziato il capo dell’esercito e chiamato i suoi sostenitori a sorvegliare il mantenimento della democrazia nelle piazze dopo aver denunciato un tentato colpo di stato. Giovedì scorso i vertici militari del paese avevano intimato a Pashinyan di dimettersi.

Uno studio conferma: l’esposizione all’inquinamento ha conseguenze gravi sulla fertilità

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Uno dei più importanti studi scientifici condotti sul tema ha confermato ciò che molti esperti sostenevano da tempo: vivere in luoghi particolarmente inquinati riduce notevolmente la fertilità. In Cina sono state studiate e analizzate 18.000 coppie che vivono in luoghi mediamente più inquinati del paese riscontrando tra queste un aumento del 20% dei problemi di fertilità, definiti come l’impossibilità di rimanere incinte dopo un anno di tentativi. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Scienze Direct, e ha confrontato tra loro coppie che avevano livelli simili di quelli che sono considerati gli altri fattori di rischio noti: età, peso, reddito, fumo, consumo di alcol e livelli di esercizio fisico. La sola differenza era data appunto dal vivere in zone inquinate, caratterizzate da una media di 57 µg / m3 (microgrammi di particelle inquinanti per metro cubo), livello non troppo differente a quello medio di molte città della pianura padana. Non è il primo studio che prova la correlazione tra inquinamento e infertilità. Già nel 2017 una ricerca aveva evidenziato come l’esposizione alla smog avesse conseguenze negative sulla qualità degli spermatozoi.

Non ancora del tutto noto il meccanismo attraverso il quale l’inquinamento causerebbe aumento dell’infertilità, tuttavia gli studiosi sono ormai concordi nell’ipotizzare che le infiammazioni causate nel corpo dalle particelle di inquinamento potrebbero danneggiare la produzione e la qualità sia degli spermatozoi nell’uomo che degli ovuli nella donna.

Il Venezuela ha espulso l’ambasciatore dell’Unione Europea

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Il Governo di Nicolas Maduro ha concesso 72 ore di tempo per lasciare il paese all’ambasciatrice Ue, Isabel Brilhante Pedrosa. La decisione è stata comunicata alla diplomatica con una lettera firmata dal ministro degli Esteri ed è causata dalle nuove sanzioni approvate dell’Europa contro il governo socialista democraticamente eletto. il Consiglio Europeo ha aggiunto altri 19 funzionari venezuelani all’elenco delle persone oggetto di restrizioni, che ora sono salite a 55.

Il Regno Unito ha finanziato segretamente i media per screditare il Cremlino

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Un dettagliato articolo sul The Gray Zone a firma del giornalista investigativo Max Blumental, rende noto che da alcuni documenti trapelati grazie agli attivisti di Anonymous, il ministero degli Estri inglese (Foreign and Commonwealth Office), ha finanziato l’agenzia di stampa inglese Reuters e la BBC, autorevole tv del Regno Unito, affinché fosse istituita una vera e propria guerra informativa che attraverso programmi di formazione per giornalisti russi, avrebbe avuto il fine di influenzare positivamente la loro opinione del Regno Unito agevolando così gli obiettivi finanziari, geopolitici e ideologici inglesi a livello mondiale. Il tutto allo scopo di indebolire e screditate il governo russo. L’operazione, verso la quale sono stati effettuati finanziamenti quantificati in oltre 100 milioni di sterline dal 2017 a oggi, veniva finanziata segretamente giustificando l‘ingente spesa come supporto alle risorse umane per la sicurezza nazionale.

Il governo inglese non è nuovo a queste pratiche. Nel 2014 per stimolare il consenso in occidente all’intervento armato in Siria, organizzò numerose interviste a leader dell’opposizione siriana, trasmettendole sui canali della BBC, mirate naturalmente a favorire e influenzare l’opinione pubblica e tutti i principali media contro il governo di Assad. Altri documenti dimostrano che già tra il 1960 e il 1970, ai tempi della guerra fredda, fu sviluppata in egual modo una forte propaganda antisovietica organizzata dalla Reuters, dalla BBC e da altri organi di stampa inglesi.

Congo, altri due attacchi: almeno 13 morti

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Altri due attacchi armati hanno scosso il Nord Kivu, la regione della Repubblica Democratica del Congo dove ieri è stato ucciso l’ambasciatore italiano Luca Attanasio. Secondo quanto riferito dal governo sono almeno 13 le vittime del duplice attacco avvenuto nella città di Beni. Il governo ha attribuito gli attentati ai ribelli delle Forze Democratiche Alleate (Adf), un gruppo armato ugandese di matrice islamica.

