Vertice G7: l’Occidente si ricompatta attorno al sostegno all’Ucraina

Dopo tre giorni di incontri e dibattiti si è concluso l’annuale vertice del G7. L’edizione ospitata dalla Francia nel piccolo comune di Évian ha avuto come sfondo il memorandum d’intesa raggiunto tra Iran e Stati Uniti. Il presidente Donald Trump è stato accolto dai leader di Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia e Regno Unito in toni trionfalistici, che hanno reso soltanto un ricordo le critiche mosse qualche settimana fa di fronte all’aggressione all’Iran. Sulle ali dell’entusiasmo, il blocco europeo ha strappato a Trump importanti concessioni per la causa ucraina, certificate dalla dichiarazione congiunta di fine vertice. I leader del G7 si sono detti «uniti nel nostro incrollabile sostegno all’Ucraina, difendendone la libertà, la sovranità e l’integrità territoriale». Preso atto dei «progressi compiuti sul campo di battaglia», è stato annunciato l’aumento delle forniture militari a Kiev.

Un anno fa il G7 in Canada — il primo del ritorno di Trump sulla scena internazionale — si concludeva senza alcuna dichiarazione congiunta, segno di una profonda divisione tra gli Stati Uniti e i suoi alleati storici. Nei mesi successivi la tensione è aumentata, raggiungendo l’apice con l’aggressione sferrata all’Iran, di concerto con Israele, senza alcun preavviso ai partner europei, su cui si sono abbattute le conseguenze economiche della guerra. A causa della chiusura dello Stretto di Hormuz e dell’aumento del prezzo del carburante, L’UE ha pagato mezzo miliardo di euro al giorno, come ammesso dalla presidente della  Commissione Ursula von der Leyen. Quella tedesca è risultata essere una delle economie industriali più colpite, con il cancelliere Friedrich Merz che a maggio ha manifestato tutta la sua irritazione, parlando degli USA come «umiliati da Teheran».

Trump ha risposto con nuovi dazi su automobili e camion provenienti dall’UE, ampliando la distanza con Bruxelles. Poi in questi giorni è arrivato l’annuncio del memorandum d’intesa con l’Iran — un accordo che di fatto sancisce la sconfitta americana — e la posizione dei partner occidentali si è nuovamente ammorbidita. In Francia, il presidente USA è stato accolto con tutti gli onori del caso; Merz gli ha persino regalato una maglietta della Germania, seppellendo l’ascia di guerra. C’è stato spazio anche per un siparietto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attaccata in questi mesi da Trump ma sempre rimanendo amici, a detta della leader italiana.

Tra strette di mano, complimenti e scene conviviali, il blocco europeo ha strappato al presidente USA importanti concessioni per la causa ucraina, invertendo la rotta del suo secondo mandato. Dopo aver ribadito, nella dichiarazione congiunta a margine del vertice, «l’incrollabile sostegno all’Ucraina, difendendone la libertà, la sovranità e l’integrità territoriale», i leader del G7 hanno «elogiato la sua resilienza e i progressi compiuti sul campo di battaglia negli ultimi mesi». Nel sottolineare che «ora c’è un nuovo slancio» sul piano militare, hanno poi concordato «di aumentare la fornitura di munizioni per la difesa aerea e di sistemi e intercettori aggiuntivi», nonché di missili «a lungo raggio». Le principali economie occidentali hanno poi aperto alla possibilità di aumentare il sostegno alla produzione militare ucraina.

Con la guerra in Iran che si avvia verso la conclusione, i leader del G7 si sono impegnati «ad aumentare la pressione sull’economia di guerra russa, compresi i settori del petrolio e del gas». Nella dichiarazione non compare alcun riferimento a una soluzione diplomatica, vanificando le aperture degli ultimi giorni; nel frattempo continuano gli scontri sul campo di battaglia. A poche ore dalla conclusione del vertice, l’esercito ucraino ha lanciato contro Mosca uno degli attacchi con droni più grandi dall’inizio del conflitto, colpendo diverse infrastrutture strategiche.

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Salvatore Toscano

Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale.

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3 Commenti

  1. occidente sempre più patetico… l’arroganza sconfinata non GLI permette più di vedere la realtà per quello che si palesi agli altri… guerra in iran persa come quella in ucraina… era tutto scritto dal primo giorno… che Putin si fermi in estate se lo possono proprio scordare… l’inverno i russi seminano e l’estate raccolgono… e l’ucraina sparisce sempre di più… sempre ovviamente per colpa dell’occidente… ditemi voi se dopo una guerra con dentro l’occidente i luoghi sono stati lasciati meglio di come li avevamo trovati… riusciamo solamente a lasciare distruzione totale, fisica e morale

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