«Stiamo cercando informazioni attendibili da parte di cittadini che possano essere a conoscenza di eventi accaduti nel New Mexico». È l’avviso pubblicato sul sito del Dipartimento di Giustizia del New Mexico, che ha allargato l’indagine penale sullo Zorro Ranch, la proprietà di Jeffrey Epstein di 8.000 acri incastonata nel deserto a sud di Santa Fe. Gli investigatori hanno inviato lettere a JPMorgan Chase, Google e a più di venti aziende, tra cui Deutsche Bank, American Express, PayPal, le principali compagnie aeree USA, Expedia, AT&T e Verizon Communications, ordinando loro di bloccare l’accesso ai dati relativi al finanziere di Brooklyn e ad alcuni dei suoi collaboratori.
Per anni, lo Zorro Ranch è stato il grande assente del caso Epstein. L’attenzione dei media si è concentrata sulle ville di Manhattan e Palm Beach o sulla famigerata isola privata nei Caraibi, Little Saint James, diventata il simbolo della rete di sfruttamento sessuale costruita dal finanziere. Eppure, molte testimonianze hanno indicato proprio il ranch del New Mexico come uno dei luoghi chiave dell’intera vicenda. Una proprietà immensa, protetta dalla vastità del deserto e frequentata per anni da ospiti influenti e giovani reclutate all’interno del sistema Epstein. Almeno dieci tra donne e ragazze hanno dichiarato di essere state adescate o abusate nel ranch. Oggi, la procura vuole ricostruire ciò che è accaduto tra quelle mura seguendo una pista molto concreta: conti bancari, prenotazioni aeree, traffico telefonico, archivi digitali, transazioni e comunicazioni elettroniche. Una mappa invisibile di rapporti e movimenti che potrebbe restituire una fotografia molto più precisa di quella finora emersa.
La svolta arriva dopo mesi di pressioni e dopo l’emersione dei nuovi Epstein Files pubblicati il 30 gennaio, che hanno spinto il procuratore generale del New Mexico, Raúl Torrez, a riaprire un fascicolo che molti consideravano ormai archiviato. Una delle domande che aleggia sull’intera vicenda è tanto semplice quanto disarmante: com’è possibile che una proprietà più volte citata da vittime e testimoni non sia mai stata oggetto di un’indagine approfondita? Perché alcuni luoghi sono stati passati al setaccio, mentre altri sembrano essere rimasti ai margini dell’attenzione investigativa? È proprio da questi interrogativi che nasce la decisione di tornare sul terreno e di riesaminare ogni elemento disponibile.
Negli ultimi mesi, il ranch è tornato al centro delle cronache per una serie di accuse che, se confermate, allargherebbero ulteriormente la portata dello scandalo. Alcune testimonianze parlano di abusi sistematici, di giovani trasportate nella proprietà e sottoposte a violenze. Altre descrivono episodi ancora più oscuri che coinvolgerebbero anche ragazzi, drogati e abusati, e misteriosi esperimenti condotti da medici compiacenti. A rendere esplosiva la situazione vecchi documenti riemersi dagli Epstein Files e acquisiti dagli investigatori: il sospetto che nei terreni attorno al ranch possano essere nascosti resti umani e che alcune persone scomparse – si parla di almeno due donne – possano avere un collegamento con quanto accaduto nella proprietà. Una e-mail del 21 novembre 2019, inviata al conduttore radiofonico Eddy Aragon da un presunto ex dipendente sosteneva, infatti, che due giovani erano state sepolte nelle colline circostanti su ordine del finanziere e di «Signora G», verosimilmente Ghislaine Maxwell. L’uomo chiedeva un bitcoin in cambio di sette video che avrebbero mostrato Epstein fare sesso con minorenni. Aragon non trattò e inoltrò immediatamente la mail all’FBI. Il memorandum è riemerso dal faldone desecretato il 30 gennaio scorso e, solo quando la notizia è trapelata sui media, il Dipartimento di Giustizia del New Mexico ha avviato un’indagine sull’accusa.
L’obiettivo degli investigatori non è soltanto verificare eventuali reati rimasti impuniti, ma capire come sia stato possibile che una proprietà citata da numerose vittime e testimoni sia rimasta per anni ai margini delle attenzioni federali. La decisione di acquisire dati da banche, compagnie aeree e colossi tecnologici lascia intendere che la procura non stia cercando soltanto risposte sul passato, ma stia tentando di ricostruire una rete di relazioni e responsabilità ancora in gran parte sconosciuta. In questa prospettiva, lo Zorro Ranch non appare più come una semplice residenza isolata nel deserto, ma come uno dei possibili punti nevralgici di una vicenda che potrebbe riservare ancora rivelazioni capaci di mettere in discussione molte delle versioni finora accettate.




