E’ in corso l’operazione “Platinum-Dia”: secondo gli inquirenti rappresenta un duro colpo alla ‘ndrangheta. Oltre che l’Italia, sono interessate Germania, Romania e Spagna. Diverse le perquisizioni e le misure cautelari condotte dagli agenti della Direzione Investigativa Antimafia (Dia). I soggetti sono ritenuti responsabili di narcotraffico internazionale in Piemonte, Calabria, Sardegna, nel Baden Wùrttemberg e nelle località turistiche del Lago di Costanza.
Brasile, Bolsonaro ora chiede miliardi per fermare la deforestazione

Nel 2021, sono già oltre 1700 i chilometri quadrati di foresta pluviale amazzonica abbattuti o bruciati in Brasile. È quanto ha evidenziato una nuova analisi delle immagini satellitari condotta dal progetto Monitoring of the Andean Amazon. Il presidente dello Stato, Jair Bolsonaro, noto per lo scetticismo nei confronti dei cambiamenti climatici, sembrerebbe improvvisamente più attento alle tematiche ambientali. Al summit sul clima convocato da Joe Biden, Bolsonaro si sarebbe detto d’accordo con la richiesta di stabilire impegni climatici più ambiziosi. Avrebbe annunciato, inoltre, che il Brasile punta ad emissioni e deforestazione nette pari a zero, rispettivamente, entro il 2050 e il 2030.
In questa occasione, Bolsonaro avrebbe poi precisato che si impegnerà a frenare la deforestazione illegale fino al 40 per cento, ma solo se gli Stati Uniti e la comunità internazionale sosterranno almeno un miliardo di dollari di aiuti a favore del Brasile. Il cambio di opinione del presidente brasiliano, da un lato conferma la forte influenza statunitense, dall’altro, potrebbe non avere risvolti positivi. Un gran numero di attivisti, organizzazioni ed ex ministri dell’ambiente, infatti, ha avvertito che sostenere economicamente l’amministrazione Bolsonaro non risolverà il problema. Anzi, potrebbe perfino peggiorarlo. In particolare, si teme che i fondi accordati dalle recenti negoziazioni possano essere convogliati in parte proprio agli accaparratori terrieri responsabili della distruzione dell’Amazzonia. «Il nostro avvertimento – scrivono gli ex ministri Silva e Ricupero – si basa sul fatto che la deforestazione in Brasile non dipende da una mancanza di denaro, bensì è una conseguenza del deliberato fallimento delle cure del governo».
Dal 2019, da quando Jair Bolsonaro è entrato in carica come presidente, il tasso di deforestazione dell’Amazzonia è aumentato. Oltre 11 mila chilometri quadrati contro i 6 mila registrati nel periodo 2009-2018. In particolare – ha rivelato un recente studio – la dimensione media delle aree disboscate viste da satellite risulta maggiore del 61% rispetto a 10 anni fa. Alla luce di queste evidenze, «negoziare con Bolsonaro non significa necessariamente aiutare il Brasile a risolvere i suoi problemi», hanno scritto circa 200 organizzazioni in una lettera inviata a Biden all’inizio di aprile. Supplicandolo, inoltre, di non concludere alcun accordo fino a quando non perverranno risultati concreti. Le contraddizioni, per il momento, sono fin troppe. Nella stessa settimana in cui Bolsonaro prometteva a Biden l’annullamento della deforestazione in Brasile, ad esempio, la sua amministrazione ha modificato le regole per sanzionare i crimini ambientali, rallentandone la procedura.
[di Simone Valeri]
Draghi: da seconda metà maggio green pass nazionale
«A partire dalla seconda metà di giugno sarà pronto il Green pass europeo. Nell’attesa il governo italiano ha introdotto un pass verde nazionale, che entrerà in vigore dalla seconda metà di maggio». Lo ha affermato il Presidente del Consiglio Mario Draghi introducendo le conclusioni del G20 del Turismo. «Dobbiamo offrire regole chiare, semplici per garantire che i turisti possano venire da noi in sicurezza», ha aggiunto il premier.
Messina: maxi operazione antidroga, 52 misure cautelari
La polizia di Messina ha eseguito nella giornata di oggi 52 misure cautelari nei confronti di altrettante persone: 26 di loro sono finite in carcere, 13 agli arresti domiciliari e ad altre 13 è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Si tratta di soggetti appartenenti a due organizzazioni criminali dedite al traffico di droga ed attive nel rione Giostra. L’operazione, denominata «Market Place», ha impegnato un totale di 350 agenti.
Messico: crolla ponte metropolitana, 23 morti e 65 feriti
A Città del Messico, la capitale del Messico, 23 persone hanno perso la vita ed altre 65 sono rimaste ferite in seguito al crollo di un ponte verificatosi mentre un treno della metropolitana lo stava attraversando. L’incidente è avvenuto questa notte nei pressi della stazione di Olivos sulla linea 12 della metropolitana, a sud della capitale. Tutto ciò è stato riferito dalla sindaca della metropoli Claudia Sheinbaum, secondo quanto riportato dai media locali.
