Incendi e caldo estremo assediano la Sicilia: evacuazioni, danni e blackout

La Sicilia brucia da giorni. Da Catania a Palermo, passando per Agrigento e Siracusa. Migliaia di ettari di territorio, tra boschi e campi coltivati, sono stati avvolti dalle fiamme, causando enormi danni a residenti e agricoltori. Nell’agrigentino sono state evacuate decine di persone, con gli incendi arrivati alle porte dei centri abitati. Parallelamente, il caldo estremo ha lasciato diversi comuni dell’isola senza elettricità, aggravando una carenza di servizi segnata già dall’emergenza idrica. Per domare le fiamme spinte dallo scirocco sono stati mobilitati in tutta l’isola più di 6mila tra vigili del fuoco, forestali e volontari della protezione civile. A San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, un pompiere di 59 anni è morto dopo aver accusato un malore durante le operazioni di spegnimento di un rogo.

Non bastava il caldo estremo, che negli ultimi giorni ha portato la Sicilia a superare picchi di 40°C. Ad aggravare l’emergenza sono arrivati gli incendi, la cui propagazione ha trovato terreno fertile tra siccità e scirocco. Le indagini stabiliranno le cause dei singoli roghi; a Modica, in provincia di Ragusa, è stato arrestato un 23enne con l’accusa di aver appiccato uno dei tanti incendi che sta devastando l’isola. In Calabria, dove l’emergenza roghi sta gradualmente rientrando, la protezione civile ha trovato diversi inneschi, come candele e bottiglie di vetro. Rinvenute anche carcasse di «gatti ai quali era stato legato alla coda uno straccio imbevuto di liquido infiammabile per poi essere lanciati nei campi per favorire la propagazione degli incendi», come dichiarato da Domenico Costarella, direttore generale della Protezione civile della Regione Calabria.

Soltanto tra lunedì e mercoledì sono stati segnalati in Sicilia 344 roghi. Il governo regionale ha fatto sapere che lavoratori e volontari hanno spento 300 di questi incendi. Ma l’emergenza va avanti, con le fiamme che continuano a minacciare residenti e territorio. Si registrano evacuazioni in tutta l’isola. «Ad Agrigento — rendono noto i vigili del fuoco — un esteso incendio di interfaccia ha reso necessaria l’evacuazione di circa 100 persone da abitazioni e da una clinica, con il trasferimento di 22 pazienti. Nel catanese, dalle ore 11 sono in corso le operazioni di spegnimento nel comune di Ragalna, dove un incendio di vegetazione minaccia alcune abitazioni in vicolo Leonardi, dove a scopo precauzionale è stata disposta l’evacuazione di alcune case».

I residenti sperano che la fine dell’ondata di caldo estremo prevista per le prossime ore possa contribuire al ripristino della situazione. Nei giorni scorsi le alte temperature hanno causato blackout prolungati, fino a 24 ore, colpendo intere aree del palermitano, catanese e siracusano. L’assenza di elettricità si aggiunge ai disservizi legati all’emergenza idrica, aggravatasi negli ultimi mesi.

Coldiretti stima che per ogni ettaro bruciato siano necessari almeno 10mila euro per le operazioni di spegnimento e bonifica. Soltanto a Bivona, in provincia di Agrigento, si registrano 750 ettari di territorio andati in fumo, con il comune intenzionato a chiedere lo stato di calamità alla Regione Sicilia. Qui Jose Marano, capogruppo di Controcorrente e vicepresidente della commissione Ambiente, Territorio e Mobilità all’Assemblea Regionale Siciliana ha attaccato la giunta di Renato Schifani: «anziché fare prevenzione seria con strumenti che potrebbero ridurre di gran lunga la perdita di ettari e ettari di patrimonio boschivo», il governo «ignora la norma a mia prima firma approvata dal Parlamento siciliano tre anni fa, che consentirebbe di sfruttare l’enorme potenziale che arriva dall’IA per rendere finalmente efficace la prevenzione degli incendi».

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Salvatore Toscano

Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale.

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