In seguito al crollo della tribuna della sinagoga di Givat Ze’ev, un insediamento in Cisgiordania poco distante da Gerusalemme, 2 persone hanno perso la vita ed altre 132 sono rimaste ferite, di cui 5 in modo grave. È questo il bilancio attuale dell’incidente avvenuto nella giornata di ieri mentre più di 600 fedeli si trovavano all’interno della sinagoga in occasione della festa di Shavuot, che ricorda la consegna delle Tavole della Legge al popolo ebraico.
Ue, la commissaria alla Salute coinvolta in un caso di sospetta corruzione
«La commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakidou, è sotto pressione a seguito di una relazione della Corte dei conti del suo paese d’origine, il Cipro». È quanto riportano alcuni media locali nonché la ARD (la tv di Stato tedesca), da cui si apprende che tale rapporto ha constatato che il marito di quest’ultima, Kyiriakos Kyriakidou, ha ricevuto un prestito del valore totale di 4 milioni di euro dalla Cyprus Cooperative Bank nonostante egli non fosse dotato delle garanzie necessarie, motivo per cui la Corte ha definito lo stanziamento «molto problematico». In più, il prestito risulta essere stato erogato senza alcuna motivazione ufficiale, motivo per cui i media in questione hanno parlato di “corruzione passiva” ed hanno sospettato che Kyiriakos Kyriakidou possa aver tratto vantaggio dalla posizione politica della moglie.
La Cyprus Cooperative Bank è la seconda banca statale più grande del paese. Essa in passato è stata più volte salvata utilizzando denaro pubblico, in quanto è stata soggetta a vari problemi finanziari. Proprio per questo, la Corte dei conti ha analizzato in maniera analitica le transazioni con le cosiddette “persone politicamente esposte”, ed in seguito a questi controlli sono state registrate le operazioni sospette del marito di Stella Kyriakidou. Utile sottolineare come non vi sia alcuna prova che la moglie sia interessata dal caso, né tantomeno che il “prestito” sospetto sia correlato in qualche modo alla sua attività di commissario europeo alla salute e quindi, di fatto, all’emergenza Covid. Tuttavia la Kyruakidou negli scorsi mesi ha svolto un ruolo cruciale nella sottoscrizione dei contratti miliardari con le aziende farmaceutiche per il rifornimento dei vaccini anti Covid, contratti che tra l’altro contengono non poche criticità. Per questo un’attenzione della stampa sulla questione al fine di chiedere di fare luce sul caso sarebbe stato il minimo necessario da parte di un settore che ha l’ambizione di autodefinirsi il quarto potere. Tuttavia, i media mainstream non hanno dedicato nemmeno una riga alla vicenda.
[di Raffaele De Luca]
‘Ndrangheta: 30 misure cautelari per droga e armi
Nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Vibo Valentia, Monza, Brianza e Roma, i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di 30 individui, i quali sono accusati a vario titolo di: associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione tentata e consumata (anche con l’aggravante mafiosa), ricettazione, furto, detenzione e porto abusivo di armi anche clandestine e da guerra e detenzione di materiali esplodenti. Dalle indagini è emerso che i soggetti in questione avessero legami con individui appartenenti o contigui a cosche radicate del Catanzarese, del Vibonese e del Reggino.
Gaza, continuano i bombardamenti israeliani: altri 23 morti
Non si fermano i bombardamenti condotti da Israele contro i palestinesi che abitano la striscia di Gaza. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa palestinese Maan questa notte sono rimaste uccise altre 23 persone, i feriti sono oltre 50. Tra le vittime un’intera famiglia palestinese. Secondo il ministero della Sanità di Gaza i palestinesi caduti da inizio conflitto sono 174, tra cui 47 minorenni. I feriti sono circa 1.200.
Colombia: continuano le proteste popolari
Non si fermano proteste e manifestazioni in Colombia, dove si è giunti al diciannovesimo giorno di sciopero generale contro il progetto di riforma fiscale. Ieri si è tenuta una grande manifestazione nella capitale ed oggi si replica. Nel frattempo si moltiplicano morti e feriti a causa delle repressione di polizia ed esercito, mentre le donne sono scese in piazza denunciando casi di violenza sessuale da parte di militari contro alcune manifestanti (già denunciati 26 casi).
La Commissione Europea ha sospeso il piano di investimenti con la Cina
La Commissione Europea ha sospeso un importante accordo commerciale con la Cina, noto con il nome di “EU-China comprehensive agreement on investment”. L’accordo era stato ratificato a dicembre del 2020, dopo ben 7 anni di negoziati, ed era entrato in vigore il 1° marzo 2021. Il vicepresidente della Commissione UE Valdis Dombrovskis ha però dichiarato che l’ambiente non era «favorevole» alla ratifica. Lo scetticismo contro questo accordo era molto forte sia nel parlamento stesso che fuori, e si aggiungeva ad una lotta di sanzioni e contro-sanzioni che avevano guastato i rapporti tra Cina e Unione Europea.
L’accordo era considerato da Dombrovskis un momento chiave per l’economia mondiale considerata la tradizionale chiusura cinese alle aziende straniere. Prevedeva un’apertura del mercato cinese alle imprese europee: soprattutto per i settori della manifattura, edilizia, telecomunicazioni, pubblicità e trasporti aerei. L’accordo prevedeva inoltre un generale rafforzamento della cooperazione economica tra UE e Cina e imponeva a quest’ultima di adottare le linee guida delle Nazioni Unite sui temi di lavoro e politica sociale. Un punto delicato, considerato che la Cina costringe gli Uiguri ai lavori forzati.
