Una scoperta straordinaria ha portato alla luce quella che potrebbe essere la più grande colonia di coralli mai documentata. Situata al largo di Nusa Penida, Bali, questa immensa colonia di corallo Galaxea astreata si estende su un’area di oltre 4.000 metri quadrati, con dimensioni impressionanti: 58 metri di larghezza, 71 metri di lunghezza e 10 metri di altezza. La sua misurazione è stata recentemente completata dal team di biologi marini indonesiani dell’organizzazione Ocean Gardener, in partnership con il programma “Map the Giants” dell’Università di Milano-Bicocca. Sebbene siano necessari ulteriori test per confermare il suo status, i ricercatori hanno parlato di una scoperta storica che ha «il potenziale di stabilire un nuovo record mondiale».
La formazione ricevuta grazie a “Map the Giants” è stata dirimente per identificare questa struttura come un organismo unico. La posizione della colonia nello Stretto di Lombok è peraltro cruciale: qui l’Oceano Pacifico si fonde con l’Oceano Indiano, creando un ambiente ideale per lo sviluppo di coralli di dimensioni eccezionali. Nusa Penida, grazie alle sue correnti nutrienti e alla biodiversità unica, si configura come un punto nevralgico per la conservazione dei coralli indo-pacifici. Fortunatamente, questa colonia gigante si trova già all’interno di un’area marina protetta, il che la rende un esempio chiave per le strategie di tutela ambientale. Sottolineando la necessità di ulteriori studi genetici per confermare che si tratti effettivamente di un’unica grande colonia e per comprenderne compiutamente il ruolo ecologico, Vincent Chalias, fondatore di Ocean Gardener, ha sottolineato l’importanza della scoperta: «Questi coralli giganti sono non solo vecchi ed enormi, ma producono miliardi di larve che possono seminare barriere coralline in tutto l’Oceano Indiano, fino alle Maldive e forse persino all’Africa orientale». L’eccezionale scoperta segue di poche settimane quella di una colonia di corallo Pavona clavus nelle Isole Salomone, che era stata ritenuta la più grande al mondo.
Augurandosi che questo corallo diventi un nuovo punto focale all’interno di questa regione, in cui sono presenti vaste popolazioni di mante e pesci luna che attraggono la curiosità dei subacquei e il loro sostegno agli sforzi di conservazione, Ocean Gardener mira a sensibilizzare il governo indonesiano sull’importanza di queste risorse naturali non solo per il turismo, ma anche e soprattutto per la loro rilevanza ecologica a lungo termine. «Questi coralli rappresentano un patrimonio unico che l’Indonesia deve proteggere», ha infatti aggiunto Chalias nel suo commento ai risultati della storica ricerca effettuata dall’ong.
[di Stefano Baudino]




Bene, ottima notizia. Ed ora smettiamola di terrorizzare la gente profetizzando che l’ aumento ( indiscutibile ma minimo) della temperatura dei mari distrugga ogni ecosistema marino e che il Mediterraneo sia il mare più “plastificato” del mondo quando Bali, a parte le foto delle agenzie di viaggio, risulta essere una discarica di immondizie come mi ha raccontato un’ amica biologa ed ecologista che ha visitato l’ isola lo scorso anno.