Giorni dopo la ripresa dei combattimenti tra Iran e Stati Uniti, l’Arabia Saudita avrebbe lanciato un raid aereo contro la capitale yemenita Sana’a. A essere colpito è stato l’aeroporto internazionale della città, infrastruttura utilizzata da Ansar Allah, il gruppo alleato di Teheran meglio noto come Houthi. A confermare l’attacco è stato il portavoce delle forze armate affiliate al movimento, Yahya Saree, che ha dichiarato che l’azione «non rimarrà impunita». Riyad non si è ancora espressa sulla vicenda. L’operazione segnerebbe il primo attacco dell’Arabia Saudita contro lo Yemen (e in generale nella regione mediorientale) dall’inizio della guerra israelo-statunitense all’Iran. Il raid è arrivato due settimane dopo la ripresa dei voli diretti tra Teheran e Sana’a, sfidando il blocco imposto dall’Arabia Saudita sui collegamenti aerei con gli aeroporti controllati dagli Houthi. Secondo questi ultimi, l’attacco sarebbe avvenuto proprio per impedire l’atterraggio a un volo proveniente dall’Iran, con a bordo una delegazione di ritorno dal funerale di Ali Khamenei. L’aereo è poi atterrato all’aeroporto di Al-Hodeidah, nello Yemen occidentale.
Ore 14.20 – Houthi: “la de-escalation è finita”
Gli Houthi hanno dichiarato che il periodo di de-escalation con l’Arabia Saudita, relativo alla guerra civile yemenita, si è ufficialmente concluso.
Il Ministero degli Esteri degli Houthi ha definito l’attacco “senza precedenti”, aprendo una “nuova fase” tra le parti.
Ore 13:50 – Il video dell’attacco
Iniziano a girare i primi video dell’attacco contro la capitale yemenita Sana’a. Il ministro della Difesa yemenita di Ansar Allah, intanto, ha suggerito ai cittadini di rimanere lontani dalle aree attorno all’aeroporto.





Gli imbelli Sauditi contro i migliori combattenti del Medio Oriente Yemeniti e Iraniani, ci sarà da ridere o da piangere come quando hanno ammazzato il Giornalista USA del Washington Post che aveva smascherato i loro crimini di guerra, nella loro stessa Ambasciata, sempre per ingraziarsi Trump.
Campioni del mondo, a sbagliare obbiettivi.