Si era poi scatenato un gioco di sanzioni reciproche tra l’Unione Europea e la Cina che aveva inasprito i rapporti, esasperato tensioni latenti e messo in discussione l’attuabilità dell’accordo commerciale. L’UE, che si era mantenuta più neutrale rispetto agli Stati Uniti sulla questione degli Uiguri, ha improvvisamente imposto delle sanzioni alla Cina nel marzo 2021, subito dopo la ratifica dell’accordo. Era da 30 anni che l’Europa non imponeva sanzioni alla Cina: dall’embargo sulle armi dopo il massacro di Tienanmen nel 1989. La Cina, dal canto suo, si è ribellata la decisione, che ha criticato come alimentata da bugie e disinformazione, imponendo le sue proprie sanzioni sull’UE.
Gli Stati Uniti, con la nuova amministrazione Biden, ovviamente non vedevano di buon occhio questa collaborazione. Ma non erano certo gli unici: anche numerosi parlamentari europei si erano opposti a questo piano di investimenti, nonché molti difensori dei diritti umani, preoccupati per l’approccio cinese alla tutela dei diritti (come si è visto nei campi degli Uiguri ma anche a Hong Kong). Comunque sia, il piano non è stato formalmente annullato, soltanto rimandato, a seconda se le tensioni tra Bruxelles e Pechino si distenderanno. Il futuro prossimo non sembra però promettere nulla in questo senso.
[di Anita Ishaq]
Gaza, Israele ha bombardato il palazzo dei media internazionali
Bombardato e fatto crollare un palazzo nella città di Gaza, al cui interno erano ospitati gli uffici di corrispondenza di Al Jazeera e dell’Associated Press, tra i pochissimi media internazionali ad avere inviati a Gaza. Il bombardamento è stato deliberato con tanto di avviso a sgomberare la palazzina prima dell’attacco. Intanto l’Egitto ha aperto il valico di Rafah per permettere ai feriti palestinesi di essere trasportati oltre frontiera per ricevere le cure.
Un uomo paralizzato torna a scrivere grazie agli innesti neurali
Uno storico passo è stato compiuto dalla scienza grazie all’impiego dell’Intelligenza Artificiale: un uomo paralitico da anni, è riuscito a scrivere grazie ad un software in grado di decifrare le parole nella mente umana e di guidare la mano nella scrittura. L’importante svolta scientifica si deve ad un gruppo di ricerca della Stanford University (California) che, dopo anni di lavoro, è riuscito a creare un BCI ( Brain-computer interface – Interfaccia uomo-cervello) capace di tradurre in testo scritto, l’attività neurale del soggetto. Il partecipante allo studio, un uomo di 65 anni, ha perso la capacità di muoversi dal collo in giù nel 2007, per via di una lesione del midollo spinale. Gli scienziati hanno impiantato nel suo cervello due chip BCI, ognuno delle dimensioni di un’aspirina per bambini. Ogni chip, dotato di 100 elettrodi, è stato in grado di captare l’attività neurale proveniente dalla corteccia motoria, una regione superficiale del cervello responsabile del movimento delle mani. Tale attività è stata poi inviata a un computer grazie a dei fili, dove algoritmi di intelligenza artificiale li hanno decodificati per ipotizzare il movimento dell’arto e del dito immaginati dall’uomo.
Il soggetto ha pensato di scrivere singole lettere dell’alfabeto su un quaderno e una penna immaginari, consentendo così al software di imparare a decifrare i segnali neurali associati all’azione di scrivere. Dopodiché gli è stato chiesto di copiare delle frasi sconosciute agli algoritmi. Infine, il paziente ha provato a rispondere a delle domande aperte, le quali hanno richiesto delle pause di riflessione. Nella copia delle frasi, il soggetto ha fatto un errore ogni 18 o 19 caratteri, mentre nella composizione libera, un errore ogni 11 o 12 caratteri. Applicando però una tecnologia di correzione automatica molto simile a quella presente nei nostri smartphone, l’uomo è riuscito scrivere intere frasi a una velocità di 90 caratteri al minuto, circa 18 parole (una persona normodotata della stessa età, riesce a scrivere 23 parole al minuto su uno smartphone), con un tasso di errore al di sotto dell’1% per quanto riguarda la copia, e poco più del 2% nella scrittura libera.
Dei risultati straordinari, i quali hanno dimostrato che il cervello di una persona paralizzata mantiene la capacità di guidare i movimenti della mano nella scrittura, malgrado il corpo non sia più in grado di eseguirli da anni. Tuttavia ci sono ancora dei limiti, come la necessità di eseguire un intervento per l’impianto del chip e il fatto che il sistema debba adattarsi al singolo soggetto, non essendo una tecnologia in grado di funzionare con tutti allo stesso modo. Infine non è wireless e questo è ora uno degli obiettivi primari degli esperti: creare una tecnologia sempre disponibile.
[di Eugenia Greco]
Due tornado in Cina: 12 morti e 250 feriti
I due tornado che ieri sera in Cina hanno colpito Wuhan, capoluogo di Hubei, e Suzhou, città a ovest di Shanghai, hanno provocato la morte di almeno 12 persone. Lo si apprende dagli ultimi dati forniti dalle autorità locali e riportati dai media cinesi, i quali hanno fatto sapere che altri 250 individui sono invece rimasti feriti. Inoltre, vi sono diverse persone disperse e decine di soccorritori stanno attualmente cercando di rintracciarle.







