Iran-USA: le indiscrezioni sui contenuti dell’accordo di pace

Continuano a circolare le voci di un imminente accordo tra Iran e Stati Uniti. Al momento non ci sono certezze sul contenuto e il segnale più importante arriva da Tel Aviv, dove un alto ufficiale lo ha definito un accordo pessimo. Secondo alcune indiscrezioni provenienti da Washington e Teheran, l’intesa non dovrebbe essere risolutiva, piuttosto fisserebbe i termini per un cessate il fuoco, aprendo una fase di colloqui con l’obiettivo di raggiungere un accordo sulle altre questioni sul tavolo, come il nucleare iraniano. Nel frattempo verrebbe riaperto lo Stretto di Hormuz, chiuso da oltre tre mesi. Ci sono dubbi anche sulle tempistiche della firma. Il presidente USA Donald Trump, rincalzato dal premier pachistano Shehbaz Sharif, ha dichiarato che l’intesa verrà raggiunta entro oggi pomeriggio. Teheran frena, non escludendo la chiusura dell’accordo «nei prossimi giorni».

Da quando venerdì scorso Donald Trump ha annunciato, per la 39esima volta, che la pace con l’Iran fosse a un passo, non si sono fermate le indiscrezioni. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato di un testo di due pagine, che fissa i dettagli per la fine delle ostilità con gli Stati Uniti, e non solo. Araghchi ha infatti affermato che «la fine della guerra sarà dichiarata su tutti i fronti, Libano compreso». Se confermato, acquisterebbero senso le indiscrezioni provenienti da Tel Aviv, dove un alto ufficiale israeliano ha mostrato disappunto per i termini dell’accordo. Il premier Benjamin Netanyahu ha nel frattempo convocato per il pomeriggio il gabinetto di sicurezza.

Contestualmente all’impegno di non riprendere le ostilità, dovrebbe scattare anche la riapertura dello Stretto di Hormuz, la cui gestione — ha avvertito Araghchi — «non sarà come prima». Dopo mesi di trattative, Teheran ha ammorbidito la sua posizione, non abbandonandola del tutto. Si è passati così dai pedaggi per le navi alle più generiche tariffe applicate ai servizi nello Stretto. Alla firma dovrebbe far seguito un periodo negoziale di due mesi, durante i quali le parti affronteranno le questioni più importanti: dallo sviluppo del programma nucleare iraniano alle sanzioni statunitensi, passando per le scorte di uranio e il risarcimento dei danni subiti durante la guerra.

Per quanto riguarda le tempistiche dell’accordo, ieri pomeriggio il premier pachistano Shehbaz Sharif aveva parlato di un’intesa imminente, che sarebbe stata chiusa nel giro di 24 ore con una firma digitale tra le parti. Trump, che vorrebbe festeggiare il suo 80esimo compleanno con la conclusione dell’accordo di pace, ha rilanciato, dicendo che gli Stati Uniti non vedono l’ora «di collaborare con l’Iran e con tutto il Medio Oriente per molti anni a venire. Speriamo che tutto questo processo funzioni in modo rapido e senza intoppi. In caso contrario, abbiamo l’alternativa definitiva, che speriamo non venga mai più utilizzata!». Parole che risuonano come una nuova minaccia nucleare, dopo quella di aprile. Teheran non si è scomposta, rigettando l’ipotesi di un accordo entro oggi ma dicendosi fiduciosa per una firma a distanza nei prossimi giorni.

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Salvatore Toscano

Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale.

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1 commento

  1. Ma chi se ne frega dei contenuti di un accordo di pace firmato da un Trump che mai mantiene gli accordi sottoscritti e poi una probabile nuova amministrazione che la penserà all’esatto contrario, la verità è che gli USA sono intrisi di bullismo internazionale, conta solo quali organismi sapranno isolarli, non certo la stampa che sta a guardare solo loro facendoci perdere il nostro tempo prezioso.

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