La Germania punta a trasformare le sue forze armate nel più potente esercito d’Europa, ridefinendo strategicamente il suo ruolo nello scenario di sicurezza europeo: sono questi gli obiettivi della nuova strategia militare per la Bundeswehr (l’esercito tedesco), presentata questa settimana dal ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius. Quest’ultimo ha chiarito che a rendere urgente la nuova dottrina militare è innanzitutto la guerra della Russia contro l’Ucraina, che ha reso instabile l’ordine internazionale intensificando le minacce militari soprattutto per l’Europa. Secondo Pistorius, «il mondo è diventato più imprevedibile e, bisogna dirlo, anche più pericoloso». Da qui l’idea di un profondo ripensamento dell’intera architettura strategica della Bundeswehr, che si basa su almeno tre punti fondamentali: un nuovo profilo di capacità dell’esercito, un piano di espansione dei militari attivi e una riforma radicale della riserva. Secondo il Berliner Zeitung, si tratta della prima strategia militare globale della storia della Germania. Il tutto mira a un riassetto militare di lungo periodo che potrebbe ridefinire gli equilibri di sicurezza del continente nei prossimi decenni e che si intreccia inevitabilmente con i piani di riarmo tedeschi.
Per quanto riguarda il primo punto – le capacità effettive dell’esercito – il tradizionale modello basato su quantità fisse di mezzi (carri armati, aerei, unità navali) dovrà essere progressivamente sostituito da un modello “basato sugli effetti”. In altri termini, non si partirà più dalla valutazione di quanti mezzi siano necessari, bensì da quali capacità operative debbano essere garantite. Tra queste emergono: capacità di attacco di precisione a lungo raggio; difesa contro minacce aeree avanzate e missilistiche, compresi i sistemi ipersonici; e lo sviluppo e integrazione massiva di sistemi drone. Per quanto riguarda gli attacchi a lungo raggio, sono imprescindibili le armi di precisione a lungo raggio che possono essere utilizzate per eliminare precocemente le vie di rifornimento nemiche, anche alla luce di come si è sviluppata e si sta tuttora svolgendo la guerra in Ucraina. Attualmente, la Bundeswehr dispone di una sola arma classificata come arma a lungo raggio medio-bassa, il missile da crociera Taurus con una gittata di oltre 500 chilometri. Il prossimo passo è quello di acquistare il missile da crociera Jassm-Er per il nuovo caccia F-35, con una gittata di circa mille chilometri. Sia il missile che il caccia sono prodotti dall’azienda statunitense Lockheed Martin.
Cruciali sono poi gli aspetti del numero di soldati impiegati e dei riservisti: attualmente, il numero di soldati attivi rappresenta il punto debole dell’esercito tedesco. L’obiettivo è raggiungere 460.000 soldati in caso di conflitto, di cui 260.000 in servizio attivo. Al momento però la Bundeswehr conta circa 185.400 effettivi: servono quindi quasi 75.000 nuove reclute. Nel corso del 2025, anche grazie al nuovo modello di servizio militare su base volontaria, si è registrato un incremento del 10% di reclutamenti rispetto all’anno precedente, ma i dubbi sull’efficacia del modello volontario restano. Per questo Pistorius ha dichiarato che «Se i numeri non bastassero, valuteremo una leva obbligatoria su base necessaria». Un altro pilastro della nuova dottrina riguarda la riserva: da componente secondaria, essa viene ora elevata a elemento cardine dell’architettura di difesa, collocandola “alla pari con le forze attive”. La riserva dovrà aumentare fino a 200.000 unità, diventando la “cerniera tra società civile e forze armate”.
Quanto alla tabella di marcia con cui si dovrà sviluppare la nuova dottrina strategica, sono previste tre fasi temporali: tra il 2026 e il 2029 è prevista una rapida espansione del reclutamento; tra il 2030 e il 2035 il consolidamento e lo sviluppo delle capacità operative; e tra il 2025 e il 2039 una trasformazione tecnologica e una modernizzazione strutturale che comprende sistemi d’arma automatizzati, intelligenza artificiale, droni intercettori e difesa dai missili ipersonici. Nonostante le ambizioni del piano, non mancano le criticità: oltre alla scarsità di reclute e riserve, si aggiungono le sfide industriali, come riconosciuto anche dallo stesso ministro della Difesa Pistorius. L’elevata domanda globale di sistemi di difesa, incrementata dalla guerra in Medio Oriente e i Ucraina, sta mettendo sotto pressione le capacità produttive dell’industria, rendendo i tempi di approvvigionamento e le catene di fornitura un fattore critico.
La stessa Germania non controlla tutte le variabili industriali e logistiche. Inoltre, le informazioni sui progetti, i ritardi e i costi sono state classificate come «riservate» in base alla nuova normativa sulla segretezza, rendendo non trasparenti le spese per gli armamenti. Analogamente, parti della stessa strategia militare vengono deliberatamente tenuta segrete per non fornire informazioni agli avversari geopolitici, tra cui quello più temuto è la Russia. Non a caso, Pistorius ha affermato che rivelando tutti i dettagli della nuova impalcatura di difesa si rischierebbe di «aggiungere anche Vladimir Putin alla nostra lista di distribuzione e-mail». L’intento della Germania, dunque, è chiaro: passare dall’essere la prima potenza economica europea a essere la prima potenza militare, ridefinendo la struttura di sicurezza del continente e continuando a esercitare un’egemonia sul Vecchio continente, questa volta con la giustificazione della «minaccia russa» e di un potenziale conflitto su vasta scala.





Usciamo da questa Europa criminale, che poi se l’Italia si butta con tutte le forze sulle armi di difesa biologiche, quelle per capirci che danno sonno 23 ore al giorno, diarrea sette giorni su sette, cecità o sordità per mesi etc. tutti ci rispetteranno, le nostre industrie farmaceutiche diventeranno le migliori del mondo e saremo invincibili senza aver mai costruito una sola arma.