A Ginostra, frazione dell’isola di Stromboli, a settembre riaprirà una scuola chiusa da 20 anni che, con un’unica alunna, sarà la più piccola d’Europa. La bimba, che prossimamente compirà 6 anni, è figlia di una delegata comunale originaria dell’isola, e di un imprenditore tunisino che vive lì da 8 anni.
L’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia ha approvato l’apertura del plesso, all’interno del piano di riorganizzazione previsto per il 2026/2027 nella provincia di Messina, prevedendo anche l’autorizzazione per una scuola dell’infanzia a Leni, sull’isola di Salina.
La proposta arriva dalla giunta comunale di Lipari, con il sindaco Riccardo Gullo che ha sposato l’iniziativa nell’ottica di garantire il diritto all’istruzione anche nella piccola comunità. Ora resta da decidere dove sarà aperta la nuova classe, oltre ad identificare l’insegnante che lavorerà in loco.
Fino ad oggi il primato della scuola più piccola d’Europa era della vicina isola di Alicudi, che è frequentata da 2 alunni. Le strutture fanno parte dell’Istituto Comprensivo Statale delle Isole Eolie, con 17 plessi totali distribuiti sull’arcipelago e copre i cicli dell’infanzia, della primaria e della scuola secondaria di primo grado. La dirigente scolastica, Patrizia Muscolino, all’avvio dell’anno scolastico ha rivolto un messaggio agli studenti invitandoli ad affrontare senza timore le difficoltà, ricordando che ogni sfida rappresenta una tappa fondamentale del percorso di crescita e che ogni obiettivo raggiunto contribuisce a rafforzare consapevolezza e resilienza.
I genitori hanno accolto con felicità la notizia, raccontando che l’isola è un paradiso e confidando la speranza che la nuova scuola possa spingere altre persone a trasferirsi lì. Sull’isola di Stromboli sono circa 500 gli abitanti stabili, mentre nella frazione di Ginostra sono tra 30 e 40. Nonostante la legge italiana preveda che servano almeno 15 alunni per formare una classe, nelle aree marginali o a rischio spopolamento possono essere richieste delle deroghe, come avvenuto in questo caso, dove l’apertura di una scuola anche per una sola alunna assume un valore che va ben oltre il dato numerico. Garantire istruzione, continuità educativa e servizi di base significa dare futuro ai territori, permettendo alle famiglie di restare e alle comunità di continuare a esistere.




