Per quasi centocinquant'anni, la Lusazia — la regione tra Berlino e Dresda che fu il cuore estrattivo della Germania dell'Est — ha avuto il volto di un cantiere senza fine: alberi abbattuti, villaggi demoliti, terra martoriata fino a sessanta metri di profondità per estrarne la lignite. Due miliardi di tonnellate di carbone bruno portati in superficie, e altrettante cicatrici lasciate nel paesaggio. Il 24 aprile, l'ultimo di quei crateri ha aperto per la prima volta le sue acque ai bagnanti.
Il lago Sedlitz, nato dai 1.400 ettari dell’ex miniera Ilse-Ost in funzione dal 1938 al 1980, è il vent...
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