El Koudri: quando la propaganda offusca i dati disastrosi sui servizi al disagio mentale

«Italianissimo, laureato e perfettamente integrato, non vi pare?»: usa queste parole il vicepremier Matteo Salvini per parlare del caso di Salim El Koudri, il trentunenne che nel pomeriggio di sabato 16 maggio ha fatto irruzione con l'auto nella zona pedonale di Modena, ferendo gravemente diverse persone. Chissà se qualcuno tenterà ancora di minimizzare quanto successo, si chiede il ministro. E rilancia il proprio cavallo di battaglia: la proposta di legge della Lega per revocare la cittadinanza a chi commette reati gravi. Scegliere di soffermarsi sulle origini di El Koudri può funzionare in t...

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10 Commenti

  1. Caro Valdarnese, forse dovresti studiare un po’ di più tu!
    Basta solo la tirata sul “piccoloJihad”, di cui oramai parlano solo i bignamisti di storia delle religioni, a qualificare l’approccio da te riservato all’all’evento. La solita trita è banale proiezione di ogni evento di tal genere nella nota cornice psicologico-psicologico-psichiatrica-pseudoscientifica, propria delle persone perbene! Se poi ci fosse qualche dubbio sul movens della tua posizione, basta il (inappropriato, banale, antistorico e arcinoto) richiamo della vergognosa storia della chiesa, con le sue orribili persecuzioni, per darci la cifra della temperie che lo anima.
    Tutto vero, ma con quegli occhiali ti stai perdendo il focus di ciò che sta accadendo ai nostri tempi.
    Sono certo che, secondo le tue giudiziose visioni Jennedy è stato uscito da Oswald.
    Che dio te la mandi buona.

  2. Bah, che razza di commenti che si leggono sotto questo articolo… A quanto pare l’oscena, infame, stupida propaganda della destra è riuscita a far breccia. “Più soldi agli enti pubblici” non è certo la soluzione a ogni male… ma è palese che la vicenda di El-Koudri è una mera questione di disagio psicologico, in cui religione, islam politico ecc. non c’entrano proprio nulla! A quel che dicono le cronache, il poveretto (che si è macchiato di atti scellerati, ma poveretto rimane) in questura e poi in carcere non si ricordava neanche cosa aveva fatto…
    Non abboccate ai venditori di niente come i vari Salvini, Andrea Lombardi e così via! L’islam, nella maggior parte dei contesti storici in cui ha dominato (Spagna e Sicilia nel Medioevo, Impero ottomano, ma anche l’attuale Iran), ha avuto solo da insegnare alle altre religioni monoteiste, e in particolare al cristianesimo, sulla tolleranza religiosa. Il “piccolo jihad” (letteralmente: sforzo, tensione) è lotta anche violenta contro i nemici dell’islam, cioè contro chi opera concretamente contro i musulmani; NON contro i fedeli delle altre religioni! E vi ricordo che i musulmani considerano Gesù Cristo il profeta più importante dopo Maometto.
    Le derive integraliste purtroppo ci sono sempre più anche nell’islam contemporaneo (e come potrebbero non esserci, in una società del “tutti contro tutti” come la nostra?). Ma pensare che dentro ogni arabo e/o musulmano ci sia “per cultura” un “piccolo jihadista” pronto a scagliarsi con auto, camion ecc. sulla folla… è una cazzata che non si può proprio sentire! Studiate, invece di abboccare alle farneticazioni degli avvelenatori di pozzi!
    Il limite dell’articolo è semmai non indagare criticamente sulla diffusione sempre maggiore di psicologia, psichiatria e… psicofarmaci tra i giovani, promossa sempre più anche attraverso interventi nelle scuole. A mio modesto parere, un’ulteriore forma di controllo sociale, e l’ennesimo favore a Big Pharma. Ciò detto, questo articolo è anche un’utile panoramica sul crescente disagio psichico nella nostra società. Su questo sì che bisognerebbe riflettere, altro che i “cavalli addestrati” del Corano…

    • Gentile lettore,
      la ringrazio del commento. Nello specifico, il tema della psichiatria e della crescente prescrizione di psicofarmaci nei confronti dei giovani non è stata citata in questo articolo in quanto trattata nel dettaglio in altri approfondimenti sul nostro sito, a firma mia e di altri colleghi. In particolare, è stato tema di copertina del mensile di gennaio 2026.

