Donald Trump ha tenuto il discorso sullo stato dell’Unione più lungo di sempre. Fedele alle aspettative, il presidente USA ha parlato per quasi due ore al Congresso, mettendo su un vero e proprio spettacolo televisivo tra ospiti, premi e attacchi. Ai migranti, all’Iran, ai democratici, che si sono divisi tra una protesta in aula e una contro-manifestazione fuori dalle mura del Campidoglio. Trump è anche tornato sui dazi, rilanciando la sua politica commerciale pochi giorni dopo la bocciatura ricevuta dalla Corte Suprema (in parte presente al Congresso). Ampio spazio è stato dato all’autocelebrazione: il presidente USA ha parlato di un’economia forte, di un Paese che nell’ultimo anno ha «vissuto una svolta epocale», al punto da entrare in una nuova «età dell’oro».
Un’ora e cinquanta di puro trumpismo hanno segnato il discorso sullo stato dell’Unione, che annualmente tiene il presidente degli Stati Uniti di fronte al Congresso convocato a sezioni unite. L’appuntamento è stato aperto con la celebrazione della squadra di hockey maschile, dopo l’oro vinto alle Olimpiadi di Milano-Cortina, accompagnata da una medaglia speciale consegnata al portiere Connor Hellebuyck. Dopo lo show è arrivata la sfilza di attacchi: a partire dai democratici, destinatari di stoccate e insulti lungo tutto il discorso. Dai banchi dell’opposizione, Ilhan Omar e Rashida Tlaib hanno accusato Trump di «uccidere gli americani», in riferimento alle morti di Renée Good e Alex Pretti per mano dell’ICE.
Durante il suo discorso il presidente USA è poi tornato sull’Iran: «hanno già sviluppato missili che possono minacciare l’Europa e le nostre basi all’estero. E stanno lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti. Hanno ucciso 32.000 manifestanti. Preferisco risolvere la questione con la diplomazia ma non permetterò mai al principale sponsor mondiale del terrorismo di avere un’arma nucleare». A quello che sembra una sorta di auto-endorsement per un attacco militare, Teheran ha prontamente risposto, con il Ministero degli Esteri che ha rispedito le accuse al mittente.
Toni più distesi sono stati riservati alla Corte Suprema, dopo gli attacchi degli ultimi giorni, che hanno fatto seguito alla decisione dei giudici di bollare come illegittima la politica commerciale di Trump. Di tutta risposta, il presidente USA ha cambiato base giuridica, facendo appello Trade Act del 1974 e disponendo nuovi dazi compresi tra il 10% e il 15% per un periodo di 150 giorni. Di fronte al Congresso convocato a sezioni unite, Trump ha rilanciato la sua agenda, affermando che «con il tempo i dazi pagati dai Paesi stranieri sostituiranno sostanzialmente il moderno sistema di imposta sul reddito». Evidentemente da qui passa un importante pezzo della nuova «età dell’oro» dipinta dal presidente USA e lanciata di pari passo a una presunta rinnovata leadership internazionale. Soltanto pochi giorni fa Washington ha ospitato la prima riunione del Board of Peace, l’organismo voluto da Trump per estromettere l’ONU dai negoziati di pace nella Striscia di Gaza.
L’orizzonte del discorso sullo stato dell’Unione è l’appuntamento elettorale di novembre, quando Trump dovrà cercare di limitare i danni della bassa popolarità (ad appena un anno dall’inizio del secondo mandato). Pena la perdita della maggioranza al Congresso.





C’è chi le cose le fa, e c’è chi se le lascia fare. Se questo è il presidente degli americani evidentemente li rappresenta…
Quindi la Meloni mi rappresenta? No grazie