Il ministero degli Esteri cinese ha fatto sapere che il Presidente Xi Jinping prenderà parte al vertice (in remoto) convocato dal Presidente USA, Joe Biden, in occasione della Giornata della Terra, per parlare delle questioni climatiche e ambientali. Oltre 40 leader mondiali vi prenderanno parte, compreso il Presidente russo Vladimir Putin
L’Italia costruirà una base militare in Africa, per fare cosa?
In tempi di pandemia, l’Italia costruirà la sua prima base militare in Africa occidentale, più precisamente in Niger. Il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, dopo l’incontro avuto con la sua omologa francese – Florence Parly – avvenuto lo scorso 13 aprile a Roma, ha annunciato che a partire dal mese di luglio inizierà la costruzione della base militare italiana in Niger, nel quadro della missione bilaterale MISIN. Nessun passaggio parlamentare è però avvenuto, né per la discussione né per l’approvazione.
La missione MISIN è stata avviata dopo gli accordi bilaterali tra Francia e Italia del 26 settembre 2017. Come affermato dal Governo, la missione ha lo scopo di «incrementare le capacità volte al contrasto del fenomeno dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza, nell’ambito di uno sforzo congiunto europeo e statunitense per la stabilizzazione dell’area e il rafforzamento delle capacità di controllo del territorio da parte delle autorità nigerine e dei Paesi del G5 Sahel». L’area geografica di intervento della missione è quindi, in realtà, allargata anche a Mauritania, Nigeria e Benin, sempre come specificato dal Governo italiano.
L’assistenza militare fornita alle forze di sicurezza nigerine, tra le altre cose, ha visto l’Esercito italiano impegnato nell’addestramento delle capacità aviolancistiche del battaglione paracadutisti nigerino mentre i Carabinieri hanno fornito supporto in corsi di antiterrorismo. Le attività di assistenza e formazione da parte dei militari italiani sono indirizzate alle forze armate e alle task force “speciali”, alla Gendarmeria e alla Guardia nazionale. L’impegno italiano è anche volto alla sorveglianza delle frontiere e del territorio. La missione MISIN ha anche sviluppato, in maniera ambigua, la cooperazione civile-militare a supporto di enti locali, sia civili che militari.
L’annuncio della costruzione della base militare italiana arriva un mese dopo l’arrivo del contingente italiano in Mali nell’ambito della missione internazionale “Takuba”, sotto il comando dello Stato Maggiore dell’Esercito francese, che vede la partecipazione di 13 paesi europei. La Francia, ex potenza coloniale che un tempo governava diversi Paesi dell’Africa occidentale, possiede attualmente circa 4.500 soldati nella regione mentre le Nazioni Unite, con la missione MINUSMA, contano una forza di peacekeeping di 13.000 unità.
Sebbene i presupposti possano sembrare lodevoli, la missione appare invece come subalterna agli enormi interessi che si incrociano nella regione, tanto di carattere geostrategico e militare quanto di natura economica, in un’area ricchissima di materie prime e attraversata da sanguinosi conflitti. Già nei mesi scorsi, ad esempio, un missionario italiano da tempo presente nel paese, padre Vito Girotto, aveva criticato duramente la presenza dei militari italiani nel paese: «Quello che disturba è che l’Italia sia praticamente telecomandata dalla Francia. Sembra che vengano in Niger per difendere gli interessi francesi, legati all’uranio. È chiaramente neocolonialismo. Si cerca di mettere un piede qui perché il Niger, pur essendo povero, è ricco di materie prime»
[di Michele Manfrin]
Zelensky invita Putin per incontro nel Donbass
Volodymyr Zelensky, Presidente dell’Ucraina, ha invitato Putin a incontrarsi nell’est del Paese mentre le tensioni tra Kiev e Mosca sono in aumento. Zelensky ha detto al leader russo di essere pronto ad un incontro nel Donbass, definito ucraino, dove è in corso la guerra. Il territorio si è dichiarato indipendente il 12 maggio 2014, a seguito di un referendum, assumendo il nome di Repubblica popolare di Donetsk.
Caso Floyd: condanna per Derek Chauvin
Si è concluso, a Minneapolis, il processo per l’omicidio dell’afro-americano George Floyd, avvenuto il 25 maggio 2020. Derek Chauvin, l’ormai ex agente di polizia, è stato ritenuto colpevole dalla giuria per tutti e tre i capi di accusa: omicidio colposo, omicidio di secondo grado preterintenzionale e omicidio di terzo grado. Attesa la decisione del giudice sull’entità della pena.