Amazonia 2.0: tecnologia e comunità locali unite per l’ambiente
Le comunità indigene sono l’anima della foresta amazzonica. Loro la vivono, la abitano, la conoscono meglio di chiunque altro. Gli indigeni sono i primi a percepire subito i cambiamenti ambientali rilevanti, come quelli causati dal clima. Per questo motivo è stato fatto in modo di rafforzare e valorizzare il ruolo di queste popolazioni attraverso la tecnologia. Nel 2017 infatti, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha dato vita ad Amazônia 2.0 per salvaguardare il territorio forestale in Ecuador, Perù, Colombia, Guyana, Suriname e, dal 2019, Brasile. Il progetto coinvolge, rispettandone l’autonomia, le popolazioni indigene locali per la raccolta di informazioni di monitoraggio dell’ambiente in cui vivono.
Entrando più nel dettaglio, Amazônia 2.0 sceglie dei punti di riferimento tra i membri più importanti delle comunità, i quali vengono inseriti in un vero e proprio programma di formazione che insegna loro ad utilizzare i dispositivi tecnologici e la connessione a internet per l’invio degli aggiornamenti ambientali. Le informazioni da loro inviate in tempo reale vengono elaborate da degli esperti che, a seconda dei casi, decidono se mettersi in contatto con le autorità locali per la ricerca di soluzioni. Inoltre, periodicamente sono previsti degli incontri – online dallo scoppio della pandemia – tra i coordinatori del progetto e i membri delle comunità atti al monitoraggio, al fine di confrontarsi sui rapporti ambientali.
Di recente, Amazônia 2.0 ha portato a una grandiosa vittoria contro i taglialegna illegali nella Riserva Comunale di El Sira, nella provincia di Atalaya, Perù. La legislazione peruviana consente alle popolazioni locali di raccogliere la legna per il proprio tornaconto economico entro limiti stabiliti e aree determinate. Grazie al progetto, i membri indigeni “addetti al monitoraggio” del territorio, sono venuti a conoscenza di alcuni taglialegna che fingevano di essere partner commerciali delle comunità. Seppur le loro azioni illegali avessero superato i limiti consentiti di deforestazione, per un lungo periodo sono stati gli abitanti delle foreste a essere puniti dalle autorità con multe salate.
Da quando è nato, il progetto Amazônia 2.0 – che gode anche del contributo dell’Unione Europea – è riuscito a costruire un sistema di monitoraggio capillare con 57 “osservatori” formati e autorizzati nelle comunità locali, grazie a cui sono già stati redatti più di 1800 rapporti. Ma cosa ancora più importante, è che questa iniziativa ha sensibilmente aumentato la consapevolezza delle popolazioni indigene sull’importanza di collaborare per preservare la loro terra, al fine di far valere i propri diritti.
[di Eugenia Greco]
Ema avvia esame vaccino cinese
L’Ema ha annunciato di aver dato avvio all’esame, in “rolling review”, del vaccino sviluppato dall’azienda cinese di biofarmaceutica Sinovac Biotech. Sulla base «di risultati preliminari di studi di laboratorio (dati non clinici) e studi clinici si ipotizza che il vaccino inneschi la produzione di anticorpi che colpiscono il Sars-Cov-2, il virus che causa Covid-19, e possa aiutare a proteggere dalla malattia», si legge in una nota dell’Ema.
Usa: “Ci ritiriamo dall’Afghanistan, ma non significa che ce ne andremo”
Il Segretario di Stato USA, Antony Blinken, in una lunga intervista a tutto tondo con la giornalista Norah O’Donnell, ha affrontato anche la questione legata al ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan. L’ex Presidente Trump aveva fissato come “deadline” il primo di maggio di quest’anno. L’attuale Presidente Biden ha poi posticipato il ritiro delle truppe all’11 settembre 2021, giorno simbolico a venti anni di distanza dagli eventi dell’11 settembre 2001, causando l’ira dei talebani. Nell’intervista Blinken ha affermato: «Solo perché le nostre truppe stanno tornando a casa non significa che ce ne andremo».
Il Segretario di Stato ha spiegato che gli Stati Uniti rimarranno con la propria ambasciata e che continueranno con il loro sostegno in ambito economico e umanitario. «Dobbiamo essere preparati per ogni scenario e lì ce ne sono una serie. Noi stiamo guardando questo in modo molto chiaro», ha anche affermato Blinken.
Infatti, vi avevamo già parlato di come il ritiro delle truppe ufficiali statunitensi sia, in realtà, pura propaganda e reale privatizzazione della guerra. Da una parte si prende tempo e dall’altra si mantiene sul campo funzionari, agenti segreti e migliaia di soggetti privati tra contractors militari e quelli civili del settore delle infrastrutture e dell’energia. Insomma, Blinken ci conferma che le parole dell’amministrazione USA non corrispondono con le intenzioni e i fatti. L’Afghanistan, in un modo o nell’altro, non verrà lasciato.
[di Michele Manfrin]
Traffico di rifiuti a Milano
Trenta ordinanze di custodia cautelare sono in corso di esecuzione da parte della Polizia Locale. “Rifiuti preziosi” è l’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e coinvolge il campo nomadi di via Bonfadini, nel capoluogo lombardo. Le ipotesi di reato sono quelle di “estorsione con metodo mafioso, associazione a delinquere per traffico illecito di rifiuti e associazione a delinquere per spaccio di stupefacenti”