Tonnellate di petrolio di provenienza ignota hanno invaso le coste israeliane

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Enormi chiazze di greggio stanno inquinando le acque e le spiagge di Israele, in quello che le autorità hanno definito il peggior disastro ambientale avvenuto nel paese mediorientale negli ultimi dieci anni. Ben 170 chilometri di costa – su un totale di 190 – sono attualmente devastati dal petrolio. Questo si è diffuso da nord a sud, andando a toccare anche l’area della Riserva Naturale di Gador, dove sono stati avvistati pesci, tartarughe e altri animali marini ricoperti di catrame. Problemi sanitari anche per molti volontari accorsi per cercare di salvare pesci e cetacei contaminati.

Il governo israeliano ha istituito una riunione di emergenza, per decidere come agire e limitare il danno, mentre le cause del disastro ambientale sono ancora incerte. Potrebbe essere state generato da una perdita di greggio di una petroliera che, durante una tempesta, lo scorso 11 febbraio viaggiava a 50 chilometri dalla costa. La bandiera battente della petroliera in questione non è però stata resa nota. Gli investigatori stanno usando immagini satellitari per restringere la ricerca, monitorando diverse possibili navi colpevoli. Secondo alcune ricostruzioni è possibile che il Paese abbia già un’idea precisa su chi sia il responsabile, ma eviti l’annuncio per “sensibilità diplomatiche o aziendali”. Ipotesi rafforzata dall’iniziativa di un giudice israeliano, che ha emesso un ordine di silenzio sulle informazioni relative alle indagini, compresi i dettagli che potrebbero identificare i sospetti.

Roma, morto suicida l’ex Garante Antonio Catricalà

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É  stato ritrovato morto nella propria abitazione romana Antonio Catricalà, ex Garante della Concorrenza e del Mercato e sottosegretario con i governi Monti e Berlusconi. Catricalà, secondo quanto si apprende da fonti investigative, si sarebbe suicidato sparandosi un colpo di pistola.

L’Italia avrebbe ingannato l’OMS dichiarandosi falsamente preparata ad affrontare una pandemia

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Il governo italiano nel febbraio 2020 avrebbe ingannato l’Organizzazione mondiale della sanità, fingendosi falsamente preparata ad affrontare una pandemia, a sostenerlo è un articolo pubblicato sul Guardian, testata entrata in possesso del documento di autovalutazione presentato dal nostro paese all’Oms il 4 febbraio 2020. In questo documento l’Italia si dichiarava a “livello 5”, ovvero il grado più alto di preparazione nell’affrontare una pandemia, che prevede che «il meccanismo di coordinamento degli interventi di emergenza del settore sanitario e il sistema di gestione degli incidenti collegato con un centro operativo di emergenza nazionale sono stati testati e aggiornati regolarmente». Niente di più falso, visto che l’ultimo aggiornamento del piano pandemico risaliva al 2006. Proprio questo fattore avrebbe comportato l’impreparazione nell’affrontare la prima ondata pandemica del Sars-Cov-2 e contribuito a provocare numerose vittime che si sarebbero potute evitare.

Il documento di autovalutazione presentato all’Oms dal governo Conte II è stato consegnato dal Guardian alla Procura di Bergamo, dove è già in atto dal dicembre scorso una indagine sulla supposta negligenza delle autorità italiane nella gestione sanitaria della prima ondata di Covid-19. Fino ad oggi il confermato ministro della Salute, Roberto Speranza, ha negato ogni coinvolgimento sulla vicenda. Se la procura di Bergamo dovesse accertare il mancato aggiornamento del piano pandemico, tutti i ministri della Salute e i presidenti del Consiglio che si sono succeduti dal 2013, rischierebbero di essere processati.

Ecuador, rivolte nelle carceri: oltre 50 morti

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Oltre 50 detenuti sono morti durante gli scontri con la polizia seguiti alla rivolta avvenuta ieri in tre carceri dell’Ecuador, a Guayaquil, El Turi e Cotopaxi. Il dato è stato confermato dalla polizia nazionale. I media parlano anche di una ventina di feriti e di una quarta rivolta nel carcere di Lacatunga, con un bilancio imprecisato di vittime. L’esercito si è schierato nelle strutture penitenziarie per «riportare la normalità».