Siria: raid aerei russi uccidono 200 terroristi
Le forze di Mosca hanno condotto dei raid aerei contro una base terroristica a Nord-Est di Palmira, in Siria, ed essi hanno ucciso «fino a 200 combattenti». Lo ha dichiarato tramite un comunicato il ministero della Difesa russo, il quale ha aggiunto che sono anche stati distrutti due nascondigli e che i raid sono stati effettuati in seguito alle conferme circa le «informazioni sulla posizione di strutture terroristiche».
Ema: possibile legame vaccino J&J e trombosi rare, ma benefici superano rischi
L’Ema, l’Agenzia Europea del Farmaco, dopo aver effettuato una revisione nei confronti del vaccino anti Covid Johnson&Johnson in seguito ai casi di trombosi cerebrale che si sono verificati negli Stati Uniti, ha comunicato tramite una nota che vi possa essere un legame di causa-effetto tra il siero in questione e i rarissimi eventi di trombosi cerebrale. Tuttavia, l’Ema non imporrà alcuna limitazione per questo vaccino in quanto «i benefici superano i rischi».
Ciad: morto il presidente del Paese
Il presidente del Ciad, Idriss Déby Itno, è morto nella giornata di oggi in seguito alle ferite riportate durante un’azione militare effettuata nei giorni scorsi contro i ribelli nel Nord del Paese. Lo hanno comunicato le forze armate del Ciad, le quali hanno aggiunto che il Consiglio militare del paese sarà guidato per 18 mesi dal figlio del defunto presidente, Mahamat Idriss Déby Itno.
Spagna, scoperte antiche orme di bambini Neanderthal sulla sabbia
Nel giugno del 2020 sono state scoperte alcune impronte fossili in un tratto costiero di Doñana, in Spagna. Inizialmente si credeva appartenessero ad animali di grande statura ma, con l’intervento di un team di ricerca dell’Università di Huelva, si è concluso si tratti di orme umane, appartenenti a un gruppo di individui vissuti 100mila anni fa. Più precisamente, il rilevamento è avvenuto sulla spiaggia di Matalascañas, dove i paleontologi hanno identificato nella roccia sedimentaria 87 impronte di 36 individui vissuti circa 106mila anni fa, durante il Pleistocene superiore, quando la regione era popolata dai Neanderthal.
Il team ha analizzato attentamente le orme del gruppo di ominidi – forse unito da legami di parentela – studiandone la grandezza e la distribuzione, per poter poi definire l’altezza di ciascun individuo. E proprio da quest’ultimo approfondimento è emerso che tra i Neanderthal vi fossero anche 11 bambini. Ma ciò che di questa scoperta sorprende di più, è la presenza di due orme molto piccole – di circa 14 centimetri – le quali, secondo gli esperti, apparterrebbero a un bambino di circa sei anni. Come altre, queste tracce sono quelle disposte in maniera più caotica. Un particolare che – affermano i paleontologi – starebbe a indicare che quasi sicuramente i più giovani stessero giocando, forse saltando o correndo.
Le impronte degli individui adulti sono situate poco distanti dall’acqua. Questo dettaglio e la presenza di utensili da caccia in pietra tipici della manifattura dei Neanderthal, ritrovati in alcuni siti vicini a Matalascañas, suggerisce che, molto probabilmente, gli ominidi fossero intenti a pescare o a cacciare gli animali della riva, mentre i piccoli erano impegnati a giocare. Questa scoperta è importantissima, in quanto rappresenta una prova indiscutibile dell’esistenza dei Neanderthal nel sud della penisola iberica, nella zona della costa andalusa.
[Eugenia Greco]
USA: due leader dei Proud Boys in carcere
Un giudice federale ha ordinato che Ethan Nordean, di Washington, e Joseph Biggs, della Florida, siano condotti in carcere in attesa del processo sui fatti del Congresso dello scorso 6 gennaio. I due, appartenenti al gruppo denominato “Proud Boys”, insieme ad altri due leder locali del movimento, sono accusati di cospirazione ai danni della certificazione delle elezioni del 2020 e di aver organizzato e guidato decine di attivisti e militanti nell’assedio di Capitol Hill.






