La Corte di cassazione ha stabilito che anche utilità di modesto valore possono integrare il reato di corruzione propria susseguente, se collegate a un atto contrario ai doveri d’ufficio. Il caso riguardava un imprenditore che aveva donato cassette di pesce (circa 130 euro) a due ispettori del lavoro per ottenere l’archiviazione di un controllo: assolto in appello per la modestia del beneficio, il verdetto è stato annullato. La Cassazione ha chiarito che non conta l’entità economica, ma il nesso causale tra dazione e atto illecito. La “modicità” può essere indizio, ma non esclude il reato. I giudici dovranno quindi rivalutare il caso verificando il collegamento concreto tra utilità e condotta illegittima.