      Cordialmente,

      Valeria Casolaro, autrice dell’articolo

  3. Francamente, la solita sterilizzazione di una problematica complessa e caratterizzata da evidenti colorazioni ideologiche e terroristiche, riconducendola al solito e non esaustivo quadro medico psichiatrico, non è più tollerabile. Che dire poi della suggerita panacea di tutti i mali: più soldi alle strutture pubbliche!
    Cari signori: in primo luogo, non tutti i pazienti psichiatrici si mettono alla guida di un veicolo per massacrare degli innocenti, fuggire immediatamente ed accoltellaaccoltellare chi tenta di bloccarli. Questi non sono gli effetti di un (solo) disagio mentale. Le altre circostanze del caso (improperi e dichiarazioni di spregio contro cristiani e società occidentale) completano il quadro. La richiesta della Bibbia prima di andare il carcere (ovviamente suggerita dall’dall’avvocato) è il fiore all’occhiello.
    Francamente, da ultimo i Vs.articoli (compreso quello precedente sulla “legislazione in materia di tutela minori”) sembrano tutti inquadrati in una prospettiva assolutamente inidoneinidonea a leggere la realtà nella sua complessità e verità.
    Assomigliano più a compitini di giovani laureati che non hanno vissuto e non conoscono la realtà, limitandisu a guardare i fatti con lenti ideologiche e scolastiche. Forse è vero che “Indipendente” sembra sempre più orientato al solito sinistrismo che personalmente (come il pendant opposto) ritengo un’ideologia incurabile da chi ne è afflitto.

  4. Quindi è già deciso? È un poveretto che non sapeva quello che faceva?

    Che si debba investire di più nel sistema sanitario è una sacrosanta verità ma non sono d’accordo con l’assoluzione dell’investitore e la colpevolizzazione di tutti gli altri: governi, società civile, …

  5. Il disagio mentale è un effetto e non una causa di qualcosa.
    Non fa distinzioni, di razza, di estrazione, di colore, di religione, …
    È un problema che rende fragile chi lo vive e non sono sufficienti i soli trattamenti sanitari.
    La comunità (intesa come società civile) si deve fare carico sostenendo la persona per un percorso vivibile e dignitoso, non sono le medicine o i provvedimenti coerrcitivi che risolvono questi problemi.
    Piuttosto che criticare gli altri, bisognerebbe provare vergogna che succedano questi episodi e non riuscire ad intercettarli.
    Le risorse economiche già da tempo vengono dirottate verso investimenti che non aiutano le persone a star meglio (armamenti, ricerche scientifiche legate alla distruzione, sfruttamento della terra, ….).
    Il problema delle nostre società è quello di averci da lungo tempo abituati a non sopportare e a non vedere le fragilità che ci stanno attorno e creare distrazioni di massa.
    Poi quando succede qualcosa di eclatante, ci da anche fastidio e non riusciamo a comprenderlo.

  6. Penso che il disagio mentale aumenterà in modo esponenziale in una società in cui nessuno è più responsabile delle proprie azioni, in una società in cui non ci sono più punti di riferimento, fatta da una mescolanza informe di culture contrastanti e spesso in conflitto, dove la legge non è una certezza ma una interpretazione.

  7. A me sembra invece che tutto diventi un problema psichiatrico e che alla fine pochi davvero pagano per quello che fanno .. mi dite onestamente quanti sani di mente farebbero quello che ha fatto lui? O che ucciderebbero a sangue freddo i genitori per soldi ( Maso) , o che diventano sicari professionisti senza battere ciglio?

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